Il Gutturnio, vino DOC e fiore all'occhiello della provincia di Piacenza, celebra quest'anno un traguardo significativo: i suoi 50 anni di Denominazione d'Origine Controllata. Per festeggiare questo re dei vini piacentini, il Vinitaly di Verona, una delle più importanti fiere internazionali dedicate alle eccellenze enologiche italiane, ha rappresentato la vetrina ideale. Il Gutturnio è un vino dalla storia secolare, profondamente radicato nel territorio e nelle tradizioni di Piacenza, la cui produzione è strettamente legata ai vitigni autoctoni Barbera e Croatina (localmente conosciuta come Bonarda).

Radici Antiche: Dalla Roma Imperiale ai Colli Piacentini
Le origini del Gutturnio affondano le radici in un lontano passato, risalendo all'epoca romana. Il nome stesso evoca un legame indissolubile con l'antichità: deriva da "gutturnium", una grande coppa d'argento di circa due litri, utilizzata al termine dei banchetti conviviali. Un esemplare di questo antico recipiente è stato rinvenuto nel 1878 a Veleia Romana, un sito archeologico di notevole interesse situato sulle sponde piacentine del fiume Po. Questo ritrovamento archeologico ha offerto una preziosa testimonianza dell'importanza del vino nella vita quotidiana romana e ha fornito il nome a questo vino iconico.
La storia del Gutturnio, tuttavia, non si ferma al ritrovamento della coppa. Alcune testimonianze suggeriscono che la sua produzione potrebbe essere stata codificata già in epoca romana da Lucio Calpurnio Pisone, politico di spicco del I secolo a.C. e suocero di Giulio Cesare. Cicerone stesso, nel suo celebre discorso "In Pisonem", ridicolizza l'eccessivo apprezzamento di Pisone per il vino, indicando una sua nota passione enologica. La madre di Pisone era piacentina, elemento che lega ulteriormente la figura di questo personaggio storico alla terra del Gutturnio.
In tempi più recenti, il nome Gutturnio è riemerso nel 1938 grazie all'intuizione dell'enologo Mario Prati. Ispirato dal ritrovamento del "gutturnium" e dalla volontà di valorizzare l'unione di due vitigni locali, Prati propose di chiamare Gutturnio il vino ottenuto dalla vinificazione congiunta di uve Barbera e Croatina. L'anno successivo, nel 1939, il nome Gutturnio comparve per la prima volta sull'etichetta di una bottiglia, segnando l'inizio della sua consacrazione come vino di riferimento per il territorio piacentino.

I Vitigni Fondamentali: Barbera e Croatina
Il Gutturnio è un vino che nasce dalla sapiente unione di due vitigni storici e caratteristici del Piacentino: la Barbera e la Croatina. Questa dualità è alla base della sua complessità e del suo equilibrio.
Barbera
La Barbera è una delle varietà autoctone più diffuse in Italia e una delle quindici più piantate al mondo. Le sue origini sono molto antiche, con le prime testimonianze che si trovano in documenti del '600, conservati nel municipio di Nizza Monferrato. Si ritiene che il vitigno sia originario proprio del Monferrato, come suggerito dalle denominazioni "Vitis Vininifera Montisferratentis" attribuitegli da Gallesio e dall'abate Milano nel 1839. La Barbera è rinomata per la sua ricchezza di frutto, l'acidità spiccata e la buona struttura, caratteristiche che conferiscono vivacità e solarità al Gutturnio. La Barbera piacentina, in particolare, è nota per la sua polpa generosa e la sua intensità.
Oddone Prati vini. Ginevra Prati ci parla del vitigno la Barbera di Strevi @ilmangiaweb
Croatina (Bonarda)
La Croatina, localmente conosciuta come Bonarda (è importante non confonderla con la vera Bonarda piemontese), è un vitigno intrinsecamente legato alla viticultura lombarda, in particolare dell'Oltrepo Pavese. Le prime notizie certe risalgono alla fine dell'Ottocento, con ipotesi che collocano la sua origine nella zona di Rovescala. La Croatina è un vitigno rustico che ha saputo soppiantare altri vitigni locali più eleganti ma più sensibili alle avversità. Apporta al Gutturnio eleganza, finezza, profumi delicati e una morbidezza che bilancia l'acidità della Barbera, contribuendo alla sua complessità olfattiva e gustativa. È un vitigno che gode di una grande resistenza all'oidio, nonostante la sua sensibilità ad altre malattie della vite come la peronospora.
Il Territorio di Produzione: I Colli Piacentini
L'area geografica vocata alla produzione del Vino Gutturnio DOC si estende nel territorio dei Colli Piacentini, lungo il versante settentrionale dell'Appennino Ligure. Questo territorio, che va dal confine tra Lombardia ed Emilia fino a quello che separa le province di Piacenza e Parma, è da millenni dedicato alla coltivazione della vite. Piacenza, grazie alla sua posizione strategica, era già in epoca romana un importante centro per il commercio del vino. Le sue ridenti colline offrono condizioni climatiche e suoli molto differenti, che contribuiscono alla diversità e alla ricchezza dei vini prodotti.
Nel Piacentino, Barbera e Croatina sono i protagonisti incontrastati, dominando l'enologia locale e rappresentando circa l'80% della produzione totale del territorio. La denominazione Colli Piacentini, all'interno della quale il Gutturnio ha ottenuto il riconoscimento DOC nel 1967, è stata tra le prime dieci in Italia a ricevere questa prestigiosa certificazione.

Disciplinare di Produzione e Caratteristiche del Gutturnio
Il Gutturnio è un vino DOC la cui produzione è consentita esclusivamente nella provincia di Piacenza. Il suo disciplinare di produzione, approvato con decreto ministeriale e successivamente modificato in diverse occasioni, definisce i parametri per la sua vinificazione.
Composizione e Caratteristiche Organolettiche
Il Gutturnio è ottenuto dai vitigni Barbera e Croatina, con percentuali che possono variare a seconda della tipologia. Il suo colore è un rubino brillante, con sfumature che vanno dal porpora al granato, specialmente nella versione Riserva. Al naso, sprigiona un ventaglio di profumi fruttati, con note di frutta rossa polposa, viole, amarene, talvolta arricchiti da toni speziati e balsamici. Al palato, si distingue per la sua struttura, con una componente acida e tannica che conferisce un'astringenza decisa ma non eccessiva. È un vino armonico, in perenne equilibrio tra la "durezza" della Barbera e la morbidezza della Bonarda.
Tipologie di Gutturnio
Il Gutturnio si presenta in diverse tipologie, ognuna con caratteristiche specifiche:
- Gutturnio Frizzante: È la versione più venduta e diffusa, ideale per accompagnare la cucina quotidiana. Caratterizzato da un perlage intenso, profumi di frutta rossa, viole e amarene, presenta al palato acidità, tannini docili e un'ottima bevibilità. Nasce per accompagnare la tavola di tutti i giorni e la ricca cucina piacentina.
- Gutturnio Fermo (Annata): Questa versione offre una maggiore freschezza e bevibilità, adatta a essere consumata giovane.
- Gutturnio Superiore: Una tipologia più strutturata, che richiede un invecchiamento di almeno 24 mesi, di cui almeno 6 in botti di legno. Questa maturazione conferisce maggiore complessità, austerità e un potenziale di invecchiamento più lungo. I tannini diventano più potenti e terrosi, donando rigore al vino.
- Gutturnio Riserva: Rappresenta l'apice qualitativo, con un invecchiamento prolungato che ne esalta la complessità e l'eleganza.
In generale, il Gutturnio è un vino che si beve giovane, con una difficoltà nell'invecchiamento che raramente supera i due anni per le versioni più semplici. Tuttavia, le versioni più strutturate, come il Superiore e la Riserva, possono invecchiare felicemente anche per 10-15 anni, sviluppando sfumature terziarie e una maggiore complessità.

Produzione e Filosofia Aziendale
Le aziende produttrici di Gutturnio adottano diverse filosofie produttive, ma molte condividono un profondo rispetto per il territorio e la tradizione. L'Azienda Agricola La Tosa, ad esempio, racconta di un Gutturnio che conosce un passaggio in legno in una barrique non tostata, con Barbera e Croatina invecchiati separatamente prima dell'assemblaggio.
Altre aziende, come l'azienda agricola Podere Casale, si concentrano su metodi di produzione che limitano al minimo i trattamenti fitosanitari, praticando la lotta integrata, potature invernali corte e potature verdi per garantire una produzione sana e di qualità. Il terreno, caratterizzato da un impasto equilibrato di limo, sabbia, argilla e calcare, contribuisce alla tipicità del vino. Alcuni produttori scelgono di produrre vini con metodo ancestrale, senza aggiunta di solfiti, affidandosi ai lieviti indigeni e agli zuccheri naturali presenti nell'uva. La macerazione delle vinacce per circa 15 giorni e un affinamento di 6 mesi in botti di vetroresina o cemento sono pratiche comuni, seguite da imbottigliamento rigorosamente in luna calante.
Abbinamenti Gastronomici: Un Alleato della Cucina Piacentina
Il Gutturnio è un vino versatile, capace di esaltare una vasta gamma di piatti, in particolare quelli della ricca e gustosa tradizione culinaria piacentina. La cucina piacentina, tendenzialmente leggermente grassa per cultura e tradizione, trova nel Gutturnio un perfetto alleato, grazie alla sua acidità e struttura che sgrassano il palato e lo preparano al boccone successivo.
Abbinamenti con il Gutturnio Frizzante
Il Gutturnio Frizzante si sposa magnificamente con:
- Salumi: In particolare i salumi piacentini DOP, come il salame, la coppa e la pancetta. La loro sapidità e grassezza vengono egregiamente bilanciate dalla vivacità del vino. Anche lo gnocco fritto trova un compagno ideale in questa versione.
- Formaggi: Grana Padano e altri formaggi stagionati si abbinano splendidamente.
- Primi Piatti: I classici pisarei e fasò, gli anolini (soprattutto se ripieni di Parmigiano) e altri primi piatti della tradizione piacentina, anche in brodo, vengono esaltati dalle note amarognole della Barbera e dalla morbidezza della Bonarda.
- Carni: Sia bianche che rosse, purché non eccessivamente elaborate.
Abbinamenti con il Gutturnio Fermo
Le versioni ferme del Gutturnio, specialmente quelle più strutturate, si prestano ad abbinamenti più complessi:
- Arrosti e Bolliti: La loro succulenza e intensità si armonizzano con la struttura del vino.
- Brasati e Carni alla Griglia: Piatti più strutturati e saporiti trovano nel Gutturnio un degno accompagnamento.
- Formaggi Stagionati: Come accennato, i formaggi stagionati sono un abbinamento classico e sempre apprezzato.
La capacità del Gutturnio di raccontare il territorio lo rende un facile alleato della cucina piacentina, un vino che non teme confronti e che anzi, valorizza ogni piatto con cui viene proposto.

Il Gutturnio nel Contesto Enologico Italiano
Il Gutturnio, con la sua storia secolare e il suo forte legame con il territorio, rappresenta un esempio eccellente di vino italiano che ha saputo evolversi mantenendo salde le proprie radici. Nel 1967, il Gutturnio è stato tra i primi dieci vini italiani a ricevere la denominazione d'origine controllata (DOC) all'interno della denominazione Colli Piacentini. Questo riconoscimento ha sancito la sua importanza nel panorama enologico nazionale.
Il vino sui colli piacentini era conosciuto e apprezzato già dagli antichi Romani, e la dieta del soldato romano contemplava un litro di vino al giorno, a testimonianza della sua centralità nella vita quotidiana. Oggi, il Gutturnio sta vivendo un vero e proprio "Rinascimento", con produzioni di spessore e ambiziose, nate da cantine artigianali sempre più interessate a produrre con criterio e a esaltare i cru particolari che rendono il Gutturnio diverso da zona a zona.
Il Museo del Vino: Un Tuffo nella Storia
Per gli amanti del vino e della sua storia, una visita al Museo del Vino della cantina La Tosa è un'esperienza imperdibile. Si tratta di un vero e proprio tuffo alla scoperta del vino nella storia della sua produzione, nelle tradizioni popolari e nei numerosi documenti, alcuni dei quali molto rari, custoditi in una suggestiva biblioteca.
Il Gutturnio, con il suo colore ammaliante, le sue sfumature che vanno dal rubino brillante alla porpora, e la sua capacità di raccontare il territorio, si conferma come un vino di grande carattere e profondità, un ambasciatore della cultura enogastronomica piacentina nel mondo. La sua storia, tutta da scoprire, continua a intrecciarsi con quella della sua terra, in un connubio indissolubile di tradizione, passione e qualità.