Speakeasy in Italia: Un Viaggio tra Mistero, Design e Mixology d'Eccellenza

Nel panorama del design e del lifestyle contemporaneo, gli speakeasy cocktail bar rappresentano una tendenza affascinante che unisce storia, mistero e mixology d’eccellenza. Il termine “speakeasy” ha origine negli Stati Uniti durante il Proibizionismo (1920-1933), periodo in cui la produzione e la vendita di alcolici erano vietate. Per aggirare la legge, nacquero bar clandestini nascosti in luoghi insospettabili, accessibili solo a chi conosceva la parola d’ordine o tramite raccomandazione. Oggi, gli speakeasy sono locali legali che rievocano quell’atmosfera segreta e intima, spesso senza insegne esterne e con ingressi celati dietro porte anonime, armadi o cabine telefoniche. L’accesso può richiedere una prenotazione anticipata, una parola d’ordine o l’appartenenza a una cerchia ristretta di clienti. In Italia, diverse città ospitano speakeasy che combinano design ricercato e cocktail di alta qualità.

Archivio fotografico di un bar clandestino degli anni '20

Il concetto di speakeasy nasce negli Stati Uniti durante il Proibizionismo (1920-1933), quando la produzione e la vendita di alcolici erano vietate per legge. Questi bar erano solitamente nascosti dietro facciate anonime, accessibili solo con una parola d’ordine o dietro raccomandazione. Le bevande venivano servite in tazze da tè o bottiglie mascherate per sfuggire ai controlli della polizia. Tutto ebbe inizio nel 1888 in Pennsylvania, quando una nuova legge aumentò la tassa statale per le licenze dei saloon da 50 a 500 dollari: il primo passo verso l’era del Proibizionismo americano. I bar abbassarono le serrande uno dopo l’altro, ma moltissimi continuarono a lavorare illegalmente, nei sottoscala, in sotterranei angusti, in soffitte scomode, nei retrobottega dei ristoranti e persino dei barbieri, nascosti da passaggi segreti o con entrate e uscite separate. Da qui, il nome dato a questi locali clandestini e polverosi, arrivati ai giorni nostri, cambiando volto.

Dopo la fine del Proibizionismo, il fascino degli speakeasy non scomparve completamente. Moderni “secret bar” o cosiddetti speakeasy, inediti avamposti di esclusività, curati nei minimi dettagli e votati al culto della mixology. Trovarli non è semplice, entrare può rivelarsi ancora più complesso. In molti casi serve addirittura una parola d’ordine.

L'Essenza dell'Estetica Speakeasy: Design e Atmosfera

Gli speakeasy si nascondono dietro porte anonime, armadi o persino vecchie cabine telefoniche. L'accesso agli speakeasy richiede spesso di seguire determinate procedure che contribuiscono a mantenere l’aura di mistero e esclusività del locale. Molti locali propongono drink non presenti nel menu, basati sulle preferenze e personalità del cliente.

I locali richiamano l’epoca degli anni ‘20 e ‘30 con divani in velluto, lampadari in cristallo, pareti in legno scuro e dettagli in ottone o rame. L’illuminazione soffusa è fondamentale per ricreare un’atmosfera da “clandestinità”. Ogni speakeasy racconta una storia unica, spesso legata a miti del Proibizionismo o a personaggi storici, trasformando il locale in un vero e proprio palcoscenico narrativo.

Interno di uno speakeasy con luci soffuse e arredamento vintage

Un Viaggio Attraverso gli Speakeasy d'Italia

L’Italia vanta una ricca scena di speakeasy, ognuno con la sua identità e proposta unica.

Milano: La Capitale degli Speakeasy

Milano si distingue per la sua offerta di locali che incarnano perfettamente lo spirito speakeasy.

  • 1930 Speakeasy: Considerato uno dei locali più esclusivi della città, il 1930 è nascosto dietro un ingresso anonimo e l’indirizzo esatto è noto solo a pochi eletti. L’arredamento richiama l’epoca del Proibizionismo, con pareti in mattoni a vista e luci soffuse. Il 1930 è nato per far rivivere l’atmosfera degli speakeasy in cui gli americani si riunivano a saracinesche abbassate ai tempi del proibizionismo. Ancora una volta i co-founder Flavio Angiolillo e Marco Russo hanno saputo dar vita a un luogo cult della movida milanese, motore di progetti supplementari come il BackDoor43 di cui sopra. L’ambientazione è sorprendente: bancone in legno, distillati ben in vista, luci basse, camerieri dal look curato, bicchieri vintage e particolari old style. Bere al 1930 è un’esperienza che vale la pena vivere a un’unica condizione: mantenere il patto di segretezza del locale.
  • Backdoor 43: Situato sul Naviglio Grande, è noto per essere uno dei cocktail bar più piccoli al mondo, con spazio per soli quattro clienti alla volta. È, infatti, pensato per ospitare soltanto due persone o, al massimo, quattro. Tutto è nato dall’esigenza di creare dei cocktail che possano definirsi “a misura di cliente” nel vero senso della parola. L’intuizione che ha dato vita a questo concept così esclusivo e particolare è di Flavio Angiolillo e Marco Russo, per chi è di Milano i ragazzi del MAG dei Navigli; non ha caso questo piccolo tempio privato del buon bere si trova proprio al suo fianco. Inutile dire che per accedere a questo speakeasy è indispensabile prenotare. Qualora non siate fortunati, potrete comunque consumare in modalità take away il drink che vi verrà consegnato attraverso una sorta di cassetta della posta da un “cocktail man” mascherato che si fa chiamare Mr.
  • White Rabbit: Nel quartiere Isola, questo speakeasy si cela dietro una vetrina anonima. Per entrare, è necessario conoscere la parola d’ordine, ottenibile registrandosi sul sito ufficiale. Varcando la soglia entrerete nella tana del bianconiglio di Alice in Wonderland e farete un salto indietro nel tempo, tra riviste, quadri e arredi tipici del periodo proibizionista. “Se la luce è accesa suona pure il campanello, ne resterai sorpreso…” recita perentoria l’incisione sulla porta d’ingresso. Americano, Vermouth Cocktail, Negroni e Torino Milano. Tra grandi classici e drink dimenticati qui l’arte del buon bere è resa unica dalla personalizzazione delle ricette. Ogni drink è spillato direttamente dalle botti o dalle tipiche giare di vetro per far rivivere l’esperienza delle “Vermuterie” del passato.
  • Club Derrière: Accessibile attraverso un ingresso nascosto dietro un armadio, questo speakeasy offre un’atmosfera intima con divani in pelle e luci soffuse. Il Club Derrière rispetta la classica e inderogabile regola che contraddistingue ogni secret bar che possa definirsi tale: non si servono alcolici che non siano distillati o miscelati. Cocktail d’autore prendono così vita tra divani in pelle e atmosfera soffusa.
  • Octavius Bar at The Stage Milano: Questa complessa e misteriosa matrioska risponde al nome di Octavius Bar, più semplicemente un luogo ricercato, che riprende il nome di una leggendaria nave fantasma, dove gustare ottimi esempi di mixology tra pareti di legno e dettagli in rame.
  • Frida: Situato nel quartiere Isola, questo locale accoglie l’ospite con un cortiletto esterno intimo, da godere nelle sere d’estate, e una casa tutta tappezzata di edera. Il bancone piastrellato, i tavoli coloratissimi con decorazioni a disegni geometrici anni ’70 e le lampade di carta di riso dalle forme più svariate che affascinano da sempre. Una lista di oltre 80 ottimi cocktail per una chiacchiera tra amici, in un ambiente informale e tranquillo.

Speakeasy DANDELION Milano, scopri com'è

Roma: Un Tuffo nel Passato e nella Mixology

La capitale offre un'interessante selezione di locali che celebrano i grandi classici e le atmosfere retrò.

  • Jerry Thomas Speakeasy: Pioniere del genere in Italia, questo locale richiede una prenotazione online e una password per l’ingresso. Il “Professor” Jerry Thomas, a cui si ispira il locale, è l’uomo che nel 1862 scrisse il primo libro sull’arte di miscelare i cocktail e pose le basi per trasformare la mixology in una vera e propria professione. Da qui la scelta del nome dei proprietari del club romano: Leonardo Leuci, Antonio Parlapiano e Roberto Artusio. Anni di viaggi, ricerca, studio, scambi culturali, seminari e tanta determinazione hanno permesso al Jerry Thomas Speakeasy di entrare per ben cinque volte nella classifica dei “World’s 50 Best Bars”. Nel 2013, dopo una lunga e minuziosa ricerca tecnica, ha visto la luce il “Vermouth del Professore”, primo di una lunga serie di prodotti ideati in collaborazione con le Distillerie Quaglia.
  • Necci dal 1924: Questo locale non è una semplice caffetteria, ma un delizioso rifugio al Pigneto, un quartiere popolare di Roma. Pier Paolo Pasolini se ne innamorò e qui decise di girare alcune delle scene del film “Accattone”. Oggi la zona è diventata molto trendy, frenetica e vivace, una sorta di Village newyorkese e Necci è il cuore della sua movida. Un ritrovo tra il pop e il radical - chic dove gustare i cosiddetti “cocktail retrò” come la Spuma Libre, con la spuma al posto della coca-cola o il Chynar a base di Cynar, chinotto e Angostura accompagnato dai prodotti popular: focacce e prelibatezza della friggitoria. Luogo perfetto anche per gustare sublimi colazioni, brunch e cene.
  • Stazione 38: Un bistrot-cocktail bar in pieno NY style nel cuore di Marconi. Qui Giulio, barman e socio proprietario, prepara un classico 100% made in Italy, il Milano Torino, o semplicemente il MiTo, fatto con Vermouth Rosso tipico di Torino e Campari, milanese doc.
  • Cento: Nel quartiere Centocelle, questo locale offre uno dei migliori Negroni della città, ideale per un aperitivo semplice o per un dopocena in allegria.
  • Tira & Molla: A San Giovanni Villa Fiorelli, questo locale è noto per uno degli spritz migliori di Roma, grazie al rispetto delle dosi, all’uso di bollicine di qualità e al bicchiere giusto.
  • Drunken Ship: Nell'american pub più famoso di piazza Campo de’ Fiori, è possibile gustare un Sex on The Beach nella sua ricetta originale, a base di vodka, peach schnapps, succo d’arancia e cranberry.
  • Bar dell’Hotel Locarno: Dietro Piazza del Popolo, questo bar affascina con i suoi arredi originali degli anni ’20 in pieno stile liberty. Tra le specialità, spicca il Mint Julep, miscelato e servito nel classico boccale di rame.

Torino: Eleganza e Mistero

La città sabauda offre esperienze raffinate e nascoste.

  • The Mad Dog Social Club: Situato nei pressi di Piazza Carlina, l’ingresso avviene tramite una porta anonima e una volta all’interno, si viene accolti in un ambiente con volte in mattoni e arredi retrò.
  • Floris House: Nella centralissima via Cavour, questo elegante bar è anche una boutique per gli amanti delle fragranze introvabili. Offre un’esperienza unica, dove si può mangiare e bere, inebriati da eccellenti profumi, con un menu di cocktail inediti.

Firenze: Un Salotto Storico e Nascosto

La culla del Rinascimento nasconde tesori di mixology.

  • Rasputin: Questo speakeasy si trova nel quartiere di Santo Spirito e l’indirizzo esatto è volutamente tenuto segreto. L’accesso avviene tramite passaparola, e una volta entrati, ci si trova in un ambiente elegante con arredi in legno scuro e luci soffuse. L’insegna trae ispirazione dal celebre monaco siberiano, figura storicamente divisa tra spiritualità e mondanità, perfetta per alimentare la curiosità del mondo della notte.
  • “24” cocktail bar: Un bar dal sapore antico, in pieno centro storico, luminoso e accogliente. Il menu, a forma di televisore, propone cocktail inediti con ingredienti dal rafano al peperoncino e nomi very pop come quelli di icone della televisione italiana del passato. Cocktail vintage serviti nei classici barattolini quattro stagioni Bormioli o in bicchieri dal sapore rétro.

Napoli: Raffinatezza e Fascino Vintage

La città partenopea unisce storia e design in un’atmosfera unica.

  • L’Antiquario: Nascosto tra le vie del quartiere Chiaia, questo locale offre un’atmosfera raffinata con arredi vintage e una selezione di cocktail classici e contemporanei. Lo spirito del posto pervade l’intera esperienza, dalle luci soffuse al retrobancone con gli specchi, richiamando un’aria d’altri tempi e soprattutto d’altri luoghi. Il locale è infatti molto curato e rievoca uno stile Anni 20-30 con tappezzerie floreali, divani in pelle, tende in velluto rosso, luci molto soffuse, musica Jazz e Swing.

Altre Città Italiane: Tesori Nascosti

  • Malkovich (Genova): Tra i vicoli di Genova si nasconde questo speakeasy che prende in prestito il nome da suggestioni cinematografiche e richiede un lasciapassare. Il locale si trova nei sotterranei di un burger bar d’ispirazione americana.
  • Cotton Club (Località non specificata nel testo, ma ispirato al jazz bar di Harlem): L’atmosfera soffusa si anima con spettacoli jazz dal vivo, proprio come nel famoso night club di Harlem, a cui si ispira il nome - Cotton Club -, punto di ritrovo negli anni del Proibizionismo. Per accedere è necessario aver ben presenti dieci comandamenti fondamentali. Un bar per cultori della miscelazione.
  • Finest Drinks Room (Magenta): Questa è una confortevole camera di decompressione dai ritmi frenetici della quotidianità, una piccola ed elegante stanza dove è possibile testare lo charme di nuove alchimie dell’arte della miscelazione.

Mappa dell'Italia con evidenziati i principali speakeasy

La Mixology negli Speakeasy: Più di Semplici Cocktail

Gli speakeasy non sono semplici bar, ma laboratori di mixology dove la sperimentazione è alla base della carta cocktail. Molti locali propongono drink non presenti nel menu, basati sulle preferenze e personalità del cliente.

Cocktail su Misura e Tradizione

La filosofia è quella di offrire un'esperienza personalizzata, dove il bartender dialoga con il cliente per creare il drink perfetto. Questo approccio, unito all'uso di ingredienti di alta qualità e tecniche raffinate, eleva la preparazione di un cocktail a vera e propria arte.

L'Importanza della Carta dei Vini e dei Distillati

Molti speakeasy pongono grande enfasi sulla selezione di distillati e vermouth, spesso con un occhio di riguardo per etichette storiche o di nicchia. Questo permette di offrire una gamma di cocktail che spaziano dai grandi classici rivisitati a creazioni inedite, sempre nel rispetto della tradizione e dell'innovazione.

Locali Storici d'Italia: Un Percorso tra Tradizione e Innovazione

Oltre agli speakeasy moderni, l'Italia vanta una rete di locali storici che hanno contribuito a definire la cultura dell'ospitalità e del buon bere. La "Guida ai Locali Storici d'Italia", disponibile anche in formato app, guida attraverso 213 locali simbolo del nostro Paese, raccontando storie, ricette, segreti di famiglia e aneddoti.

  • Camparino di Milano in Galleria: Tempio del Campari Seltz, frequentato da Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. Icona dell’animo milanese, il bar Camparino in Galleria è soprattutto simbolo del celebre rito dell’aperitivo milanese. Il Camparino è stato aperto da Davide Campari nel 1862 come fratellino del Caffè Campari. Fu un luogo di ritrovo per intellettuali e celebrità che, tra un Campari e l’altro, si incontravano per discutere di politica e cultura.
  • Ristorante Biffi (Milano): Con la sua celebre Crema Mengoni, dedicata al progettista della Galleria. Tarcisio De Bacco custodisce l’anima originaria del Biffi e ancora oggi è socio proprietario del ristorante proponendo, oggi come allora, i piatti della tradizione milanese che qui vennero gustati da personaggi come Toscanini, Garibaldi e Hemingway.
  • Grand Hotel Sitea (Torino): Dove Louis Armstrong ordinò un americano. Premi Nobel e scrittori di fama mondiale e artisti hanno contribuito a rendere il nome di questo grande albergo familiare famoso nel mondo. E proprio al bancone del suo bar il musicista Louis Armstrong ordinò un americano, quando soggiornò qui nel 1935 per due concerti in città, al teatro Chiarella.
  • Caffè Dante Bistrot (Verona): Un punto di riferimento per gli amanti della miscelazione.
  • Grapperia Nardini (Bassano del Grappa): Per assaggiare l’originale Mezzoemezzo dove è nato. Le stanze dell’antica locanda con annessa cantina sono visitabili per degustazioni private solo su appuntamento. Da qui sono pasasti anche la Regina Elisabetta, Ernest Hemingway e Gabriele D’Annunzio.
  • Gran Caffè Lavena (Venezia): Con il suo Lavena Point (purea di fragole fresche, Select e Prosecco a colmare). Situato nell’angolo più soleggiato di piazza San Marco, ai piedi della Torre dell’Orologio, di fronte alla Basilica, il Caffè Lavena è, fin dal 1750, una delle più rinomate botteghe da caffè di Venezia.
  • Florian (Venezia): Celebrazione dei suoi tre secoli di storia. È il più antico Caffè italiano e rappresenta un simbolo della città. Inaugurato il 29 dicembre 1720 da Floriano Francesconi con il nome “Alla Venezia Trionfante”, fu rapidamente ribattezzato dagli avventori semplicemente Florian, dal nome del suo proprietario, diventando la più famosa “bottega da caffè”, frequentata da personaggi illustri come Casanova, Goldoni, Canaletto e Guardi.
  • Hotel Excelsior (Lido di Venezia): Per uno spritz vista mare.
  • Grand Hotel Tremezzo (Tremezzo, Como): Nel suo T Bar offre una selezione di miscelati vintage, tra cui uno creato nel 1939 in onore di Ernest Hemingway.
  • Caffè Gilli (Firenze): Il più antico caffè di Firenze, salotto della città da oltre 270 anni. Nato da una famiglia svizzera in una Firenze ancora medicea, venne inaugurato come “Bottega dei pani dolci” a pochi passi dal Duomo. A metà dell’800 si trasferisce in via degli Speziali e infine nell’attuale piazza della Repubblica.
  • Bagni Egart (Tirolo): Locanda dal 1430 e i Bagni termali più vecchi in Tirolo. Questo locale è anche il luogo di nascita dell'Hugo, bevanda simbolo della zona, preparata con vino spumante e sciroppo di fiori di sambuco.

L'accesso alla Guida è gratuito e disponibile in tutti i Locali Storici d’Italia. Se si desidera la Guida a domicilio, è richiesto un contributo per le spese di spedizione di 6 euro.

Illustrazione che mostra la Guida ai Locali Storici d'Italia

Il fascino degli speakeasy, con la loro capacità di evocare un'epoca passata e offrire esperienze esclusive, continua ad affascinare. Questi locali rappresentano non solo luoghi dove gustare ottimi cocktail, ma veri e propri scrigni di storia, design e cultura, invitando a un viaggio sensoriale nel cuore dell'Italia.

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