Nel cuore della Valpolicella, precisamente a Tregnago, in provincia di Verona, sorge la cantina Garbole, un progetto vitivinicolo nato nel 1994 dall'intuizione e dalla passione dei fratelli Filippo ed Ettore Finetto. Questi visionari imprenditori, definiti "autodidatti, innovatori e fuori dagli schemi", hanno intrapreso un percorso unico per produrre vini che incarnano una filosofia ben precisa: "Solo natura e lavoro dell’uomo all’interno della bottiglia: e persone prima del vino, il valore prima del prezzo, il vino prima dell’etichetta". Questa "Garbole Philosophy" si riflette in ogni singola bottiglia, frutto di una ricerca continua e di uno studio approfondito, che mira a catturare l'anima del territorio veronese, unendo bellezza, arte e sapori autentici.

Le Radici di un Sogno: Dalla Genesi alla Trasformazione
L'idea di Garbole prende corpo poco più di vent'anni fa, nel garage di casa, dove i fratelli Finetto iniziano i loro primi esperimenti di vinificazione con modeste attrezzature. Da questo modesto inizio, il sogno si trasforma gradualmente in realtà. La piccola azienda di famiglia, precedentemente a conduzione mista agricola e vinicola, viene interamente convertita alla produzione di vino. Tra il 1996 e il 1997, un’operazione di reimpianto dei vigneti, condotta secondo il sistema Guyot semplice a fusto basso con una densità di 5000-5500 ceppi per ettaro, pone le fondamenta per la futura eccellenza. Il debutto ufficiale sul mercato avviene con il Valpolicella Superiore e l'Amarone dell'annata 2001, segnando l'inizio di un percorso di successo.
Le terre su cui sorgono i vigneti di Garbole, in Val d'Illasi, lungo il corso accidentato del Progno, sono caratterizzate da un terreno ghiaioso e alluvionale. Questa conformazione, poco adatta alla coltura orticola, si rivela invece particolarmente vocata alla vite, un "terreno che ama soffrire", come amano definirlo i fratelli Finetto. È su queste terre che i fratelli coltivano i frutti della propria terra, producendo vini rossi di grande fascino e prestigio, che racchiudono in ogni singola bottiglia i sapori particolari della specifica annata, la meticolosa opera in vigna e la naturalità della vinificazione.

L'Arte e la Tecnica: Una Cantina che Ispira
L'azienda Garbole non è solo un luogo di produzione vinicola, ma un vero e proprio spazio dove la tecnica si fonde armoniosamente con l'arte. Ettore Finetto, grande estimatore d'arte contemporanea, ha curato personalmente la selezione e la disposizione di opere d'arte all'interno della cantina, trasformandola in una galleria moderna. Questo approccio non è casuale: le opere d'arte diventano fonte di ispirazione, veicolando concetti che i fratelli desiderano trasmettere attraverso i loro vini.
Un esempio tangibile di questa fusione è il ritratto dei fratelli Ettore e Filippo Finetto, realizzato dal celebre fotografo Greg Gorman, noto per i suoi ritratti di star del cinema. Il ritratto, con la scritta "Learn from the Past. Live The Present.", incarna la filosofia aziendale e il successo raggiunto sin dalla nascita dell'azienda nel 1994.
La cantina stessa è un capolavoro di ingegneria e design. Disposta su due livelli, è progettata per una vinificazione ad alta precisione, con la maggior parte delle operazioni effettuate sfruttando la gravità. Le cisterne sovrapposte, mantenute sotto saturazione di azoto, sono separate per consentire travasi per caduta, minimizzando l'intervento meccanico. Ettore sottolinea come la tecnica, pur fondamentale, non debba mai prevalere sull'emozione e sull'autenticità del prodotto. La filosofia è quella di portare in cantina uva di qualità e cercare di "rovinarla il meno possibile", dedicando una cura dettagliata a ogni fase del processo.

La Garbole Philosophy: Oltre il Disciplinare
La "Garbole Philosophy" si manifesta in modo esemplare nella scelta di uscire dai dogmi preordinati e dai disciplinari di produzione. Questa decisione, che conferisce un'identità unica ai loro vini, è resa evidente dalla presenza della lettera "H" prima del nome di ciascun vino. La "H" simboleggia la capacità di andare oltre l'esistente, il punto di rottura che permette di esplorare nuove frontiere nel mondo del vino, mantenendo un forte legame con le proprie radici.
I vini di punta di Garbole incarnano perfettamente questa filosofia:
- Heletto Rosso Veneto I.G.T.: Descritto come un vino di vitalità, passione, spavalderia e riflessione, l'Heletto rappresenta un'espressione audace. Ne vengono prodotte circa 1500 bottiglie all'anno, numerate e accompagnate da un certificato di autenticità, disponibili solo su prenotazione. L'etichetta, applicata a mano, sottolinea ulteriormente l'unicità di questo vino. Per la sua composizione, vengono utilizzati cinque vitigni autoctoni, alcuni dei quali a rischio di estinzione: Saccola, Pontedarola, Uva Segreta, Negrara e Corvina Veronese. La percentuale esatta dell'uvaggio rimane un segreto custodito da Garbole, così come non esiste una scheda tecnica ufficiale del vino. Al naso, l'Heletto si presenta profondamente intenso, con note di piccoli frutti rossi, lamponi, more, ciliegie mature e marasca, che lasciano spazio a sentori di erbe selvatiche come timo e muschio, pepe e note di cioccolato fondente. Al palato, si rivela morbido, con un legno ben integrato che non nasconde la territorialità del vino.

Hatteso Amarone della Valpolicella Riserva D.O.C.: Un equilibrio tra forza e morbidezza, che esalta le caratteristiche dell'Amarone della Valpolicella.
HESTREMO Recioto della Valpolicella D.O.C.: Questo vino, che incarna il "legame tra passato e presente", ricorda le origini e la storia del territorio. Garbole interpreta il Recioto, un vino che ha segnato la storia della regione fin dai tempi romani, con un eccellente equilibrio tra dolcezza e acidità, evitando che la sua concentrazione risulti stucchevole.
L'Hurlo di Garbole: Considerato la massima espressione del pensiero dei fratelli Finetto sul vino, l'Hurlo è l'anima stessa di Garbole. Viene prodotto in edizione limitata, solo nelle annate più vocate, attraverso l'appassimento dell'uva Corvina, regina delle uve della Valpolicella, e di altre quattro uve autoctone veronesi. Il risultato è un vino ricco, corposo, concentrato e soave. Le prime bottiglie di Hurlo, annata 2008, sono state rilasciate alla fine del 2014, e attualmente viene imbottigliato il 2009. Ogni singola bottiglia è numerata e accompagnata da un certificato di autenticità.
Le Uve dell'Amarone
L'Importanza del Legno: La Scelta delle Botti
La cura nella selezione del legno per l'affinamento dei vini è un altro aspetto cruciale della filosofia di Garbole. Nella barricaia, si trovano botti nuove, provenienti dalla Spagna e realizzate in legno americano, scelto per la sua robustezza, in grado di sostenere il carattere intenso dei vini di Garbole. I fratelli Finetto collaborano esclusivamente con botti monomarca di una tonnellerie spagnola, la Magrenan, che provengono dalla Rioja. Ettore si reca personalmente in Spagna una volta all'anno per selezionare i legni migliori, consapevole che il legno nuovo conferisce un'espressione unica e distintiva ai loro vini. Questa scelta, intrapresa dal 2009 quando le possibilità economiche lo hanno permesso, non è mai stata abbandonata, eccezion fatta per il 2014, un'annata non felice per molti produttori, in cui non sono state acquistate nuove botti poiché non sussistevano le condizioni minime per produrre i loro vini.
La Visione di Garbole: Qualità, Autenticità e Territorio
Con circa 10 ettari vitati e una produzione annua che varia tra le venti e le venticinquemila bottiglie, Garbole si dedica esclusivamente ai vitigni classici della tradizione veronese: Corvina, Corvina grossa, Rondinella e Molinara. Quest'ultima, in piccole percentuali, conferisce ai vini la giusta sapidità. Le forniture sono di nicchia e raggiungono ogni parte del mondo, mantenendo un forte legame con il territorio di origine ma al contempo esprimendo un'anima inafferrabile che cerca costantemente di andare oltre.
La cantina Garbole rappresenta un esempio di come l'innovazione, la passione per l'arte e un profondo rispetto per la natura e la tradizione possano confluire nella creazione di vini unici e irripetibili, capaci di raccontare una storia di autenticità e di eccellenza del territorio veronese. La missione dei fratelli Finetto è chiara: produrre vini con un'identità ben precisa, dove il valore e l'essenza del prodotto prevalgono su ogni altro aspetto, incarnando un modello di viticoltura che pone le persone e il vino al di sopra di ogni logica commerciale.