Stinger: Il Cocktail Classico che Unisce Cognac e Menta

Lo Stinger è un cocktail che evoca un'eleganza senza tempo, un classico after-dinner che ha attraversato epoche e tendenze, mantenendo intatto il suo fascino. Nato alla fine del XIX secolo, ha conquistato il palato di generazioni, diventando un simbolo di raffinatezza, soprattutto durante il proibizionismo americano e nei decenni successivi. Nonostante la sua lunga storia, le origini precise della sua invenzione rimangono avvolte nel mistero, senza legami specifici con un bar o un barman particolare. Tuttavia, la sua popolarità è innegabile, specialmente nell'America degli anni '20 e '30, dove lo Stinger divenne una presenza fissa nei bar clandestini, i cosiddetti "speakeasy".

Una bottiglia di Cognac e una di Crème de Menthe bianca

La Crema di Menta Bianca: Cuore Rinfrescante del Cocktail

Il segreto dell'aroma e della morbidezza dello Stinger risiede nella crema di menta bianca, o "crème de menthe". Questo liquore di origine francese, dal colore trasparente, è ottenuto dalla distillazione delle foglie di menta, in particolare della varietà menta piperita. Il risultato è un distillato incolore, con un profumo intenso di menta e un sapore caratteristico, rinfrescante e decisamente pronunciato.

La produzione della crema di menta bianca coinvolge, oltre alla menta, l'alcool e lo zucchero semolato, che conferiscono al liquore il suo profilo dolce e aromatico. In commercio esiste anche una variante verde, che presenta un sapore molto simile e può essere considerata quasi intercambiabile nelle ricette.

La crema di menta bianca è un liquore ad elevato tasso alcolico, che si aggira intorno al 24%. Per ogni 100 ml di prodotto, il suo contenuto calorico è di circa 370 calorie, dovuto principalmente alla presenza di alcool, zuccheri, grassi, carboidrati, acqua e sodio.

Foglie di menta piperita fresca

Benefici e Consumo Consapevole della Crema di Menta Bianca

Come suggerisce il nome, l'ingrediente protagonista di questo liquore è la menta, che ne eredita alcune delle sue proprietà benefiche, in particolare il potere rinfrescante. Per questo motivo, la crema di menta bianca è spesso consumata durante i periodi più caldi dell'anno. Inoltre, le sue proprietà digestive la rendono una scelta gradita soprattutto dopo pasti abbondanti, fungendo da ottimo digestivo.

Tuttavia, è fondamentale ricordare che, come per tutte le bevande alcoliche ad alta gradazione, il consumo di crema di menta bianca deve essere ponderato e consapevole. Un abuso può portare a conseguenze spiacevoli, quali mal di stomaco, nausea, mal di testa, vomito, spossatezza, rallentamento dei riflessi e scarsa lucidità mentale.

Lo Stinger: Un Cocktail After Dinner Elegante e Semplice

Lo Stinger si inserisce perfettamente nella categoria dei cocktail after dinner, caratterizzati da un profilo cremoso e a base di liquore. Con i suoi tre ingredienti in parti uguali, rappresenta un omaggio alla semplicità delle combinazioni classiche. L'abbinamento tra liquore alla menta e latticini (in alcune varianti moderne) crea un sorso da dessert, mentre l'aggiunta di un tocco più brillante, come il rum bianco in alcune interpretazioni, ne esalta la complessità.

Al palato, la crème de menthe offre una dolcezza fresca e rinfrescante che si percepisce fin dal primo sorso. Quando viene abbinata a ingredienti cremosi, come la panna, la dolcezza si ammorbidisce, dando vita a una sensazione liscia e vellutata. In questo contesto, la menta si trasforma da una nota erbacea pungente a qualcosa di più simile a una confettura, rendendo il cocktail confortante e ideale come dessert liquido.

Chi pensa che dopo cena si possano bere solo amari, liquori come il limoncello o distillati in purezza, o drink eccessivamente dolci, potrebbe ricredersi. Esiste una vasta gamma di cocktail perfetti per concludere la serata, che valorizzano il distillato di base senza risultare né troppo dolci né eccessivamente cremosi. Pensiamo, ad esempio, al God Father, al Black Russian, al French Connection e, naturalmente, allo Stinger. Questi cocktail, composti spesso da soli due ingredienti, offrono un'alternativa sofisticata e meno impegnativa.

Un bicchiere di Stinger cocktail appena preparato

Lo Stinger, in particolare, è un drink a base di Brandy o Cognac, arricchito da una fresca, ma non invadente, nota di menta. È la scelta ideale se si desidera un after dinner che "pulisca la bocca" e lasci una sensazione di freschezza. Tuttavia, è importante prestare attenzione al suo tenore alcolico. Non contenendo succhi di frutta, ma solo ingredienti alcolici, anche con la dovuta diluizione, lo Stinger rimane un drink potente.

Storia e Evoluzione dello Stinger

La storia dei cocktail è spesso un intreccio di dicerie, leggende e fatti documentati. Per quanto riguarda lo Stinger, una teoria diffusa narra che fosse molto consumato durante il proibizionismo perché l'aroma di menta mascherava l'odore dell'alcol in bocca, utile in caso di controlli. Tuttavia, questa ipotesi, pur suggestiva, manca di fonti attendibili e viene spesso riportata senza citare prove storiche concrete. Fino a quando non emergeranno fonti più solide, questa rimane una speculazione.

Fonti più affidabili, come quelle riportate da David Wondrich, uno dei più grandi storici della miscelazione, suggeriscono un'altra origine. Wondrich dedica spazio allo Stinger nel suo libro "Imbibe!", attribuendo la sua invenzione o, quantomeno, la sua popolarizzazione a Reginald Vanderbilt, padre della celebre stilista Gloria Vanderbilt.

È importante notare che la combinazione di Brandy e Crema di Menta non era una novità assoluta. Già in diversi libri di ricette dell'Ottocento e inizio Novecento compaiono drink che mescolano questi due ingredienti. Un esempio significativo si trova in "The Flowing Bowl" di William Schmidt (1892), dove vengono presentate due ricette molto simili allo Stinger: una con Brandy, Crema di Menta e sciroppo di zucchero, l'altra con Brandy, Crema di Menta e Bitters.

Cocktail classici come li bevono i bartender con Nono, Leuci, Quagliarini e Dorelli

Per trovare la prima menzione documentata del drink con il nome "Stinger", bisogna attendere il 1913. Come riportato da Lucio Tucci, sia un articolo del "The Washington Herald" che il manuale "Straub’s Manual of Mixed Drinks" del 1913 citano la miscela di Brandy e Crema di Menta sotto il nome di Stinger.

Un'altra menzione a stampa risale al 1908, nel ricettario "The World’s Drinks and How to Mix Them" di William Boothby. In questa versione, la ricetta sembra più vicina a un Pousse Café, una tipologia di drink creata stratificando ingredienti in un bicchiere da sherry. Boothby utilizza crema di cacao e crema di menta in parti uguali, senza miscelarli.

Parallelamente, si sviluppa la storia del cocktail Grasshopper. Alcune narrazioni collocano la sua preparazione miscelata a New Orleans, presso il Tujague’s, un ristorante aperto nel 1856 da immigrati francesi. Si dice che il drink sia stato miscelato sotto la direzione di Philibert Guichet, prima del 1919, anno in cui il Grasshopper ottenne un buon piazzamento in una competizione per barman a New York. Il Grasshopper godette di una discreta popolarità prima e dopo il Proibizionismo, ma la sua fama diminuì intorno agli anni '40. Negli anni '50, il drink conobbe una rinascita grazie all'aggiunta di un ingrediente inedito: la panna.

Poco prima, nel 1930, "The Savoy Cocktail Book" di Harry Craddock presenta l'"Alexander's Sister", un drink che potrebbe essere considerato un anello di congiunzione tra il Grasshopper e il Brandy Alexander. Realizzato con gin, panna e crema di menta in parti uguali, questo cocktail dolce, rinfrescante e cremoso unisce le note digestive della menta a quelle del cacao, con un impatto in bocca reso meno aggressivo dall'abbassamento del tenore alcolico dovuto alla sostituzione del brandy con il liquore.

La Ricetta dello Stinger: Ingredienti e Preparazione

Ecco la ricetta classica dello Stinger:

Ingredienti:

  • 50 ml di Brandy o Cognac
  • 20 ml di Crema di menta bianca

Strumentazione:

  • Coppetta da cocktail
  • Mixing glass (se si utilizza la tecnica "stir")
  • Shaker (se si preferisce la tecnica "shake")
  • Jigger (misurino)
  • Bar spoon (cucchiaio da bar)
  • Strainer (colino da bar)
  • Colino a maglie fini
  • Paletta per il ghiaccio

Tecnica Stir (Miscelato):

  1. Raffredda il mixing glass riempiendolo di ghiaccio.
  2. Scola il ghiaccio dal mixing glass.
  3. Versa tutti gli ingredienti (Brandy/Cognac e Crema di menta bianca) nel mixing glass.
  4. Aggiungi nuovamente ghiaccio nel mixing glass.
  5. Miscela con il bar spoon con movimenti circolari lenti e fluidi ("stir") fino a raggiungere la diluizione e il raffreddamento desiderati.
  6. Filtra il cocktail nella coppetta da cocktail precedentemente raffreddata, utilizzando lo strainer e, se necessario, il colino a maglie fini per eliminare eventuali frammenti di ghiaccio.

Tecnica Shake (Shakerato):

  1. Versa tutti gli ingredienti (Brandy/Cognac e Crema di menta bianca) nello shaker.
  2. Aggiungi ghiaccio nello shaker.
  3. Shakera energicamente per circa 10-15 secondi, fino a quando lo shaker non diventa ben freddo.
  4. Filtra il cocktail nella coppetta da cocktail precedentemente raffreddata, utilizzando il doppio filtro (strainer e colino a maglie fini) per garantire una consistenza liscia e priva di ghiaccio.

Strumenti del bartender: shaker, mixing glass, jigger, strainer

Tenore Alcolico e Percezione del Gusto

Lo Stinger, dopo la diluizione ottenuta con la preparazione, presenta un tenore alcolico che si aggira intorno al 20-21% vol. Nonostante ciò, durante la degustazione, viene percepito come un cocktail dalla gradazione alcolica elevata, data l'assenza di ingredienti non alcolici come succhi o sciroppi che ne edulcorino la potenza. In termini di contenuto alcolico in grammi, il corpo assumerà circa 20 grammi di alcol dopo aver bevuto uno Stinger.

Approfondimenti: Stir vs. Shake

La scelta tra la tecnica "stir" e "shake" per la preparazione dello Stinger può influenzare significativamente il risultato finale.

  • Tecnica Shake: Se si opta per lo shaker, si otterrà un drink più freddo, più diluito e con una maggiore espressione della crema di menta. L'aria che entra nel drink durante lo shakeraggio donerà una texture leggermente diversa, più ariosa, che si apprezzerà soprattutto se il cocktail viene consumato rapidamente dopo la preparazione. Tuttavia, non aspettatevi una schiuma simile a quella di un "sour".
  • Tecnica Stir: La preparazione con il mixing glass produrrà un drink meno diluito ma anche meno freddo. In questo caso, il Brandy o il Cognac verranno esaltati maggiormente, offrendo un profilo aromatico più incentrato sul distillato di base.

Non esiste un modo universalmente "corretto" di preparare lo Stinger. La scelta tra le due tecniche dipende dalle preferenze personali. L'invito è quello di provarlo con entrambi i metodi per scoprire quale si allinea meglio al proprio gusto.

Per chi desidera esplorare ulteriormente, esiste anche l'"Improved Stinger", una variante proposta da Mirco, un collaboratore esperto nel campo della miscelazione.

Lo Stinger rappresenta un'ottima opzione per chi cerca un cocktail equilibrato, elegante e con una storia affascinante, perfetto per concludere una cena o per un momento di relax. La sua semplicità di preparazione, unita alla complessità dei suoi sapori, lo rende un classico intramontabile nel mondo della mixology.

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