L'azienda Mastropasqua International di Zapponeta rappresenta un esempio di operatività complessa nel settore agroalimentare, con una duplice vocazione che spazia dalla coltivazione orticola all'industria vinicola, focalizzata sulla produzione di mosto e succo. La struttura operativa di questa realtà imprenditoriale è stata descritta dal suo titolare, Michele Mastropasqua, come un "sistema connesso di operazioni", dove ogni fase è interdipendente e fondamentale per la sopravvivenza dell'attività. Questo sistema, basato su un ciclo autorizzazione-attività-produzione-fatturazione, è stato messo sotto i riflettori a seguito di recenti accuse relative a presunti scarichi abusivi, mancanza di autorizzazioni e emissioni di anidride solforosa (SO2).

Il Ciclo Produttivo: Dall'Uva al Mosto
La campagna stagionale di raccolta dell'uva, che solitamente si conclude a metà ottobre, segna l'avvio del processo produttivo presso la Mastropasqua International. L'uva raccolta viene pigiata, separando il mosto dalla vinaccia e dai raspi. Questi ultimi, come specificato, vengono successivamente ritirati e impiegati sia per la produzione di biomassa che per la distillazione della grappa da parte di distillerie esterne. Il mosto ottenuto viene quindi stoccato in serbatoi di varie capacità, che possono variare da 1000 a 13.000 quintali.
Per prevenire la fermentazione indesiderata del mosto, l'azienda fa uso di anidride solforosa (SO2), un gas con proprietà antibatteriche e ossidanti. L'anidride solforosa, nella produzione vinicola, svolge diverse funzioni: limita lo sviluppo di batteri e lieviti, blocca fermentazioni non volute, agisce come antiossidante e facilita l'estrazione di colore e sapore dalle vinacce. Il limite legale di legge per i solfiti nel vino è fissato a 200 mg/l. Michele Mastropasqua ha sottolineato che la Mastropasqua International utilizza l'anidride solforosa in una quantità minima, pari a 2 mg/l, una concentrazione significativamente inferiore ai limiti normativi.

Innovazione Tecnologica e Impatto Ambientale
L'azienda dispone di due stabilimenti: uno precedente, situato più a nord, e uno nuovo, più vicino al centro abitato di Zapponeta. La famiglia Mastropasqua, originaria della Puglia, opera nel settore ortofrutticolo dal 1963, con una produzione che include colture tipiche come carote, patate, lampascioni e ciliegie, oltre ai mosti. L'attività è stata avviata dal capostipite Matteo Mastropasqua e tramandata ai figli.
Con l'introduzione di nuove apparecchiature nell'ultimo stabilimento, l'emissione di anidride solforosa è stata ridotta a livelli quasi impercettibili. Questo progresso tecnologico mira a minimizzare l'impatto ambientale legato all'uso di questo composto.
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Risposte alle Accuse: Scarichi, Autorizzazioni e Depurazione
Le contestazioni mosse all'azienda riguardano principalmente presunti scarichi abusivi nella rete fognaria comunale senza l'uso di un depuratore, la mancanza di autorizzazioni e l'emissione di anidride solforosa. Michele Mastropasqua ha replicato punto per punto a queste affermazioni, fornendo una chiara spiegazione delle procedure adottate.
Riguardo agli scarichi, l'imprenditore ha chiarito che, qualora vi fossero stati scarichi abusivi nella fogna comunale senza depurazione, l'Azienda Sanitaria Locale (ASL) non avrebbe rilasciato l'autorizzazione sanitaria. Ha inoltre precisato che il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) richiede un registro per le bolle di entrata e uscita dei mezzi pesanti che trasportano la materia prima; l'assenza di tale registro comporterebbe la sospensione delle attività produttive.
L'azienda, secondo quanto dichiarato, è dotata di un fitodepuratore. È importante sottolineare che la Mastropasqua International si dedica esclusivamente alla produzione di succo e mosto, escludendo la produzione di concentrati o prodotti rettificati. Dall'uva, infatti, è possibile ottenere mosto, succo, vino e vinaccia.
In merito agli scarichi in un canale di scolo dedicato alle acque piovane che sfocia in mare, Michele Mastropasqua ha spiegato che l'azienda dispone di una linea specifica per le acque di prima pioggia e per le acque reflue del piazzale (area dello stabilimento superiore ai 2000 metri quadri). La linea per le acque reflue include un disoleatore, un sistema che tratta le acque di dilavamento provenienti da piazzali e parcheggi coperti attraverso processi di sedimentazione e separazione di solidi e sostanze oleose. L'azienda è altresì dotata di un dissabbiatore, una vasca di decantazione e un fitodepuratore in fase di completamento.
Secondo il titolare, non vi sono scarti o residui che possano causare inquinamento, e l'azienda è in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie per le proprie produzioni. Mastropasqua ha inoltre evidenziato l'assurdità di ipotizzare scarichi non regolamentati, dato il fatturato annuo dell'azienda, che si aggira intorno ai 30 milioni di euro, e la necessità di operare in conformità con le licenze sanitarie e i sistemi di depurazione adeguati.

Trasparenza e Responsabilità d'Impresa
L'imprenditore ha definito "un'assurdità" l'idea del trasporto del prodotto finito tramite un tubo di 100 mm di diametro di colore nero, pur senza entrare nel dettaglio delle procedure interne. Ha poi espresso una visione generale sulla necessità di operare con onestà e nel rispetto della legge per tutte le aziende che intendono contribuire allo sviluppo economico del territorio.
La creazione di posti di lavoro, la generazione di fatturato e il conseguente indotto economico sono visti come un valore aggiunto per la comunità locale. Un'azienda che commercializza prodotti agricoli immette nel territorio una cifra considerevole, stimata tra i 4 e i 5 milioni di euro all'anno.

Le accuse mosse all'azienda vengono così ricondotte a una metafora paterna: "Mio nonno diceva sempre: se il pastore ha la lana produce". Questa frase suggerisce che l'attività produttiva, anche in presenza di incomprensioni o critiche, è il motore che genera valore e sostiene l'economia. La Mastropasqua International, attraverso il suo operato, mira a dimostrare un impegno costante verso la legalità, l'innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale, elementi chiave per un futuro prospero nel settore agricolo e vinicolo.
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