Antichi Liquori Piemontesi: Un Viaggio Tra Ricette e Tradizioni

Il Piemonte, terra ricca di storia, cultura e sapori autentici, vanta una tradizione liquoristica di inestimabile valore, con un focus particolare sulla produzione di amari e liquori ottenuti dall'infusione di erbe, radici, piante medicinali, cortecce e spezie. Queste bevande spiritose, nate spesso dalle profonde conoscenze botaniche e dal sapere erboristico di monaci e frati, erano originariamente concepite per finalità terapeutiche, ma nel tempo si sono affermate come apprezzate bevande digestive, toniche e corroboranti.

Erbe aromatiche e spezie in infusione

La tradizione liquoristica piemontese ha sempre avuto un punto di forza nella produzione degli amari. Molti di questi, riscoperti e rivisitati, continuano a deliziare il palato e a offrire benefici per il benessere. L'Amaro San Simone, ad esempio, è un nome che risuona con forza nella liquoreria piemontese. La sua ricetta monastica, riscoperta a metà del Novecento negli archivi torinesi dell'Antica Officina Farmaceutica San Simone, è stata sapientemente rivisitata per adattarsi al gusto moderno, combinando un mix di 34 erbe e piante selezionate. Questo amaro, immancabile sugli scaffali di bar e ristoranti piemontesi, rappresenta un esempio eccellente di come la tradizione possa incontrare l'innovazione.

La Storia di Marchi Gloriosi e il Loro Ritorno

Il panorama della produzione di amari in Piemonte è un mosaico affascinante, costellato da storie di ascesa, declino e, in alcuni casi, di rinascita. Cinque gloriosi marchi hanno particolarmente segnato la storia della liquoreria piemontese: Gamondi, Ulrich, Gambarotta, Diesus e Dom Bairo. Mentre alcuni di questi sono tornati sul mercato grazie all'intraprendenza di imprenditori che ne hanno rilevato la licenza produttiva, altri attendono ancora di essere riscoperti.

Le Distillerie G.B. Gambarotta: Un'Eredità di Liquori e Cioccolato

Chi viaggia in treno da Genova verso il Piemonte potrebbe ancora riconoscere le vestigia del vasto stabilimento industriale appartenuto alle "Distillerie G.B. Gambarotta". Attive a Serravalle Scrivia, nel basso Alessandrino, dal 1906, queste distillerie si distinsero a livello mondiale per la produzione di liquori, vermouth e grappe. La "Fine Grappa Libarna" era, fino alla metà degli anni '70, un vero emblema della grapperia piemontese, affiancando marchi come Bosso, Bocchino e Mazzetti.

Il prodotto di punta dell'azienda, tuttavia, era l'Amaro Gambarotta. Premiato all'Esposizione Nazionale di Torino nel 1898, questo amaro si basava su una ricetta che la famiglia Gambarotta sosteneva di custodire sin dalla fine del Settecento, appresa da un frate missionario, padre Stanislao. La "diaspora" delle ricette monastiche, spesso avvenuta a seguito delle soppressioni degli enti religiosi nel periodo napoleonico, permise a queste preziose conoscenze di entrare nel circuito commerciale, trasformando antichi rimedi in prodotti di largo consumo.

La figura di Giovanni Battista Gambarotta emerge come una delle più rappresentative dell'imprenditoria piemontese. Ereditando l'azienda dal padre Santo, fondatore a fine Ottocento della "Fabbrica italiana cioccolato e affini" a Novi, Giovanni Battista decise nel 1903 di scorporare la produzione liquoristica, dando vita allo stabilimento di Serravalle Scrivia. Dopo la sua morte, l'azienda passò alla famiglia siciliana Inga, che ne proseguì la tradizione, lanciando anche la grappa "Libarna". Nonostante un periodo di declino tra gli anni Settanta e Ottanta, l'attività cessò definitivamente nel 2008.

L'Amaro Gamondi di Acqui Terme: Un Tuffo nella Tradizione Erboristica

Spostandoci nella provincia di Alessandria, nell'alto Monferrato, troviamo ad Acqui Terme l'Amaro Gamondi. Prodotto dall'omonima casa liquoristica fondata nel 1890, questo amaro affonda le sue radici nel contesto delle località termali, mete predilette per le villeggiature borghesi del primo trentennio del Novecento. Questo ambiente favorevole permise la fioritura di attività legate alla liquoristica farmacologica, che univa l'efficacia curativa delle erbe a un piacevole souvenir del luogo di soggiorno.

Il fondatore, Carlo Gamondi, era uno speziale che, sfruttando le sue conoscenze erboristiche, creò bevande toniche e amaricanti, espandendo poi la produzione a vermouth, amari e grappe. L'idea dell'effetto terapeutico legato al consumo dell'amaro è ben rappresentata dalla scritta "Salus" e dalla figura del dio Mercurio, che campeggiavano sull'etichetta storica dei prodotti Gamondi, tra cui il Super Amaro Gamondi, l'Amaro Tonico e il Vermouth di Torino. L'attività cessò a metà degli anni Ottanta per mancanza di eredi, ma di recente la licenza produttiva è stata rilevata da "Casa Toso", che ha riproposto agli appassionati l'Amaro Gamondi, un liquore ottenuto dalla macerazione a freddo e infusione di erbe e radici, seguendo l'antica ricetta del fondatore.

L'Amaro Dom Bairo: Dalle Origini Monastiche alla Pubblicità Televisiva

Nel Canavese, precisamente a Bairo, si produceva l'Amaro Dom Bairo, il cui nome è l'acronimo di "Deo Optimo Maximo". Divenne particolarmente popolare negli anni Settanta, con l'avvio della produzione industriale da parte della Buton s.p.a., che commercializzò il prodotto come "Elisir Amaro Dom Bairo, detto l'Uvamaro", accompagnato da una memorabile campagna pubblicitaria in Carosello.

La tradizione attribuisce la ricetta originaria dell'amaro all'anno 1452, ma la paternità è più comunemente associata al celebre medico Pietro De Michaeli, noto come Pietro Bairo. Nato nel 1468 nel comune canavesano e morto a Torino nel 1558, Pietro Bairo fu primo medico e archiatra alla corte del duca Carlo II di Savoia. Sfruttando la sua competenza erboristica, creò un vino aromatizzato con erbe e radici, tra cui la china. Questa ricetta fu ripresa circa tre secoli dopo dal barone Eugenio Vagina d’Emarese, fondatore della distilleria a Bairo, che produsse l'Amaro D.O.M. Bairo, ricavato da "uve silvane e erbe rare" e menzionato per la prima volta nel catalogo della distilleria nel 1898.

L'Amaro Dom Bairo, talvolta pubblicizzato come Don Bairo, presentava un sapore simile al vermouth, ma con una minore dolcezza. Apparteneva alla categoria dei "vini amari", ovvero bevande a base di vino amaricate con erbe, spezie e radici. Questa tipologia di prodotto ebbe un periodo di grande successo tra gli anni Settanta e Ottanta, grazie anche a incentivi fiscali, per poi declinare dagli anni Novanta.

Il Diesus: Un Amaro dalla Bottiglia Iconica

Appartenente alla stessa categoria dei "vini amari" fu anche il celebre Diesus. Questo amaro divenne molto di moda negli anni Ottanta per la sua originale bottiglia, modellata a forma di frate con tanto di saio e cordicella in vita, un design distintivo che ne contribuì alla popolarità.

L'Amaro Ulrich: Un Marchio Storico Riemerso

La nostra carrellata si conclude con l'Amaro Ulrich, un marchio storico che è stato riportato in vita grazie a un accordo siglato a fine 2015 tra la Distilleria Marolo di Alba e il gruppo torinese Paladin Pharma. L'Amaro Ulrich si basa sul recupero scrupoloso dell'antica ricetta ideata dal botanico Domenico Ulrich. Fondatore nel 1854 a Torino dell'omonima azienda, la "D.co Ulrich", fu tra le prime realtà a specializzarsi nella lavorazione delle piante aromatiche su scala industriale, affermandosi a cavallo tra Ottocento e Novecento nel campo dell'erboristica officinale e della fitoterapia.

Domenico Ulrich divenne celebre per la produzione di estratti, infusi e sciroppi a base di erbe, ma anche di vermouth, distillati e chinati. Il suo amaro ottenne il brevetto regio, potendo esibire lo stemma reale sabaudo sull'etichetta. La rinascita dell'Amaro Ulrich, che racchiude i principi attivi di 19 tra erbe, radici, frutti e fiori, tra cui genepì, genziana e anice, è il risultato di un'iniziativa encomiabile volta a "recuperare l'antica vocazione piemontese all'arte degli spiriti e dei liquori", offrendo un prodotto unico che fonde innovazione e tradizione.

Ricette Tradizionali di Liquori Piemontesi

Oltre ai grandi marchi storici, la tradizione piemontese è costellata di ricette casalinghe di liquori, tramandate di generazione in generazione, che utilizzano erbe, frutti e spezie locali. Queste preparazioni, spesso semplici ma efficaci, incarnano lo spirito della convivialità e del saper fare artigianale.

Grappa al Basilico: Un Digestivo Rinfrescante

La Grappa al basilico è un ottimo digestivo. Il procedimento prevede di lavare accuratamente le foglie di basilico e riporle in un contenitore ermetico da 2 litri, insieme alla buccia di limone, tagliata sottile e contenente solo la parte gialla. Dopo aver lasciato in infusione per 20 giorni, il liquido viene filtrato e versato nella bottiglia.

Foglie di basilico fresco

Liquore di Cedrina: Un Aroma Cítrico e Digestivo

Il liquore di cedrina è un altro eccellente digestivo. Si iniziano lavando le foglie e la parte gialla della scorza dei limoni, per poi metterle in infusione. Successivamente, si scalda l'acqua e si scioglie lo zucchero. Una volta che lo sciroppo si è raffreddato, viene versato nello stesso contenitore dell'infuso. È necessario fare riposare il tutto per un mese.

Una variante prevede di mettere in infusione in un vaso di vetro tutte le erbe lavate e le spezie con l'alcool, lasciando riposare per 3 giorni. Trascorso questo periodo, si scioglie lo zucchero in acqua calda e, una volta raffreddato, si aggiunge all'infuso. Si lascia riposare per altri 3 giorni.

Nocino Modenese: Il Sapore Autunnale delle Noci

Sebbene originario di Modena, il Nocino è un liquore apprezzato anche in Piemonte. La sua preparazione inizia a settembre, in occasione della raccolta delle noci per San Giovanni. Si utilizzano 30 noci con il mallo ancora verde, che vengono tagliate in quattro parti e poste in una damigiana a bocca larga insieme agli altri ingredienti. La damigiana viene esposta al sole per 50 giorni, agitando frequentemente.

Liquore alla Melissa: Digestivo e Corroborante

Il liquore alla melissa è noto per le sue proprietà digestive e corroboranti. Per prepararlo, si lasciano macerare nell'alcool la scorza di 6 limoni e le foglie di melissa per 15 giorni, agitando di tanto in tanto. Successivamente, si aggiunge il succo di un limone e lo zucchero ben sciolto a freddo nell'acqua. Il tutto viene chiuso e lasciato macerare per altre 24 ore.

Fiori di melissa

Liquore ai Petali di Rosa: Un Profumo Floreale

Per un liquore profumato ai petali di rosa, si chiudono ermeticamente nel vaso i petali stessi insieme allo zucchero, esponendo il tutto al sole per alcuni giorni e scuotendolo spesso. Quando lo zucchero si è sciolto, si apre il vaso e si aggiungono acqua e alcool.

Infuso di Menta, Basilico e Camomilla con Anice

Un'altra ricetta prevede la pulizia accurata delle foglie di menta. Si mettono la menta, il basilico, le foglie di camomilla e i semi di anice in infusione nell'alcool in un vaso di vetro. Dopo 8 giorni di infusione, scuotendo il recipiente periodicamente, si prepara uno sciroppo caldo portando a bollore l'acqua e versandovi lo zucchero.

LIQUORE DIGESTIVO ALL' ALLORO FATTO IN CASA!! Ricetta Facile - Homemade Laurel Liqueur Easy Recipe

Ratafià di Ciliegie Nere: La Dolcezza della Frutta Estiva

Il Ratafià di ciliegie nere si prepara tipicamente da maggio a giugno. Si scioglie lo zucchero nell'acqua calda e si pestano le ciliegie. Successivamente, si versano lo sciroppo di zucchero, le ciliegie e l'alcool in un vaso di vetro, che viene poi chiuso.

Laurino: Un Digestivo Aromatico

Il Laurino è un altro liquore con proprietà digestive. La preparazione prevede di sciogliere lo zucchero nell'acqua calda. Una volta raffreddato, lo sciroppo viene versato in una damigiana a bocca larga contenente tutti gli altri ingredienti. Dopo un mese di macerazione, si filtra e si imbottiglia, consumando il liquore dopo 3 mesi di stagionatura.

Liquore al Rosmarino: Un Aroma Intenso

Per un liquore al rosmarino, si lava ed asciuga un ramo di rosmarino, staccando tutte le foglioline. Queste vengono messe in infusione in un vaso di vetro, al buio, per 40 giorni, con 1 litro di acquavite bianca a 40° e 20 zollette di zucchero.

Liquore alla Salvia: Proprietà Digestive e Rinfrescanti

Si lavano 20 foglie di salvia e le si asciugano. Vengono poi messe in infusione per 1 mese in un vaso ermetico di vetro, con 300 grammi di zucchero e 1 litro di grappa. Il vaso viene chiuso ermeticamente e lasciato riposare per tre mesi al buio.

L'Importanza della Macerazione e dell'Infusione

Alla base della preparazione di questi liquori vi sono due tecniche fondamentali: la macerazione e l'infusione. La macerazione prevede di lasciare a bagno ingredienti solidi (erbe, frutti, spezie) in un liquido (solitamente alcool o grappa) per un periodo prolungato, permettendo così l'estrazione dei principi attivi e degli aromi. L'infusione, invece, è un processo più rapido, dove l'acqua calda o l'alcool vengono versati sugli ingredienti per estrarne rapidamente le sostanze desiderate. La scelta tra le due tecniche, così come la durata del processo e la qualità degli ingredienti, sono cruciali per ottenere un liquore di eccellenza.

La complessità di queste preparazioni, che richiedono pazienza e attenzione ai dettagli, riflette l'antica saggezza legata all'utilizzo delle risorse naturali. Ogni ricetta è un piccolo tesoro di conoscenza, un invito a riscoprire i sapori autentici e le tradizioni che rendono unica la cultura piemontese.

Ingredienti naturali per liquori: erbe, frutta, spezie

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