Sannio Beneventano: Un Tesoro Enoico in Piena Rinascita

La nostra percezione dei vini campani è spesso limitata e riduttiva. Al di fuori della regione, l'immaginario collettivo tende a focalizzarsi sui vini Taurasi, noti per la loro nobile statura tannica, la longevità e una certa rusticità, e sulle vibranti acidità del Fiano di Avellino e del Greco di Tufo. Questi vini, quasi invariabilmente, vengono degustati in gioventù, senza concedere loro il tempo necessario a "sprigionare" tutto il loro potenziale. Una parziale eccezione è rappresentata da alcune Falanghine, spesso relegate al ruolo di semplici vettori di frutto. Questa limitatezza di vedute è emersa con chiarezza durante un recente viaggio nel Sannio, una terra ricca di storia e potenziale enologico inesplorato.

Paesaggio collinare del Sannio Beneventano

Il Sannio: Cuore Produttivo della Campania

La provincia di Benevento, con un distacco significativo, emerge come la principale area di produzione vinicola della Campania, rappresentando ben il 65% dei vini a Denominazione di Origine Protetta (DOP) della regione. Abbandonando l'hinterland napoletano, caratterizzato da una lunga teoria di centri commerciali e piccole fabbriche, il paesaggio agricolo si trasforma radicalmente. La coltivazione della vite diventa dominante, i campi ordinati riflettono una cura estetica e un profondo orgoglio per il lavoro contadino. Da questi belvedere, si gode una visuale aperta che abbraccia i picchi irpini da un lato e, in lontananza, il profilo inconfondibile del Vesuvio dall'altro. È facile intuire come questi luoghi beneficino di una consistente ventilazione e di un salutare gradiente termico giorno-notte, fattori cruciali per la maturazione delle bucce e, di conseguenza, per la qualità del vino.

Torrecuso e il Genius Loci dell'Aglianico

Addentrandoci verso il piccolo borgo di Torrecuso, ci troviamo nel cuore di una denominazione che un tempo era frammentata in diverse entità, con disciplinari distinti, spesso giustificati più dall'orgoglio campanilistico che da reali differenze organolettiche. Tra i vitigni a bacca rossa, è l'Aglianico a incarnare il "genius loci", il carattere distintivo del territorio. Questo vitigno si esprime al meglio nelle cuvée destinate a lunghe evoluzioni, trovando la sua massima espressione sul massiccio del Taburno, dove ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di DOCG, esteso anche alla versione rosata. Accanto all'Aglianico, troviamo la ruspante immediatezza fruttata del Piedirosso, oltre a diverse cultivar locali che meritano un'attenzione particolare.

Nonostante la vocazione del territorio, la tradizione millenaria e la presenza di vitigni di comprovato interesse, la fama del comprensorio sannita non è ancora commisurata ai suoi numeri produttivi. Il disciplinare della DOP, in parte, contribuisce a questa situazione, contemplando una vasta gamma di tipologie di vini fermi e spumanti, inclusi il Novello e i Rosati, ottenibili con pressoché ogni vitigno coltivato nell'areale beneventano. Questa ampiezza normativa, se da un lato favorisce la versatilità, dall'altro rischia di diluire l'identità territoriale e di rendere più ardua la distinzione dei vini di alta qualità.

L' Aglianico: Il Barolo del Sud

Enzo Rillo e l'Ambizione di "Alzare l'Asticella"

Enzo Rillo, imprenditore locale la cui fortuna è legata alla produzione di materiali per costruzioni stradali, ha scelto di reinvestire i profitti nella sua terra natale, delegando la gestione aziendale alla moglie Daniela Di Maria. L'azienda, che oggi vanta oltre 60 ettari vitati disposti tra i 350 e i 550 metri sul livello del mare, persegue un ambizioso obiettivo: elevare la reputazione del comprensorio, superando la fama di produttore di massa di vini gradevoli ma generici, per creare espressioni che, grazie a una qualità superiore, possano definirsi pienamente territoriali. Quattro vini rappresentano le scommesse di questa visione.

Donna Daniela 2020: Un Bianco Inaspettato

Il Donna Daniela 2020 è un vino bianco fermo frutto di un uvaggio audace: Aglianico vinificato in bianco, Fiano e una piccola percentuale di Falanghina. Le uve vengono pressate senza diraspatura e la fermentazione avviene a basse temperature, non superando i 15°C, con un basso contenuto di solforosa libera. Questo approccio preserva l'integrità dei profumi di zagara, frutto tropicale (mango), sapone di Marsiglia, con un accenno balsamico e minerale.

Tremièn: L'Eleganza del Metodo Classico

Il Tremièn, il cui nome deriva dal verbo dialettale "tramiare" (ascoltare), è un Metodo Classico Pas Dosé a base di Aglianico (vinificato in bianco), Fiano e Falanghina. Ha trascorso 18 mesi sui lieviti ed è stato sboccato sei mesi prima dell'assaggio. Alla vista, presenta una bolla fine che si conferma al palato. Il naso è vivace e sequenziale, offrendo sentori di burro di arachidi e nocciola, fragranza di giglio e biancospino, con un tono vegetale rinfrescante. Il palato è accarezzato da una piacevole acidità e una mousse vellutata. Si espande con note di agrumi maturi (mandarino) e ritorni floreali e vegetali, dimostrando un equilibrio magnifico ed eleganza, seppur con una lieve mancanza di articolazione aromatica.

Ussiè: Un Rosé Sperimentale

L'Ussiè, il cui nome deriva da un altro termine dialettale che significa "sentire", è un altro Metodo Classico Pas Dosé, ottenuto da un uvaggio di Aglianico (ancora in bianco) e Fiano. Destinato ad essere un Rosé, nelle prime prove di spumantizzazione il colore è precipitato, risultando in un vin gris. Le bollicine, visivamente più grandi rispetto al Tremièn, tendono a diventare più fini nel bicchiere. Il naso, di media intensità, oscilla tra piccoli frutti rossi (fragoline di bosco, ribes) e fiori bianchi, con una nota di sapone di Marsiglia, un tempo definito "linimento". Il sorso ha volume e si distingue per una spiccata acidità, mentre la mousse, più che pizzicare, accarezza il palato. Aromaticamente, la bocca è ancora riservata sul frutto, salvo nel finale con richiami vegetali, ma non difetta di sapidità.

Bareglià 2020: L'Estroversione dell'Aglianico Rosso

Infine, il Bareglià 2020, il cui etimo ricorda la presenza di Barbera e Aglianico nell'uvaggio, rappresenta la declinazione in rosso. È accompagnato dall'immediatezza fruttata del Piedirosso e da un saldo di Camaiola, una cultivar locale proveniente dalla vendemmia 2018. Questo vitigno si distingue per un carattere aromatico "divertente", ricordando al naso una Lacrima di Morro e al palato un Ruché. Il vino si presenta con un tono luminoso e giovanile. L'olfatto, inizialmente introverso, si apre su note speziate pepate e varietali dell'Aglianico, riconoscimenti balsamici, frutta rossa fragrante, cacao e mora in confettura, con un legno magnificamente integrato. Il clone di Aglianico locale è meno austero di quello irpino, mostrando una notevole estroversione aromatica in sinergia con gli altri componenti dell'uvaggio. Il palato, con i suoi 15° alcolici ben portati, è saporito, profondo, con una bella presa tannica ma avvolgente. L'impatto fruttato è ampio, con un ritorno finale di olive in salamoia che evoca memorabili esperienze con il vitigno principe della Campania.

Etichetta del vino Bareglià

Le etichette della linea Premium di Enzo Rillo riportano brevi poesie, ispirate da un tenero amore per la propria terra. Questi versi narrano di un sogno che, grazie a un grande impegno organizzativo, sta diventando realtà. L'azienda dispone già di una moderna tenuta, ideale per accogliere grandi gruppi e organizzare cerimonie, sfruttando la sua posizione panoramica con vista su un paesaggio verde e collinare, incorniciato dalle montagne.

La Masseria Di Maria: Tradizione e Innovazione Familiare

La Masseria Di Maria, situata a Cautano, un piccolo paese in provincia di Benevento, appartiene alla famiglia Caporaso, che vanta oltre un secolo di esperienza nella viticoltura. I vigneti si estendono tra il Monte Taburno e le vallate beneventane, all'interno del Parco regionale del Taburno, beneficiando di una ricca fauna e di terreni calcarei che favoriscono il sapore corposo delle uve. L'offerta dell'azienda è variegata, con vini saldamente legati al territorio e certificazioni IGP, DOP e DOCG, tra cui spiccano Aglianico, Falanghina, Greco e Coda di Volpe Bianca.

Terre Stregate: L'Arte e la Tradizione della Famiglia Iacobucci

La famiglia Iacobucci, orgogliosa della storia, dell'arte e delle antiche tradizioni della propria regione, gestisce la propria azienda sulle colline del Sannio Beneventano. Il loro agriturismo, situato nel pittoresco comune di Guardia Sanframondi, nella Valle Telesina, coniuga un ambiente rustico con interni eleganti. Il bisnonno aveva già intrapreso la produzione vinicola, ma dopo due generazioni focalizzate sulla produzione di olio d'oliva, Maria, Armando e il figlio Carlo Iacobucci hanno ripreso la produzione di vini pregiati a partire dall'annata 2004, facendone il loro obiettivo principale.

Vigneti terrazzati nel Sannio

Vini di Guardia Sanframondi: Espressioni del Territorio

  • "Svelato" Falanghina del Sannio DOP 2024/2025: Come suggerisce il nome, questo vino bianco è aperto e diretto. È un bestseller che unisce eleganza e leggerezza, interpretando brillantemente l'uva Falanghina. L'annata 2024, caratterizzata da giornate di sole e notti fresche, ha conferito una vivace freschezza e chiarezza aromatica. Si presenta con un colore giallo paglierino chiaro con riflessi argentati, un bouquet di agrumi gialli, pesca gialla matura, fiori di sambuco bianco e salvia, completato da sottili toni minerali. Al palato è succoso e concentrato, con acidità lineare, frutto fine e un finale delicato e salato, lungo e asciutto. Riceve punteggi elevati da critici come Doctor Wine (93 punti).

  • "Aurora" Greco del Sannio DOP 2025: Coltivato su colline argillo-calcaree ai piedi dei monti del Matese, il Greco, uno dei vitigni più antichi dell'Italia meridionale, viene vinificato in acciaio per preservarne freschezza e integrità. Il vino presenta un colore giallo paglierino con riflessi verdi, intense note floreali, scorza di agrumi, pera, pesca bianca e un leggero sentore di erbe selvatiche. Al palato è rinfrescante, con un'acidità vivace e un finale minerale che ne rivela l'origine. È un vino preciso, onesto e non complicato, apprezzato da SUPERIORE.DE.

  • "Genius Loci" Fiano del Sannio DOP 2025: Il nome evoca lo spirito del luogo, e le vigne di Fiano della famiglia Iacobucci, sui pendii argillo-calcarei di Guardia Sanframondi, mantengono la promessa. Questa interpretazione territoriale del Fiano, un vitigno che definisce la Campania, viene affinata in acciaio sulle fecce fini, senza intervento del legno. Il colore è giallo oro pallido, con aromi di pesca matura, vaniglia, mandorla, nocciola e una sottile nota salina sul finale. Più pieno dell'"Aurora", presenta una struttura glicerica che riscalda il sorso, risultando fresco e rotondo allo stesso tempo, come sottolineato da SUPERIORE.DE.

  • "Svelato" Falanghina del Sannio DOP 2025: Questo vino, la Falanghina più rinomata del Sannio, porta il nome della leggendaria Guardia Sanframondi, "terra stregata" e patria delle streghe di Benevento. Raccolta a mano, con pressatura a grappolo intero e affinamento in acciaio sulle fecce fini, "Svelato" è diventato un vero ambasciatore. L'annata 2024 ha ricevuto 93 punti da Doctor Wine. Il vino si presenta con un colore giallo paglierino chiaro con riflessi argentati, note di agrumi gialli, pesca gialla matura, fiori di sambuco bianco e salvia, con un sottile tono minerale. Al palato è succoso e concentrato, con acidità lineare, frutto fine e un finale delicato e salato.

Oli Extra Vergine di Oliva Terre Stregate

Oltre ai vini, la famiglia Iacobucci produce oli extra vergine di oliva di alta qualità:

  • "Classico" Olio Extra Vergine di Oliva 2025: Ottenuto da varietà autoctone beneventane come Ortice, Ortolana e Racioppella, questo olio si distingue per la rapidità e la cura nella lavorazione. Le olive vengono raccolte a mano e spremute a freddo entro 24 ore, senza aggiunta di acqua, con un processo integrale. Solo decantazione periodica, senza filtrazione, preserva la struttura naturale dell'olio. L'acidità è inferiore allo 0,5%.

  • "Primo Fiore" Olio Extra Vergine di Oliva 2025: Questo olio rappresenta il meglio che l'ulivo ha da offrire. Selezionato tra le migliori drupe delle antiche varietà del Sannio, viene raccolto a mano e lavorato con la massima cura. L'acidità è inferiore allo 0,2%, testimonianza di maturazione, artigianalità e velocità nel processo produttivo.

Il Simbolismo del Logo Terre Stregate

Il logo dell'azienda Terre Stregate racchiude tre elementi fondamentali: il sole, simbolo della dea Diana che dona luce e calore alle colline del Sannio; la luna, riferimento al culto di Iside, dea egizia custode dei vigneti; e l'occhio, che rappresenta Ecate, dea greca della magia, che invita all'attenzione per la terra, dono prezioso per l'umanità. Questo simbolismo riflette la profonda connessione dell'azienda con la terra, la storia e la spiritualità del territorio.

L'entusiasmo che anima realtà come quelle di Enzo Rillo e della famiglia Iacobucci è il motore che spinge il Sannio a osare, programmare e investire, con l'obiettivo di far emergere vini di grande spessore. Quando la qualità eccelsa sarà riconosciuta, i prezzi importanti non spaventeranno più, come già accade nei mercati più ricettivi, dove l'esclusività viene premiata. Il Sannio Beneventano, con la sua storia millenaria, i suoi vitigni autoctoni e la passione dei suoi produttori, è pronto a rivelarsi al mondo come una delle regioni vinicole più affascinanti e promettenti d'Italia.

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