Campo Scout Prosecco: Tra Memoria, Accoglienza e Sfide Attuali

L'area di Campo Sacro, situata a Prosecco, rappresenta un luogo di profonda significatività per la città di Trieste, intrecciando storie di memoria, iniziative scout e, più recentemente, dibattiti sull'accoglienza dei migranti. Questo sito, che ospita l'Ostello Alpe Adria e un piccolo museo della memoria, è stato teatro di eventi che spaziano dalle celebrazioni scout alla gestione di emergenze umanitarie, sollevando questioni complesse e delicate.

La Festa Scout e la Celebrazione di un Anniversario

Ogni anno, l'associazione Amis-Amici delle iniziative scout organizza una festa per celebrare il patrono San Giorgio, un appuntamento che si trasforma in un'occasione conviviale all'aria aperta, aperta a tutta la cittadinanza. Questo evento non è solo un momento di svago e aggregazione, ma anche un'opportunità per approfondire la conoscenza di un sito storico e delle persone che lo hanno animato. La festa, che si svolge presso l'Ostello Alpe Adria a Prosecco 381, località Campo Sacro, include attività come una grigliata organizzata dai "Rover", una tradizionale gara di torte e un "angolo della solidarietà" con la vendita di libri usati e dischi in vinile.

persone che partecipano a una festa scout all'aperto

Un momento particolarmente significativo di questo raduno è il "quadrato finale", che vede la premiazione delle "Pattuglie" e delle "Mute" vincitrici del concorso "San Giorgio", seguito dal rinnovo della promessa scout per giovani e adulti. Quest'anno, la festa assume un'importanza ancora maggiore, poiché coincide con la celebrazione dei trent'anni dalla fondazione dell'Amis. L'atto costitutivo, formalmente firmato nel giugno del 1988, viene ricordato con la consegna di una medaglia-ricordo ai soci fondatori, testimoniando la longevità e l'impegno dell'associazione.

Il Museo della Memoria: Vivere il Passato di Campo Sacro

A partire dalle 12, i visitatori hanno la possibilità di esplorare il piccolo museo della memoria, un’area dedicata in particolare alle famiglie che hanno vissuto a Campo Sacro nel periodo successivo all’esodo post-bellico. Il museo espone documenti topografici, fotografie e oggetti di uso comune che coprono un arco temporale dagli anni '40 agli anni '80. Le sale del museo sono intitolate ad Armando Rossi, storico custode del campo, e a sua moglie Antonietta, in riconoscimento del loro grande impegno nella cura e nella crescita dell'area.

Le costruzioni che oggi ospitano l'ostello risalgono al 1945. Inizialmente, gli Alleati le individuarono come una base di sorveglianza strategica. Tuttavia, a partire dal 1947, queste abitazioni furono destinate all'accoglienza di circa 300 profughi provenienti dall'Istria e dalla Dalmazia, trasformando il sito in un vero e proprio villaggio. Questa parte della storia di Campo Sacro getta luce sulle complesse dinamiche migratorie e sulle sfide dell'accoglienza che hanno caratterizzato il dopoguerra italiano.

L'Ostello Alpe Adria: Da Base Strategica a Centro di Accoglienza

L'Ostello Alpe Adria, situato nell'area di Campo Sacro, ha attraversato diverse trasformazioni nel corso della sua storia. Costruito nel 1945, inizialmente servì come base di sorveglianza per gli Alleati. Successivamente, dal 1947, trovò una nuova vocazione nell'accogliere profughi istriani e dalmati, diventando un villaggio per circa 300 persone.

vista esterna di un ostello con campo circostante

Questa funzione di accoglienza è proseguita nel tempo, anche se con modalità differenti. L'ostello è stato dato in concessione all'organizzazione di volontariato Amici delle Iniziative Scout (Amis Odv) nel 2005 per nove anni, con proroghe fino al 2022. Nel 2020, l'ex campo profughi fu destinato a struttura straordinaria per la gestione dell'isolamento fiduciario dei migranti durante la pandemia da Covid-19, trasformandosi in un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS).

Campo Sacro e la Questione Migratoria: Un Dibattito Complesso

La destinazione dell'Ostello Alpe Adria di Campo Sacro come potenziale centro di accoglienza per migranti ha acceso un acceso dibattito, sollevando interrogativi sulla gestione dell'emergenza e sulle alternative possibili.

La decisione di considerare Campo Sacro per l'accoglienza dei migranti, in particolare quelli provenienti dal Silos, è emersa in un contesto di crescente pressione mediatica e istituzionale. L'avvicinarsi di importanti eventi in città, come la laurea honoris causa al Presidente Mattarella, il G7 dei Ministri dell'Istruzione e la visita del Papa, sembra aver agito da catalizzatore per una maggiore attenzione alla questione. Il sindaco Dipiazza, inizialmente restio, ha valutato la possibilità di un'ordinanza di sgombero del Silos e la concessione di Campo Sacro per attrezzarlo all'accoglienza.

Tuttavia, questa prospettiva ha suscitato dubbi e perplessità. Da un lato, gli scout, attuali ospiti del sito, esprimono preoccupazione per la sottrazione di un'importante struttura di accoglienza ed educativa all'aperto per la provincia. Dall'altro, emergono obiezioni sulla fattibilità e sui tempi necessari per rendere Campo Sacro idoneo all'accoglienza, citando la necessità di interventi di sicurezza e di potenziamento, come l'illuminazione, che attualmente è quasi assente.

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La scelta di Campo Sacro è stata messa in discussione anche da figure autorevoli, che hanno proposto alternative. Tra queste, viene menzionata la struttura che ospitava il mercato di via Flavio Gioia, a due passi dal Silos, identificata in passato dallo stesso sindaco Dipiazza e considerata da molti una soluzione più rapida e adeguata, con minimi interventi di adeguamento.

La Prefettura ha inoltre ritenuto necessario ampliare la capienza di 98 posti prevista nell'agosto del 2023, tramite moduli provvisori per ulteriori alloggi e servizi. Tuttavia, è stato sottolineato che senza un potenziamento degli impianti fognari, l'aumento dei posti in uso non è pensabile. Questi lavori di manutenzione straordinaria, per un importo di 500mila euro, mirano a potenziare l'impianto fognario, aumentare la capienza e rifare la recinzione. Il servizio di collaudo strutturale è stato affidato all'ingegner Ugo Raldi, e il progetto esecutivo è in fase di conclusione, seguito da una gara d'appalto.

La questione ha visto anche la protesta di circa 80 residenti della zona, che nel corso dell'anno precedente avevano inviato una lettera alle autorità locali lamentando problemi di sicurezza e igienico-sanitari legati alla struttura di accoglienza. Si spera che il completamento dei lavori di potenziamento possa contribuire a migliorare la situazione.

Un evento significativo in questo contesto è stato l'incontro "Da Kabul a Campo Sacro: migrazioni, salute pubblica e integrazione", organizzato dall'associazione Donk Humanitarian Medicine odv. L'evento, tenutosi presso il Kulturni Dom a Contovello, ha avuto l'obiettivo di raccontare le esperienze dei medici e infermieri volontari che forniscono assistenza sanitaria gratuita a chi non ha accesso al Sistema Sanitario Nazionale, spesso persone che ricorrono al pronto soccorso intasando un sistema già saturo. L'incontro ha esplorato le patologie principali, le necessità e le domande che sorgono osservando il fenomeno migratorio.

La Riviera Barcolana: Un Altro Cantiere Aperto

Parallelamente alle vicende di Campo Sacro, la gestione della riviera barcolana, pesantemente danneggiata dalle mareggiate dello scorso autunno, è diventata un altro punto critico per l'amministrazione comunale. Nonostante mesi di inerzia, l'avvicinarsi della bella stagione ha visto un'accelerazione dei lavori, ma con il timore che questi possano non concludersi in tempo utile per la stagione estiva.

vista della riviera barcolana con cantieri

La situazione lungo i tre chilometri che separano la pineta di Barcola dal Bivio di Miramare appare variegata. Mentre la rimessa in pristino del porfido e i lavori in Pineta procedono, altre zone, come i Topolini, risultano completamente interdette alla pubblica fruizione, con tempi di riqualificazione che potrebbero estendersi per l'intera stagione estiva. L'area dall'ex California al Bivio presenta anch'essa danni significativi, con pietre sollevate e lavori in corso.

Gli operatori locali, pur riconoscendo l'impegno dell'assessore Babuder, esprimono scetticismo sulla possibilità di completare i lavori entro l'estate, data la mole di interventi necessari. Questo scenario alimenta la frustrazione dei cittadini, che vedono la riviera, uno dei luoghi più amati di Trieste, trasformarsi in un cantiere, a discapito del godimento della stagione estiva. Si sottolinea la mancanza di una programmazione tempestiva degli interventi, a differenza di quanto accaduto in comuni vicini, come Muggia.

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