La Trappe Blonde: Un Viaggio nella Storia e nel Gusto di una Birra Trappista Olandese

L'Abbazia di Onze-Lieve-Vrouw Van Koningshoeven, situata a Berkel-Enschot nei Paesi Bassi, non è solo un luogo di profonda spiritualità, ma anche la culla di una delle più celebri birre trappiste al mondo: La Trappe Blonde. Questo villaggio, a soli otto chilometri dal confine belga e parte del Comune di Tilburg, custodisce un'eredità che intreccia la vita monastica con l'arte brassicola. La scelta dei Paesi Bassi, e in particolare di un'area attorno a Tilburg, territorio di brughiera ricco di piccole masserie e case coloniche chiamate "Koningshoeven" (fattorie del re in olandese), fu dettata dalla volontà di fondare un nuovo centro monastico. Queste terre, un tempo di proprietà di Re Guglielmo II, offrirono il terreno fertile per un progetto ambizioso.

Abbazia di Onze-Lieve-Vrouw Van Koningshoeven

L'insediamento ufficiale dei monaci avvenne il 5 marzo 1881, data in cui fu celebrata la prima Santa Messa in un ovile temporaneamente trasformato in monastero. Sebbene esistessero in precedenza numerose abbazie cistercensi nei Paesi Bassi, l'ascesa del protestantesimo e l'indipendenza delle Province Settentrionali nei secoli XVI e XVII avevano portato al loro declino. I monaci, per sostenere la loro comunità, si dedicarono inizialmente alla bonifica dei terreni, all'allevamento e alla coltivazione. Tuttavia, divenne presto evidente che queste attività non bastavano a coprire le spese.

La Nascita di un Birrificio Trappista

La svolta avvenne con la fondazione del primo birrificio Trappista residente in Olanda, la Brouwerij de Koningshoeven. Questa data segna l'inizio di un'attività che si sarebbe rivelata la fonte di reddito più importante per il monastero, che nel giro di un decennio contava oltre duecento monaci. Nel 1891, sotto la guida del primo Abate, Dom Willibrordo Verbruggen, fu intrapresa la costruzione di una nuova abbazia, consacrata solennemente il 17 settembre 1894. Parallelamente, i monaci edificarono un nuovo birrificio, destinato a ospitare la produzione della preziosa bevanda che iniziò ad essere commercializzata anche al di fuori del complesso religioso. La crescente domanda richiese continui ammodernamenti strutturali e delle attrezzature.

Fino al 1950, l'abbazia visse un periodo di grande prosperità, superando quasi indenne le due Guerre Mondiali e fondando nuove abbazie sia in patria che all'estero, come quella nella regione di Sanje in Uganda nel 1956. Tuttavia, gli anni successivi furono segnati da un declino dovuto a una crisi di vocazioni, all'invecchiamento della comunità monastica e a un ridimensionamento delle attività lavorative. La richiesta di nuove tipologie di birra, come le Pilsner, portò a un calo dei consumi che colse impreparati i monaci. Dopo vari tentativi di ripresa, nel 1969 la comunità decise di cedere la produzione birraia al gruppo Stella Artois.

Logo birra La Trappe

Il contratto di vendita prevedeva la cessione degli impianti per dieci anni. Alla scadenza, la multinazionale decise di non rinnovare l'accordo, spingendo i monaci a riprendere direttamente la produzione nel proprio stabilimento. Nacque così una nuova linea di prodotti ad alta fermentazione, denominati "La Trappe", basati sulla rivisitazione delle antiche ricette. Era il 18 giugno 1980.

Il Ritorno alle Origini e la Certificazione Trappista

La brouwerij fu ulteriormente rinnovata e modernizzata, ampliando la gamma di prodotti e stringendo accordi commerciali con l'azienda produttrice di birra John Martin per la distribuzione e l'esportazione. Questa nuova fase commerciale, tuttavia, portò a una temporanea revoca del marchio "Authentic Trappist Product" da parte dell'ITA (Associazione Trappista Internazionale) il 1° dicembre 1999. Solo dopo lunghi dissensi, il marchio fu "riconsegnato" all'abbazia il 9 settembre 2005.

Per potersi fregiare del prestigioso marchio "Authentic Trappist Product", che non indica uno stile bensì un'origine, e del caratteristico logo esagonale, i monasteri devono rispettare tre requisiti fondamentali: la birra deve essere prodotta all'interno di un'abbazia trappista; l'intero processo produttivo deve svolgersi sotto il controllo diretto della comunità monastica; i ricavi delle vendite devono essere utilizzati dall'ordine per le proprie necessità e per attività caritatevoli, bandendo il profitto.

La crescente affluenza di visitatori all'abbazia portò, nel 2008, alla trasformazione della mensa in una sala di degustazione, la Tasting Room. Costruita con elementi che richiamano un ovile, essa intende ricordare alle generazioni future l'uso originario dei locali abbaziali. Nel 2010, il birrificio fu insignito del premio "Miglior Azienda Socialmente Responsabile" di Tilburg, un riconoscimento biennale assegnato all'organizzazione che si distingue per il legame tra persone, ecosistema e profitto. La Trappe ha confermato la volontà di proseguire su questa strada, investendo dal 2012 sull'energia solare per alimentare il negozio del monastero, ricaricare le bici elettriche e, a lungo termine, generare energia elettrica per l'intero processo produttivo. I residui della lavorazione vengono riutilizzati, ad esempio come mangimi.

Cos'è un Birra Trappista?

Attualmente, il birrificio è gestito dalla De Koningshoeven NV, mentre gli edifici e le attrezzature rimangono di proprietà dell'Abbazia. La Trappe è prodotta secondo metodi tradizionali, con ricette sviluppate dai monaci nel corso degli anni, di chiara ispirazione belga. Vengono utilizzati solo ingredienti naturali: malto d'orzo, lievito e luppolo. L'acqua, purissima, viene estratta da cinque pozzi profondi 200 metri situati all'interno dell'abbazia. Prima dell'imbottigliamento, alla birra viene aggiunta un'ulteriore quantità di lievito e zucchero, che consentono il processo di rifermentazione in bottiglia. Ogni birra prodotta da questo monastero è un'espressione dell'essenza della vita monastica.

La Trappe Blonde: Caratteristiche e Degustazione

La Trappe Blonde è una birra trappista chiara, beverina e dissetante, una delle meno impegnative prodotte dal birrificio. Il suo colore dorato è accompagnato da una bella schiuma bianca. Possiede un corpo leggero e una buona carbonazione. Al naso, si percepiscono sentori fruttati di banana e pesca, note agrumate di arancia, precedute da un sorprendente e delicato sentore alcolico. Al palato, le note maltate, fruttate e speziate rendono la bevuta piacevole e armoniosa.

Bicchiere di birra Trappe Blonde

Questa birra olandese ad alta fermentazione, parte dei pochi birrifici al mondo a detenere la certificazione "Birre Autentiche Trappiste", offre un profumo fresco e molto aromatico. È una bionda corposa che al palato regala note di frutta matura e una leggera speziatura. La Trappe Blonde è considerata una delle birre meno complesse prodotte dal birrificio trappista olandese, ma ciò non ne diminuisce il pregio. Nel 2021, ha guadagnato il terzo posto al concorso Brussels Beer Challenge nella categoria Pale&Amber Ale / Abbey / Trappist Style Blond, a testimonianza della sua qualità e del suo equilibrio.

La produzione birraia, iniziata nel 1884, affiancava l'agricoltura e l'allevamento. Dopo fasi alterne, che videro il marchio passare anche per le mani di Bavaria, dal 2005 il birrificio trappista è ritornato alla sua tradizione originaria. La Trappe Blonde rappresenta un connubio perfetto tra la storia secolare dell'ordine trappista e l'innovazione moderna, offrendo un'esperienza gustativa che riflette la dedizione e la spiritualità dei suoi creatori.

L'Ispirazione Trappista e il Nome

Il nome "Trappista" deriva dai monaci dell'Ordine Cistercense della Stretta Osservanza, fondato nel convento di Notre-Dame de La Trappe in Normandia. L'opera riformatrice del suo fondatore, Armand-Jean Le Bouthillier de Rancé, iniziata nel 1664, mirava a ristabilire le osservanze tradizionali come l'astinenza, il lavoro dei campi, la clausura, il silenzio e le veglie, ponendo un forte accento sulla mortificazione e sull'ascesi. Questa filosofia di vita austera e dedicata permea ancora oggi la produzione delle birre trappiste.

La birra, prima di essere imbottigliata, subisce un processo di rifermentazione in bottiglia grazie all'aggiunta di lievito e zucchero, che ne esalta la complessità aromatica e la longevità. L'abbazia stessa, immersa in uno splendido ambiente naturale, merita una visita. Al suo interno, oltre alla sala di degustazione, si trovano un negozio di souvenir, un museo e, su prenotazione, è possibile effettuare tour guidati del birrificio, al termine dei quali si potrà assaporare la gamma completa delle birre prodotte.

La Trappe Blonde è un esempio eccellente di come la tradizione e la qualità possano coesistere, offrendo un prodotto che è al contempo una birra di carattere e una bevanda accessibile. La sua storia, profondamente legata alla vita monastica, la rende un'esperienza di degustazione unica, un vero e proprio viaggio nel tempo e nella spiritualità.

Mappa dei birrifici trappisti

Le birre trappiste, come La Trappe Blonde, sono una tappa obbligata per chi desidera esplorare birre con storia, carattere e profili aromatici complessi. La produzione di queste birre all'interno o sotto il controllo di un monastero trappista è garanzia di autenticità e qualità. La classificazione delle birre trappiste, come per qualsiasi categoria, è soggettiva e dipende da preferenze personali, stile, freschezza e contesto di degustazione. La Trappe Blonde, con il suo equilibrio tra beverinità e complessità aromatica, il suo naso fruttato e mielato, le leggere note caramellate e un finale delicatamente speziato, offre un'esperienza di gusto ricca ma spensierata, incarnando perfettamente lo spirito di autosufficienza e carità che ha ispirato i Trappisti fin dall'antichità.

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