Barbero: Dalle Colline del Roero all'Iconico Aperol, una Storia di Passione e Imprenditoria

La storia della famiglia Barbero è un affascinante intreccio di tradizione vitivinicola, spirito imprenditoriale e un legame profondo con la terra piemontese. Dalle umili origini di una piccola cascina nel Roero, l'azienda è cresciuta esponenzialmente, espandendo la propria influenza ben oltre i confini nazionali e arrivando a possedere marchi di fama mondiale, tra cui l'iconico Aperol. Questa narrazione non è solo la cronaca di un successo economico, ma anche il racconto di generazioni che hanno saputo tramandare passione, dedizione e una visione lungimirante.

Le Radici Familiari: Giorgio Barbero e la Nascita di un Sogno

Il legame personale con la terra e con la vite della famiglia Barbero, pur avendo un'origine recente per l'attuale generazione, affonda le sue radici in un'eredità familiare che vede Giorgio Barbero come il capostipite. L'azienda nasce a fine Ottocento in una piccola cascina situata in località San Grato di Valpone, una frazione di Canale. È qui che il bisnonno Giorgio dedicò la sua vita alla coltivazione e alla vinificazione dell'uva sui pendii delle colline di San Grato e Montorino.

Colline del Roero con vigneti

Gli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale furono particolarmente difficili, ma il sogno di Giorgio era quello di espandere la propria attività di vignaiolo per far conoscere i suoi vini alle persone che stavano tornando a una vita normale. Per raggiungere questo obiettivo, era necessaria una forza lavoro consistente, che all'epoca significava mettere al mondo un numero maggiore di figli, nella speranza che fossero maschi e in grado di occuparsi dei lavori fisicamente più pesanti. Così, Giorgio e sua moglie Virginia ebbero otto figli: cinque maschi e tre femmine. Questa scelta familiare portò la coppia a scendere dalla collina di San Grato per costruire una nuova e più grande cascina proprio dove la strada tra Canale e Asti avrebbe favorito la crescita dei loro commerci.

L'Evoluzione del Marchio: Da "Giorgio Barbero e Figli" al Gruppo Barbero

Ad inizio degli anni '40, l'azienda copriva già una vasta area di vendita. Il nonno Alfredo, ultimo degli otto figli, all'età di quattordici anni aveva già imparato a guidare il camion, trascorrendo molte ore a consegnare il prodotto. Questa passione, trasformata in lavoro, portò il bisnonno a fondare la "Giorgio Barbero e figli". L'azienda, nel tempo, ampliò il proprio mercato vinicolo non solo geograficamente, estendendosi sull'intero territorio nazionale, ma anche attraverso l'introduzione di nuovi prodotti come liquori, vermut e spumanti, venduti per la maggior parte sui mercati esteri.

Nei primi anni '90 del secolo scorso, questa crescita portò alla nascita del "Gruppo Barbero". Questo conglomerato comprendeva diverse realtà aziendali significative: le Cantine Sterzi di Verona, la Enrico Serafino di Canale, la produzione del Frangelico a Caracas e, in un'acquisizione di grande rilievo strategico, la Barbieri, produttrice dell'Aperol. Questa espansione dimostra una chiara volontà di diversificare il portafoglio prodotti e di penetrare mercati internazionali con marchi di alta qualità.

L'Acquisizione di Aperol e l'Impatto sul Mercato

L'acquisizione della Barbieri, e quindi del marchio Aperol, da parte del Gruppo Barbero segnò un punto di svolta significativo. Aperol, nato negli anni Trenta e divenuto celebre per la sua campagna pubblicitaria "Signora! L’Aperol mantiene la linea", aveva già una storia consolidata. Negli anni Cinquanta, dal tradizionale "Spritz Veneto" (vino bianco con seltz) nacque una nuova ricetta che avrebbe riscosso un successo internazionale senza precedenti: l'Aperol Spritz. Questa combinazione, ottenuta miscelando Prosecco, Aperol e seltz, ha legato indissolubilmente il nome di Aperol allo Spritz, trasformandolo in uno dei cocktail più bevuti al mondo.

Ingredienti per un Aperol Spritz

I successi di Aperol si moltiplicarono ulteriormente con l'avvento della televisione e del format pubblicitario "Carosello". La Società Campari, fondata a Milano da Gaspare Campari, aveva una lunga storia di innovazione e successo nel settore degli alcolici. Nel 1915 fu inaugurato il celebre Bar "Caffè Camparino" nella Galleria Vittorio Emanuele II. Davide Campari diede un impulso decisivo alla società, espandendo la produzione e concentrandosi su prodotti di successo come il "Bitter" e il "Cordial". Nel 1932 iniziò la produzione del "Campari Soda" e una campagna pubblicitaria molto efficace affidata ai manifesti di Fortunato Depero.

Nel 2003, il Gruppo Barbero, con il suo ampio portafoglio di "spirits" e "wines", tra cui spiccano marchi come Aperol, Aperol Soda, Mondoro e Barbieri, fu a sua volta acquisito dalla Campari SpA. Questa operazione, del valore di 150 milioni di euro, riguardò il 100% del capitale di Barbero 1891, precedentemente di proprietà del gruppo irlandese Cantrell & Cochrane. È importante notare che l'acquisizione da parte di Campari non comprese alcuni marchi di spumanti, tra cui Conte di Cavour e Frangelico. Successivamente, il Gruppo Gancia acquistò il marchio Conte di Cavour da Barbero 1891, rafforzando ulteriormente la propria posizione nel mercato degli spumanti.

La Nuova Generazione Barbero: Ritorno alle Origini, Sguardo al Futuro

Parallelamente alla storia del gruppo, si sviluppa la narrazione personale dell'attuale Giorgio Barbero. Dopo aver conseguito una laurea in Economia con indirizzo finanziario nel 2013, ha mosso i primi passi nel mondo del vino durante gli studi, lavorando nei periodi estivi in un'azienda vinicola a conduzione familiare a Canale. Questa esperienza gli ha permesso di apprendere i segreti della vinificazione, la gestione di magazzino e di entrare in contatto diretto con il prodotto finito. Ha anche avuto modo di relazionarsi con i clienti, in particolare quelli stranieri, che visitavano la cantina e tornavano a casa soddisfatti dopo aver conosciuto i vini del Roero.

Giorgio Barbero in vigna

L'influenza paterna, direttore commerciale per l'Italia del settore vini del gruppo Barbero per 35 anni, è stata fondamentale nel trasmettere a Giorgio la passione per il mondo enologico e della vendita. Nell'ottobre 2015, ha preso in gestione un vigneto di 3 ettari nel comune di Vezza d'Alba, in località Valmaggiore, nel cuore del Roero. Dopo un anno, soddisfatto dei risultati della vendemmia, ha lanciato la propria azienda. Da allora, ha continuato ad acquistare nuovi terreni sempre nel Roero, impiantando nuovi vigneti e pianificandone altri. La produzione del primo anno ha visto la nascita di quattro etichette: Langhe Favorita, Roero Arneis, Barbera d’Alba e Langhe Nebbiolo, vinificati esclusivamente in vasche d’acciaio per preservare integralmente i sentori autoctoni varietali.

Un Eredità Complessa: Tra Successi Industriali e Passioni Individuali

La famiglia Barbero ha lasciato un'impronta indelebile non solo nel settore vitivinicolo e degli spirits, ma anche nella cultura e nell'imprenditoria. Un esempio emblematico è la figura di Giorgio Barbero, l'industriale eccentrico, appassionato di caccia e con un profondo "mal d'Africa". Diciassette anni fa, in occasione di un furto nella sua villa di Pralormo, raccontava con orgoglio dei suoi cimeli di caccia: trent'anni di safari e 280 animali imbalsamati, che costituivano un museo privato unico al mondo.

Villa di Pralormo

Questa passione, non sempre condivisa dagli animalisti, gli aveva causato anche qualche grana con la giustizia, per aver impagliato specie protette in violazione della Convenzione di Washington. Tuttavia, in quattro ampi capannoni, aveva allestito meticolosamente le ambientazioni dei suoi trofei di caccia, riproducendo scenari di Asia, Africa, Polo, deserti, savana e abissi oceanici, con giraffe, squali, elefanti, leoni e orsi polari. Nel tempo, questo museo privato era diventato visitabile. Giorgio Barbero era anche un filantropo, avendo finanziato la realizzazione di varie scuole in Congo attraverso i padri missionari, credendo fermamente nell'importanza di offrire aiuto a chi vive in condizioni meno fortunate.

Con la sua morte, e senza figli, la sua villa a Pralormo è stata messa in vendita. Nonostante il prezzo stratosferico, sembra che nessuna istituzione piemontese abbia manifestato interesse ad acquisire questo patrimonio museale, suscitando interrogativi sull'inerzia della Regione Piemonte nel conservare questo tesoro. L'artista Giorgio Barbero, protagonista di mostre, è noto per le sue opere che esplorano paesaggi cosmici, galassie ai confini del cosmo e momenti di espansione verso il futuro. Le sue pitture, che sembrano xilografie, invitano il pubblico a immaginare e a creare incisioni ispirate al suo lavoro.

L'Impatto Culturale e la Presenza nel Territorio

La storia della famiglia Barbero si intreccia anche con il mondo dell'arte e della cultura. Il nome Barbero è associato a mostre e performance artistiche, dove le opere di Giorgio Barbero dialogano con artisti storici ed emergenti, esplorando tematiche legate allo spazio, alla materia oscura e alla ricerca individuale. Le sue creazioni, spesso caratterizzate da sfondi scuri che richiamano la terra o il cielo intenso, stimolano la riflessione e la creatività.

COME FARE E COME NASCE L'APEROL SPRITZ

La presenza del marchio Aperol è ancora oggi forte e visibile, come dimostra il "Terrazza Aperol Venezia". Questo locale, ispirato ai tradizionali "Bacari" veneziani, propone un'esperienza cosmopolita che fonde tradizione e contemporaneità. Con un design che reinterpreta elementi classici in chiave moderna, il locale, con i suoi numerosi dettagli arancioni, aspira a diventare un motore di vitalità e convivialità per la città. La campagna pubblicitaria di Aperol, soprattutto con il successo internazionale dell'Aperol Spritz, continua a celebrare momenti di condivisione, amicizia e gioia, posizionandosi come il drink perfetto per accompagnare i momenti più magici della vita. Aperol, con i suoi cento anni di storia, continua a brindare a innumerevoli momenti di gioia, celebrando la sua eredità e guardando al futuro con lo stesso spirito di innovazione e passione che ha contraddistinto la famiglia Barbero fin dalle sue origini.

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