Il vino "Dogliani" rappresenta una delle espressioni più significative del vitigno Dolcetto, un'eccellenza enologica prodotta con dedizione dall'azienda Terre del Barolo. Questa prestigiosa realtà vitivinicola affonda le sue radici in una delle aree più rinomate per la viticoltura della provincia di Cuneo e dell'intera regione Piemonte. Il Dogliani DOCG, in quanto Dolcetto, si distingue per un profilo organolettico che coniuga originalità e caratteristiche distintive, offrendo un'esperienza sensoriale unica.

Il Territorio: Culla di Grandi Vini Rossi
Dogliani, situata nel Nord Italia, in Piemonte, a pochi chilometri da Alba, è una terra storicamente vocata alla produzione di grandi vini rossi. Il suo nome stesso evoca un passato antico, derivando dal latino "Dolium Jani", che si traduce in "Coppa di Giano". Questa denominazione rimanda al dio Giano, figura mitologica che si narra riempisse la sua coppa di vino proprio su queste colline. La zona è incastonata tra le suggestive colline delle Langhe, un paesaggio mozzafiato che beneficia della ventilazione portata dai venti caldi provenienti dal Mar Mediterraneo, distante appena 50 chilometri. Questa favorevole posizione geografica e climatica contribuisce in modo determinante alla qualità delle uve.
L'azienda Terre del Barolo, inserita nella Guida Vini di Quattrocalici, è riconosciuta come una delle realtà vitivinicole più importanti della provincia di Cuneo. I numerosi riconoscimenti ottenuti dalle aziende agricole della zona hanno ulteriormente stimolato i produttori a investire nel territorio, sfruttandone appieno il potenziale produttivo, migliorando costantemente la qualità e aprendosi a nuovi mercati. L'azienda è guidata dalla signora Romana Alessandro, che porta avanti un'agricoltura improntata alla sostenibilità, con un'attenzione particolare alla riduzione dell'uso di fitofarmaci nelle coltivazioni.
Il Dogliani DOCG: Caratteristiche e Vinificazione
Il Dogliani DOCG è un vino rosso fermo e secco, vinificato esclusivamente da uve Dolcetto, nel pieno rispetto delle tipologie previste dal disciplinare di denominazione. La vinificazione avviene in cantine sotterranee, un ambiente ideale che garantisce il corretto svolgimento della fermentazione malolattica. Un aspetto fondamentale del processo produttivo è il controllo della temperatura durante la fermentazione, che dura solitamente dai 8 ai 10 giorni.
La denominazione Dogliani DOCG si basa sul vitigno Dolcetto, dando vita a un vino dal colore rosso vivo e da un sapore fruttato. Il suo gusto delicato rende questo vino piacevole e innovativo. Le caratteristiche organolettiche del Dogliani DOCG sono ulteriormente esaltate da un giusto tenore zuccherino e alcolico, uniti a una buona acidità fissa. Quest'ultima contribuisce non solo a esaltare i profumi, ma anche a preservarli nel tempo, garantendo una buona longevità al vino. Il vino si distingue per un estratto secco che varia dai 22 ai 24 g/litro e una acidità totale del 5-5,5%.
Come si fa il VINO (intero procedimento). Dalla Vite alla Bottiglia.
Le Sottozone del Dogliani DOCG: Un Mosaico di Territori
Il territorio del comune di Dogliani, cuore della denominazione, è stato suddiviso in diverse sottozone viticole, individuate da una commissione agraria. All'interno di queste sottozone, sono stati identificati i vigneti più rinomati o quelli per cui esistono esempi significativi di vinificazione. Questa segmentazione permette di apprezzare le sfumature che il terroir conferisce al Dolcetto.
Santa Lucia
La sottozona di Santa Lucia è celebre per i suoi Dolcetti eleganti, che non puntano a una grande struttura, ma piuttosto a profumi intensi e a una spiccata polposità. Questi vini possiedono buone gradazioni alcoliche. I terreni sono mediamente fertili e profondi, mentre le quote altimetriche dei vigneti variano dai 320 ai 370 metri. Le maturazioni tendono ad essere leggermente più precoci rispetto ad altre zone. Orograficamente, la zona è caratterizzata da tre crinali paralleli.
San Luigi
Seguendo la strada che da Dogliani sale verso Monforte, si individuano due macrozone all'interno di San Luigi. La prima, conosciuta come Valdiberti, presenta una serie di crinali perpendicolari alla strada principale, con il versante esposto a sud e sud-ovest maggiormente favorito. I terreni diventano progressivamente più chiari, conferendo ai vini uno stile che varia dall'eleganza delle zone più basse alla maggiore potenza e tannicità delle zone al confine con Monforte. La parte sinistra della strada, nota come San Luigi, ha uno sviluppo meno articolato, con vigne che si sviluppano lungo un versante esposto a sud-est. Questa zona, dotata di ottimi terreni chiari e leggeri, è qualitativamente rinomata, sebbene oggi pochi produttori la vinifichino in purezza.
Valdibà
Valdibà è un crinale parallelo a San Luigi e Pianezzo. Il versante nord-ovest è caratterizzato da piccoli crinali perpendicolari all'asse principale, che godono di una buona esposizione verso sud-ovest. Le quote altimetriche variano dai 430 ai 520 metri, influenzando i caratteri microclimatici e organolettici dei vini, che si distinguono per una maggiore elasticità. Fanno eccezione i terreni chiari del versante sud-est, che producono vini più minerali e "crudi".
Pianezzo
Il crinale di Pianezzo, per altimetria e stile, presenta affinità con la parte sud della denominazione. Il clima mediamente più fresco rende i vini più nervosi e croccanti, ma meno minerali rispetto ad altre zone. All'interno di Pianezzo si possono individuare aree significative come Gombe, con vigneti che danno vini più strutturati, e Pironi, nota per la decisa e catramosa tannicità dei suoi vini, che nelle annate migliori si traduce in una persistenza rara per un Dolcetto.
Taricchi
La sottozona Taricchi si sviluppa lungo un crinale che, partendo da un bivio, si estende verso ovest. Solo una piccola parte del versante meglio esposto rientra nel comune di Dogliani, mentre il resto sconfina nel territorio di Farigliano. I vini di questa sottozona si distinguono per l'armonia, l'espressività del frutto e la rotondità, piuttosto che per la struttura.
Oltre Dogliani: Farigliano, Clavesana e Bastia
La denominazione Dogliani DOCG si estende anche in comuni limitrofi, arricchendo il panorama dei Dolcetti con ulteriori sfumature territoriali.
Farigliano
Il territorio di Farigliano può essere diviso idealmente in tre sottozone. Una include i vigneti di Monterustico, Bricco Rosso e Garbiana, caratterizzati da un frutto espressivo e minor volume. Un'altra zona, affacciata sul Tanaro, è nota per la finezza dei suoi Dolcetti. La terza zona, situata a nord del Fosso del Garino, rappresenta un'introduzione al territorio di Dogliani, con paesaggi e altimetrie analoghe. Qui si trovano aree come i Giacchelli, Riviera, Cornole, Corsaletto, Genè e gli Sciondini, con quote altimetriche che variano dai 350 ai 530 metri.
Clavesana e Bastia
Superati i vigneti di Pianbosco e Moncucco, si entra nel territorio di Clavesana. Qui i vigneti si sviluppano anche sul versante che guarda verso est. In particolare, il triangolo compreso tra i Ghigliani, Costa Prà e la Bozzola offre vini che esprimono una trama tannica fitta e austera, accompagnata da una contrazione della componente fruttata. Al di fuori di questa microzona, si trovano Dolcetti più nervosi, che nelle annate più fresche tendono ad essere piuttosto incisivi nel tannino.
La Cantina Clavesana rappresenta un esempio di rara armonia tra paesaggio, uomini e storia, un percorso di evoluzione e crescita continua dal 1959. La "Festa del Dolcetto" in primavera celebra questo vitigno e la sua importanza per il territorio.

Longevità e Potenziale di Invecchiamento
Una delle caratteristiche notevoli del Dolcetto di Dogliani è la sua capacità di invecchiamento. Nonostante sia spesso apprezzato giovane per la sua freschezza e aromaticità, questo vino regge molto bene 8-10 anni di invecchiamento. Durante questo periodo, i profumi si evolvono, acquisendo complessità e sfumature terziarie, mentre la struttura e la tessitura del vino si affinano, regalando un'esperienza gustativa ancora più profonda e appagante.
Un Impegno per la Sostenibilità
L'azienda Terre del Barolo, così come altre realtà del territorio, sta adottando pratiche volte a ridurre l'uso dei fitofarmaci nelle coltivazioni. Questo impegno per la sostenibilità ambientale non solo preserva il prezioso ecosistema delle Langhe, ma garantisce anche la produzione di uve sane e di alta qualità, che si traducono in vini eccellenti, espressione autentica del loro terroir. La cura del vigneto, l'attenzione alle pratiche agronomiche e il rispetto per l'ambiente sono pilastri fondamentali per la valorizzazione del Dogliani DOCG.