Il titolo "Bacio Feroce" evoca immagini potenti e oscure, un ossimoro che racchiude l'essenza di un mondo spietato e senza compromessi. Questo romanzo di Roberto Saviano, edito da Feltrinelli, non è solo un'opera letteraria, ma un'immersione profonda e disturbante nel cuore della criminalità organizzata napoletana, proseguendo la narrazione iniziata con "La paranza dei bambini". La storia segue l'evoluzione di Nicolas Fiorillo, noto come ‘o Marajà, e della sua "paranza" - una gang di adolescenti che si è fatta strada con la forza e l'astuzia nel controllo del narcotraffico, soppiantando le vecchie famiglie camorriste.

L'Origine del Titolo: Un Simbolismo Crudele
Il significato del titolo, come spiegato dallo stesso Saviano, affonda le radici in un'usanza macabra legata alla selezione dei cani da combattimento. Si narra che il cucciolo appena nato venga avvicinato alla guancia del suo addestratore: se lo morde anziché leccarlo, è destinato alla lotta. Questo gesto primordiale, un istinto di aggressività che prevale sull'affetto, diventa metafora della violenza intrinseca che governa le vite dei protagonisti. Non è un bacio d'amore o di affetto, ma un morso che sancisce un destino di lotta e sopravvivenza.
La Paranza dei Bambini: Dall'Infanzia alla Camorra
"Bacio Feroce" riprende le fila del racconto de "La paranza dei bambini", presentando un gruppo di ragazzi cresciuti in un contesto dove l'innocenza è stata rubata, sostituita dalla fame di potere e dalla rabbia. Questi giovani, derubati della loro infanzia e adolescenza, si trovano a dover fare i conti con un mondo che non concede nulla, ma che anzi, toglie molto. Sono "forti di fame, forti di rabbia", spinti da una disillusione precoce e dalla necessità di affermarsi in un ambiente ostile. La loro ascesa nel controllo del narcotraffico a Forcella non è solo un fatto criminale, ma il riflesso di una società che spesso abbandona i suoi giovani, spingendoli verso percorsi deviati.
Il romanzo si ispira a fatti reali, come la storia di Emanuele Sibillo, un giovane boss di Forcella ucciso nel 2015, il cui clan, composto da adolescenti tra i 15 e i 21 anni, aveva preso il controllo di importanti piazze di spaccio. Questa base veritiera conferisce al racconto un'ulteriore aura di crudezza e realismo, rendendo la violenza e la disperazione ancora più tangibili.

La Tassonomia dei Baci: Oltre l'Affetto
Saviano esplora la complessa e variegata natura dei baci, contrapponendo quelli comuni e affettuosi ai "baci feroci". I baci ordinari hanno una loro "tassonomia precisa": dal timido dono acerbo, al bacio "alla francese" con la sua carica erotica, fino ai baci materni che rappresentano cura e protezione. Questi baci si muovono entro i confini della carne, veicolando affetto, amore o consolazione.
I baci feroci, invece, sfuggono a ogni classificazione. Non sono prevedibili, non seguono regole sociali o emotive. Possono "sigillare silenzi, proclamare promesse, impartire condanne o dichiarare assoluzioni". Occupano "sempre tutto lo spazio possibile, usano la bocca come accesso", diventando un mezzo per scandagliare l'anima, per cercare un senso profondo o per confrontarsi con un vuoto insondabile. Sono baci che non conoscono limiti, che desiderano diventare ciò che baciano, che esistono come le alleanze, al di là del bene e del male.
Roberto Saviano al Salone del Libro di Torino 2017
Il Mondo Criminale di Forcella: Una Confederazione Fragile
La paranza dei bambini, sotto la guida di Nicolas ‘o Marajà, ha conquistato il potere, controllando le piazze di spaccio a Forcella. Tuttavia, per consolidare il loro dominio e scalzare le vecchie famiglie di Camorra, è necessaria una confederazione. Nicolas deve allearsi con altre paranze, come quella di ‘o White e dei Capelloni. Questa unione, però, è tutt'altro che solida. Ogni membro della paranza ha le proprie ambizioni e i propri segreti: Nicolas mira a diventare il re della città, ma ha anche un fratello da vendicare; Drago’ deve onorare un cognome potente; Dentino, accecato dal dolore, vuole eliminare ‘o Marajà; Biscottino custodisce un segreto per salvarsi la vita; Stavodicendo cerca una via di fuga; mentre Drone, Pesce Moscio, Tucano, Briato’ e Lollipop, pur fedeli a Nicolas, sognano una propria paranza.
Questa frammentazione interna, unita alle pressioni delle vecchie famiglie camorriste, come quella del Micione che cerca di riprendersi le piazze seminando discordia, crea un clima di tensione costante. Le contrattazioni, i tradimenti, le vendette e le ritorsioni diventano la norma, preludio a una nuova guerra che minaccia di scoppiare da un momento all'altro.
La Lingua della Violenza: Dialetto e Gergo
Una delle caratteristiche distintive del romanzo è l'uso massiccio del dialetto napoletano e di un gergo "imbastardito". Saviano utilizza il dialetto non solo come elemento di colore locale, ma come strumento per entrare nella mente dei personaggi, per catturare la loro realtà sonora e renderla protagonista del racconto. Il dialetto diventa la "lingua della carne", l'unico mezzo efficace per narrare la violenza, il sangue e le emozioni crude che permeano le vite dei protagonisti.
Questo linguaggio è ulteriormente arricchito da un gergo che mescola termini criminali con espressioni inglesi, riflettendo una "Camorra 2.0" che si adatta ai tempi moderni. Le armi diventano "ferri" o "fidanzate", le estorsioni "aperitivi", il denaro "lattuga". L'influenza del gangsta rap è evidente, con termini come "brother" che sostituiscono quelli di amicizia.

La Crescita Esponenziale del Potere e la Perdita dell'Innocenza
In "Bacio Feroce", assistiamo alla crescita esponenziale del potere di questi giovani criminali. Alcuni sono maggiorenni, altri non hanno ancora dodici anni, ma tutti sono già pronti a sparare e uccidere. Nicolas ‘o Marajà, non più il ragazzino de "La paranza dei bambini", punta a superare il suo "dominus", l’Arcangelo, poiché le piazze di spaccio sono ormai sotto il suo controllo. Il suo viaggio lo porterà in tutta Italia e in Europa, aumentando la sua esperienza nel mondo della delinquenza organizzata e facendolo uscire dall'infanzia a colpi di kalashnikov.
La sua spiccata personalità gli permette di imporsi nelle alte sfere del malaffare. Tuttavia, Imparerà presto che nulla è scontato quando si è un capo di paranza, che la fiducia è un lusso che non ci si può permettere e che il tradimento è sempre dietro l'angolo. La domanda che incombe è se questa sia davvero la vita che O’ Marajà desidera, una vita segnata dal sangue e priva di luce.
La Ferinità dei Bambini: Un Ritratto Crudo
Saviano dipinge un quadro crudo e disincantato dei giovani criminali, evocando immagini di cuccioli che, pur essendo ancora indifesi, mostrano una ferocia innata. Questa ferocia, descritta come "l'unica arma che avevano", è ciò che li distingue e li spinge a sopravvivere in un mondo spietato. I personaggi vengono paragonati a cuccioli di varie specie, sottolineando la loro natura ancora infantile ma già segnata dalla violenza. Nicolas stesso, alla fine del romanzo, viene descritto come un cucciolo che, cieco e sdentato, tenta di mordere il suo allevatore, incarnando il "bacio feroce" che dà il titolo all'opera.
La violenza nel romanzo non è mai gratuita, ma è una conseguenza diretta del contesto in cui questi ragazzi sono cresciuti. È una violenza che invade il racconto, assumendo toni a tratti biblici, quasi apocalittici, come suggerito dalle citazioni e dagli ammonimenti dell'Arcangelo. La lotta per la vita diventa un combattimento senza esclusione di colpi, dove gli umani rivelano la loro ferinità, trasformandosi in predatori in un ecosistema criminale dove la sopravvivenza è l'unica legge.
Roberto Saviano, con "Bacio Feroce", si conferma un narratore potente e scomodo, capace di esplorare le zone d'ombra della società italiana e di dare voce a chi, altrimenti, rimarrebbe inascoltato. La sua prosa incisiva e la sua capacità di intrecciare realtà e finzione rendono questo romanzo un'opera imprescindibile per comprendere le nuove dinamiche della criminalità organizzata e le vite spezzate dei suoi giovani protagonisti. La sua scrittura, che mescola il reportage alla finzione, si avvicina per impatto e tematiche a quella di autori come Irvine Welsh, offrendo un ritratto indimenticabile della Napoli criminale.