Caiazzo: Un Viaggio nel Cuore del Vino Autoctono tra Storia e Innovazione

Caiazzo, un territorio incastonato nella provincia di Caserta, si sta affermando come un epicentro di eccellenza enologica, celebrando la riscoperta e la valorizzazione di vitigni autoctoni che affondano le radici in una storia millenaria. Tra le realtà più significative che animano questo panorama vitivinicolo, spiccano aziende come Masseria Piccirillo, Calatia e ALE.P.A., ognuna con la propria visione e un profondo legame con la terra, capaci di coniugare la tradizione con un approccio moderno e innovativo alla produzione di vino.

Masseria Piccirillo: L'Eccellenza del Pallagrello Metodo Classico

Vigneti della Masseria Piccirillo

La Masseria Piccirillo, nata nel 2001 come azienda vitivinicola e ampliata nel 2008 con un piccolo agriturismo, si è guadagnata un posto d'onore nel panorama enologico italiano. Il suo successo è testimoniato dal prestigioso riconoscimento della "QUATTRO VITI" conferito dall'Associazione Italiana Sommelier, un sigillo di qualità che celebra la capacità dell'azienda di aver ottenuto dal vitigno Pallagrello uno spumante Metodo Classico di grande pregio. Questo risultato è particolarmente significativo, poiché la Masseria Piccirillo è stata la prima in Italia a raggiungere tale traguardo, dimostrando una competenza e una dedizione che le permettono di confrontarsi, e potenzialmente superare, la qualità degli spumanti provenienti da regioni rinomate come il Veneto e il Piemonte.

L'azienda si dedica con passione alla produzione e valorizzazione di vitigni autoctoni quali Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia. I loro prodotti sono il frutto di un'armonia perfetta tra il sapere dell'uomo e le generose offerte di clima, terra e vitigno. Una visita presso la Masseria Piccirillo offre un'immersione completa nel mondo del vino, dove è possibile abbinare i loro eccellenti vini a piatti cucinati secondo le antiche ricette della nonna, un connubio che esalta la territorialità e la genuinità.

Un esempio concreto dell'impegno e della qualità offerta si è concretizzato in una visita con degustazione esclusiva per i soci e gli amici del Touring Club Italiano. L'evento ha previsto un raduno dei partecipanti in Piazza Porta Vetere a Caiazzo, seguito da un incontro presso l'azienda con la sommelier degustatrice A.I.S. Michela Riselli e il titolare, sig. Giovanni Piccirillo. Durante l'incontro, è stata illustrata la storia e l'evoluzione moderna della coltivazione del vitigno Pallagrello, la cui introduzione e apprezzamento risalgono ai tempi dei Borbone. La giornata si è conclusa con un sapiente abbinamento vino/cibo, un'esperienza sensoriale che ha permesso di apprezzare appieno le sfumature e la complessità dei vini della Masseria Piccirillo.

L'azienda vanta 17 ettari di proprietà, di cui 7 vitati, con una produzione annua di circa 15.000 bottiglie. L'enologo Giovanni Piccirillo segue personalmente ogni fase della produzione, dalla vigna alla bottiglia, con la prima vendemmia registrata nel 2017, a testimonianza di un percorso di crescita e affinamento costante.

Il Bariletta, vino autoctono del casertano

Calatia: La Passione per il Territorio e la Vinificazione Naturale

Calatia non è solo un nome, ma una ninfa mitologica, figlia di Tifata e amata dal Dio Volturno, rifugiatasi in questo luogo per sfuggire all'ira paterna. Questo nome evocativo è stato scelto da Massimo Martino e dai suoi fratelli, imprenditori edili, che, dopo un attento studio dei terreni condotto da Enzo Coppola, hanno deciso di dare vita a un'azienda vitivinicola nella storica proprietà di famiglia. La scelta di Caiazzo non è casuale: il terreno argilloso e sabbioso, la favorevole esposizione solare, la ventilazione e il drenaggio dell'acqua, caratteristiche tipiche delle zone collinari, rendono queste terre il luogo ideale per esprimere appieno la passione per la produzione vinicola, concentrata sulle uve autoctone del territorio.

Panorama dei vigneti di Calatia con le colline circostanti

La filosofia di Calatia si basa sul rispetto della natura e dei suoi ritmi. L'azienda opera senza ricorrere a sostanze chimiche di sintesi, come concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi e pesticidi, e senza l'impiego di organismi geneticamente modificati. L'uva viene raccolta e selezionata esclusivamente a mano, garantendo la massima cura e attenzione alla qualità in ogni fase. Questo approccio alla vinificazione naturale, che privilegia l'integrità del frutto e l'espressione del terroir, si traduce in vini autentici e di grande carattere, capaci di raccontare la storia e l'anima del territorio da cui provengono.

La scelta di Massimo Martino e dei suoi fratelli di investire nel settore vitivinicolo rappresenta una testimonianza della vitalità e del potenziale enologico di Caiazzo, un territorio che sta riscoprendo il valore dei suoi vitigni autoctoni e che offre scenari ideali per la viticoltura di qualità.

ALE.P.A.: L'Eredità Familiare e il Legame con la Terra

L'azienda agricola ALE.P.A. è un'altra realtà che contribuisce a definire l'eccellenza vitivinicola di Caiazzo, focalizzandosi principalmente sulla produzione di vino dal vitigno autoctono Pallagrello, affiancata da una piccola produzione di olio extravergine d'oliva. L'azienda apre le sue porte agli appassionati per percorsi di approfondimento sui vini e sull'approccio agricolo e di cantina, offrendo un'esperienza autentica e formativa. In occasioni speciali, la visita può essere arricchita da altre esperienze legate al mondo rurale, come la cottura nel forno a legna e la preparazione di pizze con lievito madre, un modo per connettersi con le tradizioni e i sapori genuini del territorio.

L'azienda ALE.P.A. ha le sue radici nel 1986, anno in cui furono piantati il vigneto e l'oliveto, dando avvio all'attività vitivinicola. Fondata da Eugenio Riccio, oggi l'azienda è condotta con passione e dedizione da sua figlia Paola. La sua decisione di trasferirsi in campagna e dedicarsi alla viticoltura ha radicalmente trasformato il suo stile di vita, portandola a sentire il tempo in modo nuovo, ad osservare le stagioni e a stabilire un contatto intimo con la natura circostante. La sua coscienza di "artigiana del vino" si è formata lentamente, senza percorsi di studi specifici, ma attraverso un profondo legame con la terra e un apprendimento esperienziale.

Questo approccio artigianale e la dedizione di Paola Riccio sono palpabili nei vini di ALE.P.A., che riflettono la cura, la passione e il rispetto per la materia prima e per il territorio. L'azienda rappresenta un esempio di come l'eredità familiare e un profondo legame con la terra possano tradursi in prodotti di alta qualità e in un'esperienza autentica per chiunque desideri scoprire il mondo del vino autoctono campano.

Il Pallagrello: Un Tesoro Autoctono con Radici Storiche

Acini di uva Pallagrello Nero e Bianco

Originario della zona alifana e caiatina, in provincia di Caserta, il Pallagrello è un'uva autoctona la cui storia risale almeno al Settecento. Era conosciuto all'epoca con il nome di "pallarella", un termine che deriva dalla forma sferica dei suoi acini, da cui poi si è evoluto in Pallagrello. Questo vitigno è degno di nota per la sua unicità, essendo una delle pochissime varietà che si presenta sia in versione bianca che nera.

Un tempo, il Pallagrello era anche denominato "Piedimonte", dal luogo di sua origine, ed era considerato un'uva eccellente, presente sulle tavole dei Re Borbone. La sua importanza storica è ulteriormente sottolineata dal fatto che faceva parte di una vigna voluta da Ferdinando IV di Borbone, la leggendaria "Vigna del Ventaglio". Questa vigna speciale fu creata dal sovrano ai margini dei giardini della Reale Delizia di San Leucio, un luogo più noto a livello mondiale per la sua prestigiosa manifattura serica. La Vigna del Ventaglio era concepita come una vigna sperimentale, destinata a rappresentare le dieci varietà più pregiate coltivate nel Regno di Napoli, all'epoca il più esteso della penisola Italica.

Il profondo legame del Re con il vitigno Pallagrello è ulteriormente dimostrato da un editto reale che proteggeva una vigna di circa 27 moggia, interamente dedicata alla sua produzione. Questo provvedimento sottolinea non solo l'apprezzamento del sovrano per la qualità del vino, ma anche la volontà di preservare e promuovere un prodotto d'eccellenza del suo regno.

La riscoperta e la valorizzazione del Pallagrello da parte di aziende come Masseria Piccirillo, Calatia e ALE.P.A. rappresentano un tassello fondamentale nel recupero e nella promozione del patrimonio vitivinicolo campano. Questi vitigni autoctoni, carichi di storia e di potenziale enologico, stanno riconquistando il loro giusto posto nel panorama vinicolo italiano, offrendo al contempo un'esperienza sensoriale unica e un legame autentico con il territorio.

Dall'Anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere, luogo da cui si ipotizza abbia avuto origine questa preziosa varietà, al cuore delle moderne cantine di Caiazzo, il viaggio del Pallagrello è una storia di resilienza, passione e rinnovata eccellenza. Le aziende qui presenti non si limitano a produrre vino; esse custodiscono e tramandano un'eredità, celebrando la terra e i suoi frutti con un occhio sempre rivolto al futuro.

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