La provincia di Cuneo ha un posto speciale nella storia della birra artigianale italiana. È qui, a Piozzo, che nel 1996 Teo Musso fondò il birrificio Baladin, un'iniziativa audace per l'epoca che aprì la strada a innumerevoli altre realtà brassicole. Quindici anni dopo, nella stessa provincia, a Lagnasco, Ivano Astesana ha dato vita al Birrificio della Granda, forte di una lunga esperienza come homebrewer e appassionato. Il Birrificio della Granda si distingue per una gamma di quattro produzioni che, nel complesso, guardano alla cultura brassicola belga, pur non disdegnando incursioni nel mondo anglosassone.

EssenziAle: Un Richiamo alle Radici Britanniche
La birra base del Birrificio della Granda, chiamata EssenziAle, può essere ricondotta al Regno Unito, essendo classificata come Pale Ale. Con un contenuto alcolico del 5%, questa birra si presenta di colore dorato carico, leggermente velata, con una schiuma molto abbondante e candida. Le sensazioni olfattive sono caratterizzate dal lievito, con profumi di crosta di pane che sovrastano note fruttate, floreali e speziate. In lontananza si avverte una certa freschezza data dal luppolo. In bocca, la carbonazione è stata segnalata come eccessivamente decisa, un aspetto che Ivano Astesana ha confermato essere legato a possibili problemi in fase produttiva, ora risolti. Nonostante ciò, il ventaglio aromatico è piuttosto complesso, sebbene possa peccare di pulizia generale a causa della carbonazione.
SpirituAle: L'Intensità delle Belgian Strong Ale
La SpirituAle, con un 8% di alcol, è la birra più alcolica della gamma e appartiene alla categoria delle Belgian Strong Ale. Si presenta di colore arancio con riflessi dorati, dotata di una schiuma vivace ma poco persistente. La frizzantezza, evidente all'inizio, si attenua rapidamente. Al naso, è un'esplosione di esteri fruttati riconducibili alla frutta rossa, accompagnati da una nota etilica ben presente. Al palato, inizia estremamente dolce, con aromi di frutta gialla e miele, per poi concludersi con un tocco amarognolo che conferisce un ottimo equilibrio. Ivano Astesana ha cercato di snellire il corpo rispetto ai modelli di riferimento, rendendola una birra gradevolissima.

PassionAle: Una Blanche con un Tocco di Segale
La PassionAle, con il suo 5% di alcol, è la Blanche della casa, ma con una particolarità: viene prodotta anche con l'aggiunta di segale oltre al frumento. Si presenta di colore dorato con riflessi verdastri e una notevole limpidezza, quasi insolita per lo stile. La schiuma non è il suo punto di forza, con bolle grandi, evanescenti ed esteticamente poco attraenti. Il naso, invece, è eccellente, con le caratteristiche classiche da Blanche: note decise di agrumato e speziato, piccante il giusto e meravigliosamente bilanciata. Tuttavia, l'assaggio può risultare deludente a causa di una carbonazione eccessiva che penalizza gli aromi e appesantisce il corpo. Nonostante questo, la PassionAle ha dimostrato di avere ottime potenzialità a livello olfattivo.
AbbaziAle: Un Omaggio alla Chimay Rossa
Con il 6,5% di alcol, l'AbbaziAle ci riporta nel regno delle birre forti di ispirazione belga. Curiosamente, la ricetta è nata come "clone" della Chimay Rossa, per poi evolversi e trovare una sua identità distintiva. Si presenta di colore ambrato scuro con riflessi ramati. La schiuma color avorio è abbondante, ma allo stesso tempo grossolana e di breve persistenza. All'olfatto, è estremamente ricca, con profumi di melassa, noci, frutta rossa e una leggera punta speziata che solletica piacevolmente il naso. In questo caso, la carbonazione, pur presente, non risulta penalizzante. L'ingresso è dolce e fruttato, bilanciato da un finale ricco e amaro di lunga durata.
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La Rivoluzione IPA: Dagli Stati Uniti all'Italia
Il mondo delle India Pale Ale (IPA) è uno degli stili più iconici della birra artigianale, incarnando lo spirito della rivoluzione brassicola. Le IPA non sono semplici birre, ma un viaggio di sapori e una storia secolare. La loro discendenza diretta dalle Pale Ale inglesi è segnata dall'uso del luppolo in quantità maggiori. Negli Stati Uniti, tra gli anni '80 e '90, la rivoluzione della birra artigianale ha riportato il luppolo al centro della scena, diventando il protagonista indiscusso nel definire il profilo aromatico di queste birre. L'amaro è generalmente presente, ma nelle interpretazioni più moderne è sempre più bilanciato con una base maltata morbida, che può conferire leggere note di biscotto, caramello o pane.

Il successo delle IPA ha generato una proliferazione di sotto-stili, ciascuno con una propria identità:
- APA (American Pale Ale): Le antenate dirette delle IPA moderne, considerate le sorelle minori. Un'APA che diventa più alcolica e con una luppolatura più intensa entra nel territorio delle IPA.
- Black IPA (o Cascadian Dark Ale): Uniscono malti scuri e luppoli potenti, presentando un colore da Stout ma con il profilo aromatico di una IPA, con note tostate in sottofondo e luppolo in primo piano.
- White IPA: IPA costruite sulla base di una ricetta in stile Blanche, con l'uso di frumento, corpo più morbido, sensazione setosa e spesso l'aggiunta di spezie agrumate.
- Rye IPA: La segale è l'ingrediente distintivo che fa la differenza.
- Double IPA (DIPA) e Triple IPA: Versioni extra-strong dello stile, con più alcol, più corpo e più luppolo, amplificando tutte le dimensioni della IPA all'estremo.
- Session IPA: Con una gradazione alcolica contenuta (anche sotto il 4%), offrono un grande aroma luppolato e un'estrema bevibilità.
- Cold IPA: Un ibrido moderno, con fermentazioni condotte a temperature più basse, un profilo pulito e croccante, corpo snello e luppolatura intensa.
- Sour IPA: Nascono dall'incontro tra birre acide e luppolo moderno, offrendo una birra sour rinfrescante con il profumo fruttato e resinoso tipico delle IPA.
- Double Dry Hop IPA (DDH IPA): Il dry hopping viene raddoppiato, aggiungendo luppolo in due o più fasi a freddo per intensificare il profilo aromatico senza necessariamente aumentare alcol e amaro.
- NEIPA (New England IPA): Nata nel New England, è sinonimo di succosità e morbidezza.
- West Coast IPA: Rappresentano una "rivincita" sulle NEIPA, caratterizzate da limpidezza, secchezza, resinostà e un amaro deciso e pulito, con meno succo e più note di pino, agrumi e resina.
La Visione del Birrificio della Granda sulle IPA
Il Birrificio della Granda, pur amando le IPA e le intense luppolature, le interpreta a modo proprio, valorizzando la cultura enogastronomica italiana che insegna a riconoscere le sfumature, a valorizzare gli ingredienti e a cercare sempre il punto di armonia. La loro prima birra luppolata si chiamava Missis IPA, che li avvicinò al mondo delle birre in stile americano. Con l'evoluzione del birrificio, sono stati rivisti profondamente i processi produttivi e le ricette, cambiando anche i nomi di molte birre.
Black Hop Sun: Un'Esperienza Unica di Black IPA
La Black Hop Sun è una birra in stile Black IPA dal colore nero ebano e un contenuto alcolico del 7,5%. La carbonazione è media, con una schiuma nocciola abbondante, minuta e cremosa, che mostra sufficiente durata e buona allacciatura. L'aroma si rivela abbastanza complesso: all'elevata intensità fa da pendant una finezza attraente. Profumi di pompelmo, agrumi, frutta tropicale si sviluppano con freschezza e pulizia, supportati da sentori di malto torrefatto, liquirizia, radice, caramella mou e aghi di pino. Al riscaldarsi della birra, emergono note di caffè, uvetta e cioccolato al latte. Il corpo è medio-pieno, con una consistenza leggermente grassa. Una sottile tostatura introduce un gusto pieno, croccante e morbido, seguito da note di frutta secca scura, luppolo agrumato e crosta di pane bruciata. Il finale, lungo e concitato, è caratterizzato da resina, erbe officinali e cacao amaro. Questa birra è stata descritta come una "Black IPA che finisce Stout, da riprovare assolutamente".

EnFaSi: La Complessità di una Saison
La EnFaSi è una Saison di colore ambrato chiaro, con un contenuto alcolico del 6,7%. La schiuma ocra, compatta e aderente, è gestita da una carbonazione piuttosto elevata. L'aroma si libera pulito e intenso, con profumi di frutti rossi, malto, zucchero filato e caramello, sotto l'egida di zenzero, noce moscata e cardamomo. Il corpo è medio-pieno, con una "bella" trama liscia. Il gusto inizia proponendo caramello, biscotti, miele e zucchero candito, per poi volgere verso amaricanti erbe officinali. Prosegue con ginepro, zenzero e noce moscata. Il finale, più secco che amaro, apporta una buona dose di acidità.
Regeneration: La Potenza di una Black IPA
La Regeneration, dal colore scuro, quasi nero, è una birra in stile Black IPA dal carattere forte e intenso. Come tipico dello stile, al naso i profumi sono intensi, con note torrefatte di malto, caffè, orzo e cacao che si sposano perfettamente con i sentori più pungenti, floreali ed agrumati conferiti dalla luppolatura. La Regeneration fa parte della linea H4TG (Hop 4 The Geeks) del Birrificio della Granda, una linea di birre dedicate agli appassionati più esigenti e curiosi.
In definitiva, delle quattro birre iniziali, le due più alcoliche (SpirituAle e AbbaziAle) sono state quelle in cui il problema della sovracarbonazione è apparso meno evidente. Negli altri casi, tale aspetto ha avuto ripercussioni significative. Se si esclude questo fattore, la PassionAle mostrava tutte le carte in regola per essere una splendida Blanche, come suggerito dalle sue eccellenti percezioni olfattive. Il Birrificio della Granda è sicuramente un produttore da tenere d'occhio, e una futura verifica confermerà il superamento dei problemi legati alla carbonazione, lasciando presagire un futuro molto interessante per questo birrificio.
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