Potrà pure dare quel tocco in più al proprio drink o anche essere semplicemente un dettaglio “glamour”, ma quella fettina di limone o d’arancia che galleggia nel bicchiere potrebbe celare nemici “invisibili” della nostra salute. A lanciare l’allarme sui social è Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, secondo il quale le guarnizioni di frutta nei cocktail sarebbero tra gli oggetti con la più alta concentrazione di batteri fecali, tra cui il temibile Escherichia coli.
I Rischi Nascosti nelle Guarnizioni di Frutta
“Vi sarà sicuramente capitato di volere una fettina di limone o d’arancia dentro una bibita”, dice l’infettivologo. “Ebbene, sapete che è una delle cose che contiene in assoluto più batteri?”, aggiunge. Questo a causa, essenzialmente, di due fattori critici: le mani e la buccia. Secondo l’infettivologo, il problema è infatti duplice. Da un lato c’è l’igiene del personale: molto spesso gli operatori maneggiano la frutta senza guanti o senza aver lavato accuratamente le mani dopo altre operazioni (o dopo essersi toccati viso e vestiti). Dall’altro il lavaggio approssimativo dell’agrume: la buccia è porosa e trattiene tutto ciò con cui viene a contatto, dai residui agricoli ai germi ambientali.
Uno studio condotto qualche anno fa dalla Clemson University, negli Usa, ha messo in evidenza che le guarnizioni di frutta potrebbero costituire la causa di malattie. A volte è capitato anche che le mani venissero contaminate da Escherichia Coli. In queste situazioni i batteri venivano trasferiti ai limoni e al ghiaccio nel 100% dei casi. Le conclusioni sono state evidenti, dopo un monitoraggio di 21 ristoranti. Alcuni penserebbero che l’alcol aggiunto al cocktail potrebbe svolgere un’azione antisettica. Non è proprio così, perché lo studio ha spiegato che i batteri non vengono uccisi nemmeno dalle miscele alcoliche più forti, come scotch o tequila.

L'Importanza delle Buone Pratiche Igieniche
L’unico modo per difendersi da questi problemi di sicurezza alimentare è costituito dal buon senso e dalle buone pratiche igieniche. Ma attenzione prima di bandire per sempre il gin tonic dalle nostre vite, è bene contestualizzare. Il messaggio di Bassetti non punta a terrorizzare, ma a sollevare il velo su una carenza di protocolli igienici spesso sottovalutata nel mondo della ristorazione. Non è la fettina in sé il nemico, ma la superficialità con cui viene gestita. Oltre a sperare nella diligenza del bartender, l’occhio del cliente può fare la differenza. Osservare la pulizia del bancone, l’uso delle pinzette per guarnire o la freschezza della frutta esposta è il primo passo.
L'Aperitivo Salutare: Cosa Scegliere
Le giornate più lunghe, temperature miti, desiderio di vacanza incombente. Nessuna stagione più della primavera e dell'estate sono opportune per incontrarsi con gli amici all'ora dell'aperitivo. L'occasione è propizia per coltivare i rapporti sociali, ma spesso alla fine della serata i conti non tornano. Non a caso un pasto di questo tipo è considerato «nemico» della dieta, tant'è che molte persone che provano a perdere peso rinunciano a priori a occasioni simili. Solitamente durante l'aperitivo si consumano troppe calorie e si portano in tavola cibi e bevande poco salutari: cocktail molto alcolici, pizzette, focaccine, noccioline, salumi, paste fredde, patatine condite con una o più salse. Un menù che può determinare un elevato apporto calorico come 700 chilocalorie, se non di più e senza che ce ne rendiamo conto. A contribuire in misura maggiore al pieno di energia sono gli alimenti ricchi di grassi e l'alcol, «che sì, fornisce sette chilocalorie per grammo, per cui potrebbe essere definito nutriente. Ma al contrario di proteine carboidrati e grassi che apportano diverse componenti essenziali per il nostro organismo, è una sostanza a noi estranea e tossica», afferma Elena Dogliotti, biologa nutrizionista e supervisore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi.
Per fare in modo di rispettare le abitudini senza compromettere la linea, il primo passo da compiere riguarda le bevande. «Le scelte peggiori riguardano alcolici e bevande zuccherate», prosegue Dogliotti. Già: e le alternative? «Ottimi sia per il palato che per la nostra salute sono centrifugati ed estratti di frutta e verdura, particolarmente gradevoli soprattutto in questa stagione. Se proprio non si vuole rinunciare a qualcosa di alcolico, meglio un bicchiere di vino di qualità o una birra piccola e comunque mai a stomaco vuoto».
Passando agli alimenti, l'ideale è fare riferimento alle verdure. «Quelle grigliate si trovano in quasi tutti i locali e sono ideali per sgranocchiare senza pentirsi». Una buona soluzione è data anche dagli spiedini a base di pomodorini e bocconcini di mozzarella, i gamberetti al naturale e i crostini con formaggi freschi (caprino, eventualmente con erbe aromatiche). «In alternativa si possono consumare piccole porzioni di cereali con verdure e magari il pesce - spiega Dogliotti -. Ok anche per i crostini di pane integrale accompagnati con salse allo yogurt come la greca tzatziki o con hummus di ceci e frutta di stagione». Anche optando per alimenti salutari, l'importante è scegliere solo un paio di pietanze e contenersi con le porzioni: soprattutto se si prevede anche di cenare in seguito.

L'Aperitivo Analcolico: Una Scelta Salutare
L'aperitivo dovrebbe essere solo uno “sfizio occasionale”, non un’abitudine da osservare tutti i giorni. Mentre chiacchieriamo con gli amici dopo una giornata di lavoro dobbiamo cercare di scegliere alimenti con una densità calorica non troppo alta, non troppo ricchi di grassi e zuccheri semplici che, attenzione, sono presenti negli alcolici e soprattutto nei superalcolici che vengono utilizzati per preparare i vari drink. Meglio dunque orientarsi su cocktails analcolici e a base di frutta. Dal punto di vista del cibo, via libera alle verdure crude come pomodorini ciliegia, finocchi e carciofi tagliati a spicchi, carote tagliate a bastoncino da mangiarsi in pinzimonio senza, però, esagerare con l’olio. Ottime sono anche piccole manciate di frutta secca, come noci, nocciole, pistacchi e mandorle. Il momento dell’aperitivo nel locale pubblico è ancor più sano se tutti coloro che vi partecipano hanno le mani pulite: «I germi, e quindi le malattie - conlcude la dottoressa Setti - si trasmettono in seguito a contatti simili a quelli tipici dell’happy hour, in cui le persone “pescano” il cibo con le mani da piatti comuni.
Per le future mamme, l'aperitivo può essere un'occasione piacevole, ma richiede alcune attenzioni in più. È fondamentale optare sempre per brindisi analcolici. L’alcol, infatti, arriva al feto attraverso la placenta. D'obbligo, quindi, scegliere bevande non zuccherate, né gasate, e tisane. L'acqua naturale resta la scelta migliore, con un consumo di due litri al giorno per la corretta idratazione della futura mamma. Per quanto riguarda il cibo, è consigliabile assecondare le voglie con moderazione, privilegiando frutta e verdura sempre ben lavate. Gli spuntini aiutano a scongiurare il rischio di abbuffate, facendo arrivare ai pasti con minor appetito. In caso di caldo intenso, cibi leggermente piccanti possono favorire una corretta termoregolazione.
La nutrizionista Susan Bowerman,racconta i trucchi per fare un aperitivo sano
I Batteri Buoni: Alleati della Nostra Salute
Nel nostro corpo vivono un’infinità di microorganismi, siamo letteralmente fatti di questi esserini invisibili ad occhio nudo: batteri, germi buoni, germi cattivi, virus, etc. È il cosiddetto “microbiota”. Alcune volte, impropriamente, al posto di microbiota viene utilizzato il termine microbioma; esso, invece, indica esclusivamente il patrimonio genetico - insieme dei suoi geni- del microbiota. Il microbioma è fondamentale per la salute del nostro organismo, quindi la nostra. La maggior parte si trova nella nostra flora batterica intestinale. La salute dipende molto da questo “centro di comando”: funzioni protettive, metaboliche, immunologiche. Il sistema immunitario ha un suo centro, e da qui si organizzano attacchi contro agenti patogeni, cattivi quindi. Se continuiamo a temere tutto quello che non riusciamo a vedere ad occhio nudo, rischiamo di togliere di mezzo anche i nostri amici germi, quelli buoni. Impariamo ad immaginarceli come amici allora, anche se invisibili. Le cose che fanno per noi, di fatto, sono utili e salutari! E non da ieri. Non solo nel nostro intestino, ma anche in altre parti del nostro corpo, come la bocca, la pelle, l’apparato uro-genitale femminile.
I batteri buoni, o probiotici, possono essere trovati in diversi luoghi, principalmente nell'ambiente e nel corpo umano. Alimenti fermentati: alcuni cibi fermentati contengono naturalmente batteri probiotici. Esempi comuni includono yogurt, kefir, crauti, kimchi, sottaceti e miso. Consumare regolarmente questi alimenti può contribuire a mantenere un equilibrio salutare della flora intestinale. Supplementi probiotici: gli integratori alimentari contenenti ceppi specifici di batteri probiotici sono disponibili sotto forma di capsule, compresse o polveri. Questi supplementi possono essere utili per aumentare l'apporto di batteri buoni, specialmente in situazioni in cui la flora intestinale può essere compromessa, come dopo un ciclo di antibiotici.
La Papaya: Un Frutto dalle Molteplici Proprietà
Studi sperimentali evidenziano come il succo di papaya contenga sostanze efficaci ad abbassare la pressione sanguigna, mentre la papaya fermentata ha dimostrato di essere un attivatore dei macrofagi. La papaya non è solo un frutto delizioso da gustare, ma possiede spiccate proprietà benefiche per la salute. La ricerca si è focalizzata sui semi di papaya che sono considerati ricchi di flavonoidi e polifenoli - note sostanze antiossidanti - che proteggono dalle infezioni batteriche. Le sostanze contenute nella papaya prevengono le disfunzioni renali e possono liberare l’intestino dai germi. La “papaina”, un enzima della papaya è utile nei problemi digestivi e dell’apparato gastrico in genere. La combinazione di tutte queste sostanze benefiche, secondo gli autori, sono la miscela perfetta per perdere peso, abbassare la pressione sanguigna e controllare o trattare malattie come il diabete e il cancro.
Alimenti Ricchi di Sodio: Un Pericolo da Evitare
È importante essere consapevoli del contenuto di sodio in alcuni alimenti comuni, specialmente quando si cerca di mantenere una dieta equilibrata e prevenire problemi di salute come l'ipertensione.
- Salsa di soia: con 5,72g di sodio per 100g di prodotto, è un condimento molto diffuso nella cucina orientale, ma il suo elevato contenuto di sale e glutammato ne sconsiglia l'uso in diete povere di sodio.
- Minestrone liofilizzato: presenta 5,6g di sodio per 100g. Nonostante la praticità, i prodotti liofilizzati spesso contengono sale aggiunto per migliorarne la sapidità.
- Prosciutto crudo di Parma: contiene 2,57g di sodio per 100g. Sebbene non contenga conservanti, il sale è necessario per evitarne la contaminazione batterica, richiedendone un consumo moderato.
- Salame Brianza: con 1,8g di sodio per 100g, è un prodotto della tradizione lombarda.
- Caviale: presenta 2,2g di sodio per 100g. Oggi il caviale di maggiore qualità è considerato proprio quello meno salato.
- Salmone affumicato: contiene 1,88g di sodio per 100g ed è apprezzato per la sua versatilità in cucina.
- Pecorino: questo formaggio, prodotto con latte di pecora, utilizza il sale per la salatura, la selezione della flora batterica e la conservazione.
- Salame Felino: con 1,69g di sodio per 100g, il suo consumo quotidiano può apportare quasi il 60% del quantitativo di sodio massimo indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
- Salame Napoli: anch'esso con 1,69g di sodio per 100g, il suo consumo settimanale è da tenere sotto controllo per prevenire potenziali rischi.
- Prosciutto crudo disossato, privo di grasso visibile: questo salume contiene 2,4g di sodio per 100g, rappresentando una fonte significativa di sodio.
È fondamentale ricordare che l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non superare i 50 grammi di carni trasformate a settimana per tenere sotto controllo il potenziale cancerogeno.
