La Petrognola: Passione, Territorio e la Dolcezza di Sandy, un Viaggio nel Cuore della Garfagnana

Nel cuore della Garfagnana, tra i suggestivi monti che circondano Piazza al Serchio, in provincia di Lucca, sorge il birrificio La Petrognola. Fondato ufficialmente nel 2005, ma con radici operative che affondano nel 2002, questo gioiello artigianale porta con sé il nome dell'omonima frazione, un luogo intriso di storia e tradizioni. Il marchio La Petrognola è indissolubilmente legato al suo fondatore e attuale responsabile della produzione, Roberto Giannarelli. Un uomo la cui dedizione alla birra è sbocciata da una passione profonda, evolvendosi da un'attività parallela alla sua professione di autotrasportatore a un impegno a tempo pieno nel mondo degli orzi e dei luppoli. L'ingresso di un socio ha segnato un punto di svolta fondamentale, permettendo al birrificio di espandersi e consolidarsi, dotandosi di una moderna sala cottura da 20 ettolitri, capace di produrre circa 2000 ettolitri di birra all'anno.

Panorama della Garfagnana con Piazza al Serchio

La Nascita di un Sogno: Da Autotrasportatore a Mastro Birraio

La storia di Roberto Giannarelli è un esempio emblematico di come la passione e la perseveranza possano trasformare un sogno in una solida realtà imprenditoriale. Inizialmente, Roberto si divideva tra la sua professione di autotrasportatore e la crescente passione per la birra. L'amore per il territorio e per i suoi prodotti locali, in particolare il farro, lo ha spinto a sperimentare, iniziando a produrre birra in casa con mezzi rudimentali, quasi per gioco. L'incontro con il rinomato mastro birraio Lorenzo Dabove, in arte Kuaska, nel settembre 2008, durante il campionato nazionale homebrewer di Massarosa, si rivelò un momento cruciale. Kuaska, visitando il piccolo birrificio sui monti, intuì immediatamente il grande potenziale delle creazioni di Roberto. La fiducia e l'incoraggiamento di Kuaska furono la spinta decisiva che portò Roberto a lasciare il suo precedente lavoro per dedicarsi anima e corpo alla produzione di birra.

L'avvio dell'attività professionale non fu privo di sfide. Roberto iniziò con un impianto da 100 litri, in uno spazio angusto di soli 4x4 metri. La ricerca di materie prime di qualità e la necessità di processi di maltazione specifici lo portarono a viaggiare, persino in Austria e Germania, per trovare le giuste competenze. "Ricordo quando partivo con un quintale di farro nel bagagliaio alla ricerca di chi potesse maltarlo in Austria o Germania," racconta Roberto, sottolineando la dedizione e l'ingegno impiegati in quegli anni pionieristici. Oggi, il farro, ingrediente distintivo della produzione de La Petrognola, viene utilizzato anche crudo e, quando possibile, viene acquistato da produttori toscani, in particolare dal Mugello, rafforzando ulteriormente il legame con il territorio.

Immagine di un paiolo da minestrone e un mestolo, simboli degli inizi casalinghi

Sandy: Un Tributo d'Amore in Forma di Birra

Tra le creazioni che hanno accompagnato La Petrognola fin dai suoi esordi, una birra spicca per il suo significato speciale: la Sandy. Il suo nome è un omaggio alla figlia di Roberto, Sandy Giannarelli, che oggi affianca il padre nella gestione dell'attività. "Inutile dire," sorride Roberto, "che per ovvie ragioni, fra tutte le mie produzioni, storiche e recenti, questa è la mia cocca, quella del cuore. La ricetta stessa è una dedica a mia figlia." L'ispirazione per la Sandy è profondamente legata alla personalità e alle caratteristiche di Sandy. I suoi capelli rossi hanno suggerito la creazione di una birra ambrata, mentre la dolcezza e la delicatezza che Roberto nutre per lei si riflettono in una bevuta morbida, priva di un amaro eccessivo e profumata di miele.

Ma la relazione tra Roberto e Sandy, come ogni legame familiare, si è arricchita e articolata nel tempo, e così anche il ruolo della Sandy nella storia del birrificio. Oggi, questa birra non è solo un simbolo d'affetto, ma rappresenta anche La Petrognola in termini commerciali. "Oggi - prosegue Roberto - è la birra che più ci rappresenta anche per le sue prestazioni in termini commerciali. È sempre andata piuttosto bene (il pubblico, specialmente quello locale, appunto la identificava con il birrificio stesso); ma in questi ultimi anni ha avuto addirittura un incremento del 30%." Le ragioni di questo successo sono molteplici: la sua dolcezza e la sua sfaccettatura sensoriale la rendono unica, distinguendola dalle tendenze prevalenti che spesso prediligono stili più aggressivi.

Foto della birra Sandy, con una bottiglia e un bicchiere versato

La Sandy: Caratteristiche Tipologiche e Ingredienti

Dal punto di vista tipologico, la Sandy si classifica come una Belgian Dark Strong Ale. I lieviti impiegati sono quelli tradizionalmente associati alle regioni del Belgio, conferendo alla birra note caratteristiche. I suoi 7 gradi alcolici, un numero caro a Roberto, sono un altro elemento non casuale che contribuisce alla sua identità. Tuttavia, la Sandy si distingue ulteriormente per essere un'edizione in versione Honey and Spice, arricchita da ingredienti che ne esaltano la complessità e l'unicità.

La miscela di malti utilizzata comprende Pils, Vienna, Crystal e d'avena, a cui si aggiunge il farro, sia crudo che maltato, un omaggio al territorio della Garfagnana. La luppolatura si basa su varietà mitteleuropee, sia classiche come Hersbrucker, Mittelfrüh e Saaz (utilizzati per l'amaro e l'aroma), sia moderne come Herkules (solo per l'amaro). La vera magia della Sandy risiede però nelle aggiunte speciali, che vengono inserite a fine bollitura: coriandolo, buccia d'arancia dolce, cannella, anice stellato e, naturalmente, il miele di castagno, raccolto nelle valli vicine, che costituisce lo 0.75% della massa liquida. "Ah, un ingrediente ancora," conclude Roberto: "ultima, ma non per importanza, tanta passione…"

Al banco d'assaggio, la Sandy si presenta con un colore ambrato, un aspetto lievemente velato e una schiuma copiosa di tonalità avorio. Il suo profumo è un intreccio complesso di note donate dagli ingredienti aggiunti, che si fondono armoniosamente con quelle apportate dai cereali (che ricordano la pasta frolla, il caramello e il biscotto) e dai processi fermentativi (che evocano sentori di banana, pera, fiori di sambuco e chiodi di garofano).

"Dal campo al bicchiere l'Umbria conquista la fiera"

Versatilità in Tavola: Abbinamenti Gastronomici

La Sandy, con la sua morbidezza e la sua complessità aromatica, si rivela una birra estremamente versatile in abbinamento con il cibo. La sua tendenza a non chiudere in amaro la rende un'ottima compagna per una vasta gamma di piatti. Si abbina con disinvoltura a formaggi di media e lunga stagionatura, indipendentemente dal tipo di latte di mungitura, e a salumi importanti, specialmente se speziati. Esempi locali includono il biroldo, un insaccato tipico della Garfagnana, o la finocchiona, un fiore all'occhiello della norcineria toscana.

Le sue capacità di reggere il confronto non vengono messe in crisi neanche di fronte a primi piatti o secondi di decisa robustezza. Un paio di esempi perfetti per esaltare le qualità della Sandy potrebbero essere un risotto agli agrumi, che riprende le note fresche e fruttate della birra, o una carne (come coniglio o lonza) al pepe verde, che richiama le sfumature speziate e aromatiche. La Sandy è in grado di valorizzare questi piatti, creando un'armonia gustativa che soddisfa anche i palati più esigenti.

Piatto di formaggi e salumi tipici toscani

La Petrognola: Un Impegno per il Territorio e la Qualità

Il birrificio La Petrognola non è solo una realtà produttiva, ma un vero e proprio baluardo della cultura e delle tradizioni della Garfagnana. La scelta di utilizzare il farro, un cereale storicamente legato a questa terra, non è casuale, ma rappresenta un profondo legame con le radici del territorio. La festa per il ventesimo anniversario del birrificio, celebrata con un grande evento di tre giorni al campo sportivo di Piazza al Serchio, ha visto la partecipazione di numerosi ospiti illustri del mondo della birra artigianale, tra cui Kuaska, Anna Borrelli, Alexandre Bazzo, Flavio Boero, e rappresentanti di associazioni e consorzi come Rasna e "Le Donne della Birra". Erano presenti anche cariche politiche locali e regionali, a testimonianza dell'importanza de La Petrognola per la comunità.

Roberto Giannarelli, con orgoglio, afferma: "Siamo classificati tra i birrifici storici d’Italia, e siamo tra i primi 100 per volume di produzione." Questo traguardo è il risultato di un lavoro duro e costante, affrontando le sfide intrinseche del settore: la burocrazia, i costi elevati delle attrezzature, una tassazione pesante e, più recentemente, le difficoltà acuite dalla pandemia, dalle guerre, dai dazi e dalle nuove normative. Nonostante queste avversità, La Petrognola ha saputo distinguersi, creando un prodotto unico, riconoscibile e di altissima qualità.

Oggi, La Petrognola è riconosciuta come sinonimo di qualità e identità, un'identità che porta il nome di questo territorio oltre i confini regionali e nazionali. La crescita esponenziale dell'impianto produttivo, che oggi vanta 900 mq coperti e oltre 2.000 mq esterni, con una produzione che supera i 2.000 ettolitri annui (un volume ben superiore alla media nazionale dei microbirrifici), testimonia il successo di questa visione. Dopo due decenni di attività, Roberto Giannarelli e il suo team possono dire con certezza di aver realizzato il loro sogno, offrendo al mondo birre che raccontano storie di passione, territorio e amore.

Logo del birrificio La Petrognola

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