Cocktail Inventati da Donne: Storie, Sapori e Rivoluzioni al Femminile

In un'epoca in cui le questioni di genere sono spesso dibattute con fervore, esplorare il mondo dei cocktail inventati da donne può sembrare un'impresa audace. Tuttavia, è proprio attraverso queste creazioni che possiamo cogliere un aspetto della storia della mixology che va oltre i cliché, rivelando innovazione, audacia e un profondo senso di convivialità. Dalle bevande pensate per un pubblico femminile a quelle che hanno segnato epoche e rivoluzionato il modo di socializzare, i cocktail inventati o promossi da donne offrono un affascinante spaccato culturale e gustativo.

Il Cosmopolitan: Un'Icona al Femminile

Tra i drink che hanno conquistato il palato di molte, il celeberrimo Cosmopolitan spicca per la sua origine legata a un'esplicita intenzione di creare qualcosa di accessibile e piacevole per le donne. La barlady di Miami, Cheryl Cook, è accreditata dell'invenzione di questo cocktail, pensata per rispondere a un'esigenza specifica: «Le donne ordinavano i Martini solo per il bicchiere, ma molte di loro non li bevevano perché erano troppo forti. La mia idea fu di inventarmi un cocktail “carino”, che loro potessero bere e fosse servito in bicchieri da Martini».

La sua ricetta prevede la combinazione di ingredienti che ne definiscono il gusto distintivo e il colore accattivante. In uno shaker pieno di ghiaccio si versano 4 cl di vodka al limone, 1,5 cl di Cointreau, 3 cl di succo di cranberry e 1,5 cl di succo di lime fresco. Dopo un'energica agitazione, il composto viene scolato in una coppa Martini, guarnito facoltativamente con una scorzetta di lime. Il successo del Cosmopolitan è tale da averlo reso un simbolo di eleganza e modernità, un drink che ha saputo interpretare e anticipare le tendenze del gusto.

Cosmopolitan cocktail in a Martini glass

Kaitlyn Stewart: La Nuova Stella della Mixology

La presenza femminile nel mondo della mixology è sempre più prominente, e Kaitlyn Stewart ne è un esempio luminoso. Vincitrice della World Class Bartender 2017, la più importante competizione di mixology, ha dimostrato il suo talento battendo 54 concorrenti nella finale di Città del Messico. Canadese, originaria di Toronto, Stewart ha trasformato la sua passione in una professione, iniziando a lavorare come bartender a 11 anni per finanziare i suoi studi universitari. Oggi è bar manager al Royal Dinette di Vancouver.

Nonostante la percezione che il bartending sia un lavoro prevalentemente maschile, Stewart sottolinea come sia solo una questione di tempo prima che questa visione cambi. La sua vittoria e il ruolo successivo come giudice della World Class 2018 a Berlino ne sono la prova tangibile. Per Kaitlyn, l'ingrediente fondamentale di un cocktail non esiste in senso assoluto; l'essenziale è saper bilanciare gli elementi, una regola che vale sia per i drink leggeri sia per quelli più alcolici.

High & Dry: Un Tocco Personale

Kaitlyn Stewart ha anche condiviso una ricetta pensata per essere preparata a casa, il "High & Dry". Questo cocktail unisce 22 ml di gin Tanqueray n°10, 22 ml di Campari e 22 ml di liquore St Germain, con l'aggiunta di una goccia d'acqua di fiori d'arancio. Il tutto viene poi completato con spumante Cava o Brut. Gli ingredienti vengono uniti e shakerati per 7-10 secondi, creando un drink che evoca le atmosfere seducenti degli anni Venti.

Gin, Campari and elderflower liqueur

L'Era del Proibizionismo e la Nascita degli Speakeasy

Gli anni Venti, con il loro clima di proibizionismo, moda e cinema, hanno visto la nascita e la fioritura degli "speakeasy", locali clandestini dove si vendevano alcolici illegalmente. A New York, nel 1920, si contavano 32.000 di questi locali, più del doppio rispetto a prima del divieto. L'accesso a questi luoghi era spesso garantito da una parola d'ordine, un elemento di mistero e esclusività che caratterizza anche la loro rinascita contemporanea.

Questi locali vintage stanno tornando di moda, riportando in auge cocktail dimenticati e storie affascinanti. La stessa introduzione del proibizionismo fu segnata da eventi eclatanti: già il 15 gennaio 1920, un giorno prima dell'entrata in vigore del divieto, una banda armata a Chicago assaltò un treno carico di whiskey per un valore di 100.000 dollari, dando il via ufficiale al contrabbando e al mercato nero degli alcolici.

Il Southside: Tra Long Island e Chicago

Tra i cocktail che emergono da questo periodo, il Southside è particolarmente interessante, nonostante sia poco noto. Le sue origini sono avvolte da diverse storie. Una delle più antiche narra di una versione "fizz" preparata a Long Island, New York, intorno al 1890, quando questi tipi di drink erano molto popolari, specialmente dopo attività sportive.

Un'altra teoria collega il nome alla zona sud di Chicago, dove venivano smerciati distillati di bassa qualità. Il loro gusto "spigoloso" veniva mascherato dall'uso di zucchero, limone e menta. Il Southside divenne un simbolo degli speakeasy più glamour, frequentato da celebrità dell'epoca. La sua ricetta prevede sei parti di Dry Gin, due di succo di lime, due di sciroppo di zucchero e sette foglie di menta. Si prepara nello shaker riempito a metà con ghiaccio.

Southside Fizz cocktail history

Il Sidecar: Un Classico con Origini Misteriose

Il Sidecar è un altro classico intramontabile. Tradizionalmente preparato con otto parti di cognac, due di Cointreau o Triple Sec e succo di limone, viene mescolato nello shaker con ghiaccio, filtrato e servito in un bicchiere con il bordo zuccherato, guarnito con una scorza di limone.

Le sue origini sono dibattute. La versione più accreditata lo fa nascere nel 1911 al Harry's Bar di Parigi, dedicato a un cliente che arrivava sempre in sidecar (alcuni raccontano che l'eccentrico signore, un capitano, sia entrato nel bar con il suo sidecar).

Il Mary Pickford: Dedicato a una Diva del Cinema

Il Mary Pickford è un drink che affonda le sue radici nell'epoca del cinema muto americano. La leggenda narra che un barman di San Francisco, affascinato dalla bellezza e dall'eleganza dell'attrice Mary Pickford, creò un cocktail appositamente per lei. La bevanda è composta da Rum, succo d'ananas, Maraschino e granatina, e porta il nome d'arte della celebre diva.

Il French 75: Eleganza Effervescente

Il French 75 è un classico aperitivo appartenente alla famiglia degli sparkling cocktail, ovvero drink allungati con acqua o vino gassati. Gli ingredienti sono: 3 cl di gin, 1,5 cl di succo fresco di limone, 1 cucchiaino di zucchero e 6 cl di Champagne. Si versano nello shaker con abbondante ghiaccio, si agitano energicamente per circa dieci secondi e si versano in una flûte, colmando poi con altro Champagne. Una fettina d'arancia funge da decorazione. La prima ricetta scritta compare nel 1930 nel Savoy Cocktail Book di Harry Craddock.

Champagne flute with a French 75 cocktail

Il Bronx: Un Mix Ricco di Storia

Il Bronx è un cocktail più complesso e ricco di storia. Si prepara nello shaker con 4/10 di gin, 2/10 di vermouth rosso e altrettanto di vermouth dry, e succo d'arancia. Viene servito in una coppetta da Martini senza guarnizioni. È un drink saporito e mediamente dolce.

Le storie sulla sua origine, come per altri cocktail creati durante il proibizionismo, sono diverse. Due fonti attribuiscono la creazione a Joseph S. Sormani, ristoratore del Bronx. Secondo Albert Stevens Crockett, storico del Waldorf-Astoria Hotel, l'inventore fu Johnnie Solon, un barman dell'hotel Manhattan. Il Bronx appare anche nel libro The World's Drinks And How To Mix Them di William "Cocktail" Boothby nel 1908, descritto come composto da un terzo di Plymouth gin, un terzo di Vermouth francese, un terzo di Vermouth italiano, insaporito con due spruzzate di Orange Bitter, circa un cucchiaino da bar di succo d'arancia e una scorza d'arancia decorativa.

Il Pink Lady: Dolcezza e Confusione d'Origini

Il Pink Lady è una variante del famoso White Lady. La sua preparazione è semplice: 2/3 di gin, 1/3 di sciroppo di granatina, un albume e succo di limone. Va shakerato a lungo e versato in una coppetta da Martini, decorato con la scorza di limone o una ciliegia candita.

Le origini del Pink Lady sono piuttosto confuse. Durante il proibizionismo, era popolare al Southern Yacht Club di New Orleans con il nome di Pink Shimmy. Solo più tardi, nel 1930, iniziò ad acquisire un'immagine più "femminile" e "girly", grazie al suo nome e al sapore dolce. Si dice anche che sia stato dedicato alla stella di Hollywood Jayne Mansfield, che lo beveva prima di ogni pasto.

Ada Coleman: La Rivoluzionaria del Savoy

A Londra, circa 120 anni fa, le donne occupavano ruoli marginali nei bar. Nonostante ciò, Ada Coleman emerse come una figura rivoluzionaria, prima head bartender dell'American Bar del Savoy Hotel nel 1903. Figlia di uno steward, iniziò lavorando nel negozio di fiori dell'hotel Claridge, per poi passare al bar, dove imparò l'arte della miscelazione grazie al sommelier Fisher.

La sua presenza trasformò il Savoy in un'icona della miscelazione. Il suo bancone era frequentato da personalità di spicco come Mark Twain, Marlene Dietrich, Charlie Chaplin e il Principe di Galles. Dopo 23 anni di servizio, con la chiusura del Savoy per rinnovo, Ada fu rimpiazzata da Harry Craddock.

L'Hanky Panky: Un Esperimento Magico

Tra i clienti dell'American Bar del Savoy vi era l'attore Charles Hawtrey, che un giorno chiese ad Ada un cocktail rinvigorente. Ada preparò una variante del Manhattan, sostituendo il whiskey con il gin e aggiungendo Fernet Branca. Hawtrey esclamò: "Per Giove, questo è il vero Hanky Panky!", con l'espressione che indicava un esperimento di magia, un drink perfetto.

L'Hanky-Panky, con il suo secolo di storia, è considerato un cocktail estremamente moderno, grazie all'equilibrio tra vermouth e gin, e alla nota distintiva del Fernet. La storia della sua creazione si inserisce perfettamente in un immaginario cinematografico, con Ada Coleman che creò per Hawtrey, un noto esperto di cocktail, una bevanda potente e saporita. Dopo diverse prove, la sua nuova creazione lasciò l'attore sbalordito.

La ricetta prevede:

  • 4/10 Gin
  • 3/10 Vermouth Rosso
  • 3/10 Fernet Branca
  • 2 bar spoon Fernet

Tutti gli ingredienti vengono versati in uno shaker riempito di ghiaccio fino all'orlo e shakerati fino a che non diventa ghiacciato, oppure uniti in un mixing glass con abbondante ghiaccio.

Ingredients for Hanky Panky cocktail

Cocktail per Celebrare la Femminilità

La figura femminile è spesso celebrata attraverso creazioni che ne esaltano le qualità. Come diceva Audrey Hepburn: "Se gli uomini fossero belli e intelligenti si chiamerebbero donne". In onore della Festa della Donna, vengono proposte ricette di cocktail pensate per soddisfare i gusti femminili.

Flower Power: Un Omaggio all'Eclettismo Femminile

Il cocktail "Flower Power" è stato studiato per rendere omaggio all'eclettico temperamento femminile, un vero e proprio "dono" per l'8 marzo, evocando la delicatezza di un fiore come la mimosa, simbolo della festa.

Red Eva: Forza e Decisione

Eva, la prima donna della storia, simboleggia sia la forza che la debolezza. Il cocktail "Red Eva" è pensato per chi desidera un drink deciso, anche nel suo colore rosso, omaggiando questa figura forte e sicura di sé.

Madonna: Risolutezza e Autonomia

Ispirato all'immagine di Madonna nel video di "Like a virgin", questo drink celebra la donna femminile ma risoluta, che decide autonomamente chi e cosa essere. Perfetto per un aperitivo che celebra la festa di tutte le donne.

Sanset: Passione e Tramonto

Il "Sanset" è un cocktail leggermente alcolico, caratterizzato dal colore rosso, simbolo di passione, amore e amicizia. Ispirato al colore del cuore e alle calde tonalità del tramonto, è ideale per un aperitivo organizzato in giardino o in terrazza, soprattutto durante la stagione estiva.

La Storia del Cocktail e l'Evoluzione del Ruolo Femminile

Un cocktail, per definizione, è una miscela di due o più ingredienti, di cui almeno uno alcolico. L'origine della parola è incerta: alcuni la fanno derivare da "cock ale" (una birra inglese imbottigliata con un gallo bollito), altri da "cocktailed horses" (cavalli con la coda mozzata, a indicare bevande diluite).

Bevande leggere e cocktail esistevano da secoli, come i punch introdotti nel Regno Unito nel Seicento dall'India. In Italia, l'aperitivo, una bevanda che "apre" l'appetito, si diffuse grazie all'invenzione del vermut a Torino nel 1786. La vera consacrazione dei cocktail arrivò con la "Bartender's Guide" di Jerry Thomas nel 1862, anche se il rito sociale del "cocktail party" si consolidò più tardi. La prima cronaca di un cocktail party risale all'aprile 1917.

La nascita dei cocktail e la diffusione degli aperitivi sono legate a due tendenze contrapposte: il movimento proibizionista, che ridusse i luoghi pubblici di consumo alcolico spingendo verso il consumo domestico, e la nascita del femminismo e dei movimenti di emancipazione femminile. Tra il 1880 e i primi anni Venti, le donne iniziarono a emanciparsi dalle rigide regole vittoriane. Nuovi elettrodomestici ridussero il lavoro domestico, favorendo ricevimenti più informali con bevande leggere e stuzzichini.

Southside Fizz cocktail history

Lo stile di socializzazione divenne più casual, con uomini e donne che interagivano liberamente. Sebbene le "New Women" apprezzassero i nuovi cocktail, la società le guardava con sospetto. Le aziende tentarono di cambiare questa percezione con il marketing, come nel caso di Heublein's nel 1897, che si rivolse direttamente alle donne presentando i propri alcolici.

La svolta arrivò con il cocktail party di Clara Bell Walsh, che trasformò questi eventi informali in appuntamenti chic e alla moda. Nata nel 1884, Walsh divenne milionaria e indipendente, e i suoi cocktail party divennero una moda della buona società, rendendola una celebrità a St. Louis.

Solo tre anni dopo, nel 1920, entrò in vigore il proibizionismo negli Stati Uniti. Nonostante i rischi e il potere delle organizzazioni criminali, il consumo di alcol continuò, specialmente tra le donne più libere ed emancipate, le cosiddette "flapper". Queste donne erano spesso contrarie al proibizionismo, dotate di libertà di pensiero e attive in movimenti come quello per il diritto di voto.

Nel Regno Unito, il primo cocktail party fu organizzato dal pittore Christopher Nevinson nel 1927, ma la diffusione del rito è in gran parte attribuita ad Alec Waugh, che nel 1970 scrisse un articolo su Esquire rivendicando la paternità dell'invenzione.

Vintage illustration of a 1920s cocktail party

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