La Vodka: Un Viaggio Cristallino dalle Origini Antiche alle Eccellenze Moderne

La vodka, un distillato elegante e cristallino, è ormai una delle bevande alcoliche più iconiche del mondo. Originaria dell’Europa orientale, la produzione di questa acquavite è diventata un’arte raffinata che coinvolge una serie di processi complessi e sofisticati. Le origini della vodka risalgono al XIV secolo in Europa orientale, con Polonia e Russia a contendersi le sue origini. La parola "wodka" appare scritta per la prima volta nel 1405 in un registro di Sandomierz, in Polonia. Il nome, che si traduce letteralmente in “acquetta”, probabilmente si riferiva al colore limpido e cristallino del distillato. La prima ricetta ufficiale della vodka russa sembra risalire al 1430, ad opera di un monaco, e veniva prodotta dalla fermentazione del pane, con una gradazione alcolica del 40%, più bassa della media attuale.

Mappa dell'Europa orientale con evidenziate Polonia e Russia

Dalle Materie Prime alla Distillazione: Il Cuore della Produzione

La vodka è molto versatile in termini di materie prime, e può essere prodotta a partire da diversi cereali o dalle patate - l’importante è che si tratti di una base ricca di zucchero o amido. La qualità della vodka dipende in gran parte dalla selezione accurata delle materie prime. I produttori di vodka scelgono attentamente i cereali o le patate da utilizzare, cercando la migliore qualità e purezza possibile. Il grano, la segale, il mais e le patate sono le fonti più comuni di amido utilizzate nella produzione della vodka. In altri Paesi, si utilizza anche il distillato di patate. Avena, frumento, orzo e grano saraceno possono essere uniti in piccole proporzioni, sempre diverse.

Il processo produttivo inizia con la fermentazione della materia prima scelta, che viene poi distillata. La distillazione è il processo mediante il quale il liquido ottenuto dalla fermentazione viene riscaldato in appositi alambicchi. Per avere più soldati abbiamo bisogno di più soldi. I cereali, come nella produzione della birra, devono essere maltati per scindere l'amido in monosaccaridi fermentiscibili. Dopo un breve periodo di riposo si procede con la distillazione. Il livello di etanolo deve raggiungere il 96% di alcol in volume e per questo la distillazione continua con alambicco a colonne, munito di almeno quarantasei piatti, è quella più praticata. Esistono però alcuni produttori di piccole dimensioni che utilizzano la distillazione discontinua, usando alambicchi sia a colonna che pot-still.

Diagramma di un alambicco per la distillazione della vodka

Successivamente, la vodka filtrata viene diluita con acqua purificata fino al livello desiderato di gradazione alcolica. L'acqua, che deve essere pura, gioca un ruolo fondamentale. Alcuni produttori utilizzano acqua di sorgente, particolarmente pura, che viene filtrata su sabbia di quarzo, e viene definita "viva" in quanto non viene né bollita né distillata. La filtrazione, spesso con carbone attivo, è importante per eliminare sentori sgradevoli dovuti a composti non desiderati, restituendo un prodotto più neutro. È comunque preferibile effettuare una distillazione più accurata per mantenere aromi caratteristici piuttosto che eseguire una successiva filtrazione.

La Vodka: Un Distillato dalle Molteplici Sfaccettature

La vodka è nota per la sua alta gradazione alcolica, che ne costituisce una delle sue caratteristiche distintive. In generale, la maggior parte delle vodka disponibili sul mercato ha una gradazione alcolica che varia tra il 35% e il 50%. Tuttavia, esistono variazioni determinate principalmente dal processo di distillazione e dalla diluizione.

Esistono diverse tipologie di vodka, che si distinguono molto tra di loro in base alla materia prima utilizzata, al processo di produzione scelto o alle eventuali aromatizzazioni.

Vodka di Cereali

Questa è la tipologia più comune di vodka, prodotta utilizzando cereali come grano, segale, orzo o mais come materia prima. La scelta dei cereali è molto variabile ed è fatta in base a quelli maggiormente prodotti nel Paese d'origine, prevalentemente grano e/o segale, della massima purezza.

Vodka Aromatizzata

Le vodka aromatizzate sono infuse con una varietà di aromi naturali o artificiali, tra cui frutta, erbe, spezie e fiori. Queste varianti offrono una gamma di sapori e profumi diversi, che vanno dal limone e l’arancia alla vaniglia e al peperoncino. Gli aromi più diffusi sono quelli alla frutta e possono essere aggiunti attraverso macerazione, distillazione o percolazione; è privilegiato l'uso espresso di aromi naturali. Alcune ricette tradizionali sono la Zubrówka, aromatizzata con l'erba del Bisonte; la Vodka al miele, alle ciliegie e alle spezie. Le vodka aromatizzate spesso hanno una gradazione alcolica inferiore e un gusto più leggero e fruttato, adatti a chi inizia ad avvicinarsi al mondo della vodka.

Vodka Premium

Le vodka premium sono di solito distillate più volte e filtrate attraverso processi più elaborati per ottenere una qualità superiore. Queste vodka sono spesso distinte per la loro purezza e la loro morbidezza, con un sapore e una finitura impeccabili.

Vodka Artigianale

Le vodka artigianali sono prodotte in piccoli lotti da distillerie indipendenti, spesso utilizzando metodi tradizionali e ingredienti locali di alta qualità.

La differenza di fondo tra le varie tipologie di vodka, mettendo da parte la scelta di un cereale piuttosto che un altro come base del distillato, sta proprio nella differenza tra vodka pura e vodka aromatizzata. La vodka pura è distillata e filtrata per ottenere una bevanda neutra e cristallina, con un sapore pulito e privo di aromi aggiunti.

La Vodka in Italia: Un Territorio che Sorprende

Abbandonate l’idea di fredde distese in qualche parte remota della Russia o dell’Europa orientale quando pensate alla vodka, perché così non è. O meglio, non è più. Lo conferma anche Vodka Vulcanica, un prodotto che nasce in un luogo che di certo ha poco a che vedere con le temperature rigide e i profili impervi della terra degli zar: parliamo della Sicilia.

Vulcanica è un esempio di come la vodka possa esprimere il terroir di un territorio. Il suo incipit è una storia che punta alla protezione dei grani antichi sulle pendici dell’Etna. Infatti, è proprio l’Etna a essere il grande protagonista di questa vodka, che nasce dall’idea di Stefano Saccardi, esperto di spirits con un passato in Campari, e Sonia Spadaro, sommelier e produttrice di vini. Una vodka autoctona, locale, pensata e poi realizzata con l’idea di esprimere ciò che di buono e di prezioso c’è in Sicilia. Come i suoi grani, che qui alle pendici dell’Etna crescono e vengono coltivati da sempre, alla base dell’alimentazione delle popolazioni rurali di un tempo. Il perciasacchi, il russello, il margherito, il maiorca, la timilia e il biancolilla, tutte coltivazioni storiche con rese inferiori rispetto alle tradizionali colture ma con il vantaggio di richiedere pochi o addirittura nessun pesticida e avere un basso indice di glutine. Tutto il ciclo produttivo di Vulcanica parla siciliano ed è artigianale. Il distillatore è un piccolo artigiano locale, mentre affinamento e stoccaggio si fanno nell’ex stabilimento Florio di Marsala. Gusto morbido e delicato, che si ottiene grazie a una distillazione in una piccola colonna di rame e utilizzando acqua di fonte siciliana a 200 metri di profondità, insieme a una varietà di lievito naturale.

Partiamo dal principio fondamentale che la vodka si può fare in tutto il mondo, basta avere la materia prima necessaria e un alambicco per la distillazione. Infatti, ricordiamo come la vodka sia un distillato di cereali e/o patate, e vista la grande tradizione di grano nell’isola del Sud Italia non appare impossibile la produzione di vodka. Come Vodka Etna, della distilleria Amacardo, nata dalla passione per il territorio di Maurizio e Andrea. Un prodotto che interpreta il terroir di questa zona, ottenuto dalla distillazione di cereali e patate di Giarre (coltivate in provincia di Catania), con acqua di sorgente proveniente dalle pendici del vulcano Etna.

Altro esempio è la Vodka Baarìa, della distilleria Fratelli Mazza nella zona di Ragusa: vodka marina distillata con acqua di mare, limoni di Sicilia e foglie di ulivo, deve il suo nome al termine punico "bayharia", ovvero zona che discende verso il mare.

SPIEGAZIONE DELLA PRODUZIONE DELLA VODKA: DAL MUST A UN DIstillato LIMPIDO (Animazione 3D)

La Żubrówka: La Vodka del Bisonte e il suo Profumo Unico

Tra i distillati più in voga, un posto di rilievo spetta certamente alla Vodka. Il celebre distillato, le cui origini sono rivendicate dalla Russia e dalla Polonia, ha sempre esercitato un notevole appeal tra i bartender e gli avventori dei locali. La Żubrówka è un esempio eccellente di vodka aromatizzata, un prodotto che incarna storia, tradizione e un legame profondo con la natura.

La Żubrówka è una vodka alle erbe prodotta in Polonia, Bielorussia e Lituania, che viene distillata dalla segale e imbottigliata con un contenuto di alcool pari al 40% in volume. Distillata per sette volte, la Żubrówka viene aromatizzata con un'essenza di erba del bisonte, che le conferisce note di asperula, camomilla, vaniglia, noce di cocco e mandorla, nonché il suo colore tendente al giallo.

Il nome Żubrówka deriva dalla parola "żubr", che in polacco indica il bisonte europeo, particolarmente amante dell'erba del bisonte che, in polacco si chiama appunto Żubrówka, in bielorusso zubrouka. La nobiltà dell'Europa orientale aromatizzava la vodka con l'erba del bisonte già nel XIV secolo, mentre la produzione di Żubrówka è iniziata a partire dal XVI secolo nella Confederazione polacco-lituana, nella regione al confine tra le attuali Polonia e Bielorussia. La produzione industriale di Żubrówka è partita nel 1926 da parte della "Polmos" ("Polski Monopol Spirytusowy", "Monopolio Polacco Distillati") negli stabilimenti di Brest (in Bielorussia, che attualmente appartengono alla "Belaco").

L'erba del bisonte, tecnicamente conosciuta come Hierochloe odorata, è il cibo preferito del bisonte europeo, chiamato Zubr in lingua polacca. Questo gigantesco bovino, che rappresenta l'animale selvatico di terra più imponente di tutto il continente europeo, si nutre dell'erba aromatica a cui dona il nome. Dove? In Polonia, patria della Vodka, nella misteriosa foresta di Białowieża, condivisa con la Bielorussia e patrimonio mondiale dell’UNESCO dal lontano 1979.

La vodka del bisonte, come il nome suggerisce, è un distillato pregiato che ha nel vanto della propria aromatizzazione la sua peculiarità. L'erba del bisonte è un'erba aromatica, a lungo legata a pratiche religiose. In America del Nord veniva bruciata come l'incenso mentre in Europa era usata per coprire il pavimento all'entrata delle chiese. Possiede proprietà medicinali adatte al trattamento di tosse e mal di gola e ha un profumo leggermente vanigliato, grazie al quale viene impiegata come base odorifera nei dolciumi e nelle fragranze. Per lo stesso motivo viene usata in infusione nella produzione della Żubrówka, a cui dona note di asperula, vaniglia, noce di cocco e mandorla.

La Żubrówka viene prodotta a partire dalla distillazione della segale, ed il processo viene ripetuto per sei volte per donare un livello di purezza adeguato. Prima dell’imbottigliamento viene aromatizzata con la leggendaria erba del bisonte, e in ogni bottiglia viene inserito un filo d’erba. La Vodka raggiunge il mercato con una percentuale di volume alcolico pari al 40%.

Spesso si associa la Żubrówka della Polmos alla Vodka del Bisonte, e non è una pratica errata. Esistono però in circolazione altri marchi di Vodka che possono vantare un nome simile, a volte considerati dei prodotti simili ed in alcuni casi delle imitazioni: Brestskaya Zubrowka, distillata dalla Belalco in Bielorussia; Stumbras Bison Grass, della Stumbras in Lituania; Żubrówka Biała, della Polonia meridionale; Żubrówka Czarna, anch’essa polacca, e altre numerose varianti in Polonia, Russia, Ucraina, Germania, Repubblica Ceca, Stati Uniti.

Un filo d'erba del bisonte all'interno di una bottiglia di Żubrówka

La Versatilità della Vodka: Dalla Tradizione ai Cocktail

La vodka, per il suo sapore neutro e intenso allo stesso tempo, è una base perfetta per moltissimi cocktail. La sua capacità di assorbire e amalgamarsi con altri ingredienti la rende un elemento fondamentale nella mixology.

La vodka si consuma abitualmente come digestivo o come dissetante. È ottima anche nella preparazione di primi piatti italiani, come anche per cocktail e long drink. Riesce sempre a unirsi al meglio con gli altri ingredienti senza mai prevalere, donando, alla bevuta, una piacevole armonia di gusto. Può essere servita con la decorazione di una fettina di agrumi, od oliva, o ciliegina rossa.

La vodka può essere utilizzata anche in cucina, dove è impiegata per migliorare varie ricette o come ingrediente-chiave.

Cocktail Classici a Base di Vodka

La vodka è protagonista di numerosi cocktail iconici. Tra i più celebri troviamo:

  • Bloody Mary: Un drink di 15 cl. L’I.B.A. prevede la preparazione direttamente nel tumbler medio o old fashioned. La ricetta I.B.A. include: 4,5 cl di vodka, 9 cl di succo di pomodoro, 2 cl di succo di limone, 5 gocce di Worcester, Tabasco, sale, pepe e sale di sedano. Inventato all'Old King Cole Bar dell'Hotel St. Regis di New York, per opera di Ferdinando Petiot.
  • Screwdriver: Un "pick me up" che possiamo tradurre con "tirami su".

Un bicchiere di Bloody Mary con guarnizione

Storia e Diffusione Globale della Vodka

La bevanda trae le sue origini nell'Europa orientale; Polonia e Russia in particolare si contendono la paternità del nome e della prima produzione. La parola "wodka" appare come traccia scritta per la prima volta nel 1405 in Polonia, in un registro di Sandomierz, all'epoca sede del Governo dell'omonimo voivodato. Nel 1520 nella sola Danzica in Prussia Occidentale operavano già una sessantina di distillerie ufficiali di vodka, senza contare quelle clandestine.

In Russia nel 1649 lo zar Alessio promulgò un codice imperiale per la produzione della vodka e all'inizio del XVIII secolo i nobili proprietari terrieri avevano l'autorizzazione per detenere un alambicco per piccole produzioni ad uso privato; qui il termine vodka (stavolta nel senso univoco del distillato) venne scritto in un documento ufficiale risalente al regno dell'imperatrice Caterina II; il decreto, datato 8 giugno 1751, regolava la proprietà di alcune distillerie.

La diffusione su larga scala della vodka in Europa arrivò dopo la rivoluzione russa, nel 1917, con la presa del potere da parte dei bolscevichi guidati da Lenin. Parecchi esuli russi, appartenenti alla nobiltà proprietaria dei segreti della distillazione, emigrarono in Francia per salvarsi dalle epurazioni di massa volute dal regime comunista. Il più noto fra gli esuli è sicuramente Piotr Smirnoff che si vide confiscato il proprio stabilimento, fondato nel 1860. Per sfuggire alla caccia mortale Smirnoff emigrò dapprima in Turchia quindi in Polonia, dove aprì una distilleria, per decidere poi nel 1925 di stabilirsi definitivamente a Parigi, dove cambiò il nome in Pierre. Vicende analoghe sono quella dei Romanoff e del conte Keglevich, quest'ultimo rifugiatosi a Trieste.

In età contemporanea soprattutto in Russia ma anche in Polonia sono migliaia le distillerie che producono questa bevanda. Si produce un'ottima vodka anche in quasi tutti i paesi del Nord Europa, i quali ne sono anche ottimi consumatori, con tradizioni che si tramandano da secoli. Nell'Europa Occidentale e nel Nord America la diffusione su larga scala ha invece una storia più recente. Essa raramente veniva bevuta al di fuori dell'Europa orientale prima del 1950 ma la sua popolarità fu estesa anche al Nuovo Mondo in seguito al dopoguerra francese. Nel 1975, negli Stati Uniti d'America, sorpassò le vendite del bourbon whiskey, fino ad allora il liquore più bevuto dalla popolazione americana. Anche se la vodka non appartiene alla cultura italiana, a partire dalla fine del XX secolo sono aumentate nel Paese sia la produzione che il consumo della bevanda.

Consumo e Degustazione: Come Apprezzare al Meglio la Vodka

È necessario che la vodka sia consumata fredda ma non gelata. Il metodo consigliato è di raffreddare il bicchiere e tenere la bottiglia nel frigorifero. Si utilizzano bicchieri cilindrici, o pipette, contenenti la porzione di distillato già freddo. La vodka, si consuma abitualmente come digestivo o come dissetante. La vodka è un distillato che va bevuto liscio e freddo (ma non ghiacciato) per assaporarla meglio in tutta la sua pienezza, secondo la tradizione dei Paesi d'origine. Va servita nel classico bicchiere da vodka russo, che non è a forma di provetta, come si usa in Occidente, ma è un piccolo calice a pareti svasate, tale da consentire di bere il distillato non tutto di un fiato, ma assumendo insieme piccoli snack, vivande o un sorso d'acqua.

La vodka, specialmente nei paesi in cui è parte del patrimonio culturale, accompagna leggende, tradizioni e aneddoti riconducibili all'aspetto cristallino del distillato di cereali o patate. Tale aura di purezza è dovuta dall’aspetto limpido, e a un maggiore tasso di “pulizia” viene usualmente associato ad una qualità superiore. E i marchi di vodka conoscono bene questa leva commerciale.

Regolamentazione e Standard di Produzione

Il regolamento (CE) N. 110/2008 stabilisce le norme per la produzione e l'etichettatura delle bevande spiritose, inclusa la vodka. La vodka è definita come una bevanda spiritosa ottenuta da materie prime fermentate. La scelta dei cereali è molto variabile ed è fatta in base a quelli maggiormente prodotti nel Paese d'origine, prevalentemente grano e/o segale, della massima purezza. Tali sostanze aromatiche sono responsabili dei tipici sapori e aromi di questa bevanda. La vodka è composta principalmente da acqua e alcool (etanolo) presente tra il 37,5% e il 60% in volume. Vodka pura può essere completamente neutra, ossia priva di odori e sapori (mediante sostanziose distillazioni e filtrazioni).

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