Vini del Lazio: Un Viaggio tra Tradizione, Autoctoni e Rinnovamento

Il Lazio, terra ricca di storia millenaria e cultura millenaria, è anche una regione di grande tradizione vinicola. Sebbene l'immagine che lo vuole produttore di facili vini bianchi lo abbia a lungo penalizzato, impedendogli di definire una personalità enologica chiara e pagando questa mancanza di visibilità con una costante e sensibile riduzione delle superfici vitate, qualcosa di positivo si sta muovendo. A partire dai Castelli Romani, la regione sta iniziando a svelare il suo potenziale, dimostrando che, spostando l'attenzione sul vino quotidiano, le sorprese non mancano.

Mappa del Lazio con evidenziate le zone vinicole

Un Patrimonio Ampelografico da Riscoprire

Il Lazio vanta un patrimonio ampelografico ricco e variegato, con vitigni autoctoni che per secoli hanno definito lo stile dei suoi vini, soprattutto bianchi. La Malvasia Bianca di Candia e la Malvasia del Lazio, insieme al Trebbiano Giallo, Trebbiano Toscano e Bellone, danno vita ai migliori vini bianchi del Lazio. Questi vitigni entrano nel blend di due dei vini laziali bianchi più apprezzati: il Frascati, denominato DOCG nella sua versione Superiore, e il leggero e fresco Est!Est!!Est!!! di Montefiascone.

La Malvasia Puntinata, in particolare, è un vitigno autoctono che produce vini freschi e aromatici, con note di frutta tropicale e fiori bianchi, elementi che si ritrovano nel Frascati Superiore. Il Trebbiano Toscano, invece, si adatta perfettamente ai terreni del Lazio, producendo vini freschi e fruttati con note di mela verde e agrumi.

Nell'Agro-pontino, zona che ha visto progetti di rinnovamento e sperimentazione, dominano le produzioni di Moscato di Terracina verso la costa e di Passerina del Frusinate in Ciociaria.

Tra i vitigni a bacca rossa, il Cesanese spicca come vero simbolo dell'enologia laziale di qualità, capace di dare vini speziati, eleganti e sorprendentemente longevi, soprattutto nella zona del Piglio. Il Cesanese è il vitigno principale per la produzione del Cesanese del Piglio DOCG, un vino robusto e fruttato con note di frutti di bosco e spezie. Altri vitigni rossi autoctoni comuni sono l'Aleatico di Gradoli nel Viterbese e il Nero Buono di Cori. Il Sangiovese e il Montepulciano sono anch'essi presenti, spesso utilizzati in blend per aggiungere freschezza e complessità ai vini.

Oltre ai vitigni autoctoni, il Lazio ha integrato con successo anche alcune varietà internazionali, soprattutto nelle zone costiere, nell'Agro Pontino e nelle aree collinari più vocate. Tra questi troviamo il Merlot, il Cabernet Sauvignon e lo Chardonnay, che hanno trovato un terreno fertile nella regione.

Le Zone Vinicole Principali: Dai Castelli Romani all'Agro Pontino

L'area dei Castelli Romani è storicamente il cuore della produzione di vini bianchi del Lazio. Qui, l'azione mitigatrice dei laghi e l'abbondante presenza di potassio e fosforo del suolo vulcanico arricchiscono i vini bianchi di profumi ed eleganza.

Il Frascati è una delle zone vinicole più importanti per la produzione di vini bianchi. Il Frascati Superiore, ottenuto principalmente da uve Malvasia Puntinata e Trebbiano Toscano, è un vino fresco e aromatico, con note di frutta tropicale e fiori bianchi. La cantina Fontana Candida, situata a Frascati, è celebre per la sua produzione di Frascati Superiore e Frascati Cannellino.

Il Cesanese del Piglio è un'altra zona di grande rilevanza per la produzione di vini laziali, in particolare per i rossi. Il Cesanese del Piglio DOCG, ottenuto da uve Cesanese, è un vino robusto e fruttato con note di frutti di bosco e spezie.

Altre zone di produzione importanti includono la zona di Marino, famosa per il Marino DOC, e la zona di Aprilia. La cantina Casale del Giglio, situata ad Aprilia, è famosa per la produzione di vini innovativi e di alta qualità, come il Mater Matuta e il Petit Verdot.

Nella provincia di Viterbo, i vigneti sono distribuiti principalmente attorno alle sponde del lago di Bolsena, dove si prediligono i bianchi leggeri a base di Trebbiano Toscano (localmente chiamato Procanico) e alcune uve internazionali come il Merlot.

Vigneti sui colli dei Castelli Romani

Denominazioni e Riconoscimenti: Garanzia di Qualità

I vini laziali sono tutelati da diverse denominazioni di origine che ne garantiscono la qualità e l'autenticità.

  • DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita): La DOCG è la massima certificazione di qualità per i vini italiani. Nel Lazio, le DOCG sono Frascati Superiore, Cannellino di Frascati (entrambi realizzati principalmente da uve malvasia) e Cesanese del Piglio.
  • DOC (Denominazione di Origine Controllata): Tra le DOC più importanti troviamo il Frascati, il Marino, il Cesanese del Piglio e il Castelli Romani. L'Est!Est!!Est!!! di Montefiascone è un'altra DOC degna di nota, con una storia affascinante legata a un vescovo tedesco.
  • IGT (Indicazione Geografica Tipica): L'IGT offre maggiore flessibilità ai produttori, permettendo loro di sperimentare con vitigni e tecniche di vinificazione diverse.

Le trenta denominazioni di qualità regionali (27 DOC e 3 DOCG) possono essere considerate un punto di riferimento per il grande pubblico di consumatori. I riconoscimenti come i "Tre Bicchieri" del Gambero Rosso e i "5 grappoli" di Bibenda attestano l'eccellenza raggiunta da molti produttori laziali. La recente guida Vinibuoni d'Italia ha premiato diversi vini laziali, confermando la crescente qualità della produzione regionale.

Produttori d'Eccellenza e Vini Iconici

Il Lazio è sede di numerose cantine rinomate che contribuiscono alla fama dei vini laziali. La cantina Poggio Le Volpi, fondata nel 1996, è un punto di riferimento per la viticoltura laziale. La cantina Marco Carpineti, situata a Cori, è famosa per i suoi vini biologici ottenuti da uve autoctone come il Bellone e il Nero Buono. Il Kius Pas Dosé di Marco Carpineti, ad esempio, stupisce per la sua eloquente finezza di profumi e la persistenza delle bollicine.

La cantina di Sergio Mottura ha raggiunto la fama e i riconoscimenti meritati, in particolare con il Poggio della Costa, un vino bianco dal naso sfaccettato e suggestivo. Il vino "Latour a Civitella" di Sergio Mottura è un esempio di grande espressività e sapidità al palato.

Il Montiano Falesco, prodotto di punta della Famiglia Cotarella, è un eccezionale Merlot che da anni viene premiato come uno dei più grandi rossi italiani.

Tra i vini che rappresentano l'eccellenza laziale, si possono citare interpretazioni di Syrah mediterraneo, di Viognier, e vini macerati estrosi come il Bianco di Civita. Questi vini si distinguono per la complessità gusto-olfattiva, il carattere territoriale e il potenziale evolutivo.

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Sfide e Potenziale Inesplorato

Nonostante i progressi, il Lazio affronta ancora alcune criticità. Una quantità eccessiva di Denominazioni rispetto agli ettari vitati, con una frammentazione che non ha consentito di offrire una massa critica utile a sfruttarne le potenzialità e a raggiungere un'adeguata visibilità. Inoltre, le Cantine sociali hanno a lungo operato in regime quasi monopolistico, non facilitando la nascita di nuove realtà produttive.

In assenza di un progetto generale di rinascita e di rinnovamento di impianti, vigneti e strutture produttive, oltre che di comunicazione nei confronti dei consumatori, i pochi produttori d'eccellenza faticano a imporre un'identità regionale ai vini del Lazio e restano ancora piuttosto isolati.

Tuttavia, il potenziale del Lazio è innegabile. Con il 54% del territorio costituito da colline, una tradizione vitivinicola millenaria e un mercato vasto come quello di Roma e del suo circondario, la regione ha tutte le carte in regola per affermarsi nel panorama enologico nazionale e internazionale. La riscoperta dei vitigni autoctoni, l'innovazione nelle tecniche di vinificazione e una comunicazione più efficace possono portare i vini del Lazio a raggiungere la visibilità e il riconoscimento che meritano.

La cucina romana, intensa e saporita, offre un abbinamento ideale per i vini laziali, creando un connubio perfetto tra territorio, sapori e tradizioni.

La scelta dei migliori vini del Lazio è un'impresa ardua, soggetta a opinioni soggettive. Tuttavia, esplorare le cantine, conoscere i produttori e assaggiare la diversità dei vitigni e dei territori è il modo migliore per scoprire e scegliere autonomamente il vino che possa essere annoverato tra i propri personali vini preferiti, legandosi a momenti irripetibili e intimi della vita.

Calice di vino rosso Cesanese del Piglio

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