Il territorio del Prosecco, in particolare le zone di Conegliano e Valdobbiadene, ha subito trasformazioni radicali negli ultimi decenni, spinte da una domanda globale in crescita esponenziale. Quello che un tempo era un paesaggio variegato, punteggiato da vigneti di uve nere, prati rigogliosi e campi coltivati a mais e soia, è oggi dominato dalla monocoltura della Glera, l'uva principe del Prosecco. Questa metamorfosi, se da un lato ha portato a risultati economici senza precedenti per il vino italiano più venduto all'estero, dall'altro solleva interrogativi cruciali riguardo al suo impatto ambientale e alle ripercussioni sulla salute umana.

L'Ampliamento della Denominazione e i Sussidi Pubblici
Il successo del Prosecco non è stato un fenomeno spontaneo, ma è stato in parte alimentato da decisioni politiche che ne hanno esteso la zona di produzione. Originariamente circoscritta alle aree storiche di Valdobbiadene e Conegliano, la denominazione Prosecco è stata ampliata per includere un'area vastissima che abbraccia nove province tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Questa espansione è stata accompagnata da "ingenti sussidi pubblici", come evidenziato nel servizio televisivo di "Presadiretta" su Rai3. L'allora Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, ha giocato un ruolo chiave in questa ridefinizione territoriale, aprendo le porte a una produzione su larga scala.
Il Trionfo del Prosecco: Numeri da Record
L'espansione territoriale e l'aumento della produzione hanno catapultato il Prosecco ai vertici del mercato enologico mondiale. Ogni anno vengono prodotte circa 700 milioni di bottiglie, generando un giro d'affari di 3 miliardi di euro. Il Prosecco detiene il primato di vino più venduto all'estero, un risultato che testimonia la sua popolarità e attrattiva a livello globale.

L'Alto Tasso di Chimica: Un Prezzo da Pagare
Tuttavia, questa crescita esponenziale ha un costo nascosto. Le coltivazioni intensive di Glera richiedono un "alto tasso di chimica di sintesi" per contrastare le numerose malattie che attaccano questa vite, notoriamente poco resistente. I trattamenti si concentrano principalmente sulla lotta alle malattie fungine e sull'uso di erbicidi come il glifosate, il cui impiego rende visibilmente secca l'erba che cresce sotto i filari.
I dati sul consumo di pesticidi sono allarmanti. Nel 2012, venivano impiegati 14,7 milioni di chili di pesticidi a livello regionale; nel 2021, questa cifra è salita a 15,8 milioni, con un incremento del 7% in dieci anni. La provincia di Treviso, cuore della terra del Prosecco, ha registrato un aumento ancora più consistente, pari al 22%. Il Veneto si conferma inoltre la regione con la minore percentuale di coltivazioni biologiche, attestandosi solo al 5% contro una media nazionale del 17%.
Le Contraddizioni Politiche e la Richiesta di Pesticidi Vietati
Le dichiarazioni di Zanoni, riportate da "Presadiretta", mettono in luce una apparente contraddizione nelle politiche agricole. Se da un lato il Governatore Zaia "ha scritto cose condivisibili sul biologico e pubblicamente porta argomenti che sottoscriverei completamente", dall'altro "nel chiuso del palazzo fa il contrario". Addirittura, si evidenzia una richiesta al Ministero della Salute di utilizzare pesticidi "vietati per legge".
In particolare, per combattere la flavescenza dorata, una malattia che sta decimando i vigneti, la Regione Veneto ha richiesto l'autorizzazione all'uso del clorpirifos, un pesticida vietato in Europa dal 2020 a causa dei suoi effetti neurotossici sui bambini. Nonostante il Ministero della Salute abbia avviato la procedura per l'autorizzazione, il caso ha sollevato un dibattito acceso che ha prolungato i tempi dell'iter, rendendo di fatto impossibile l'applicazione dei trattamenti per l'annata in corso, dato che sarebbero dovuti avvenire tra giugno e luglio.
L'impatto dei fitofarmaci sulla biodiversità
L'Agricoltura Intensiva e la Perdita di Biodiversità
Ma perché i vigneti di Glera si ammalano così facilmente? L'agricoltura intensiva favorisce la proliferazione dei patogeni, eliminando le barriere naturali tra un vigneto e l'altro. Questo circolo vizioso spinge a un impiego sempre maggiore di pesticidi, che però sterminano anche gli insetti antagonisti, quelli utili contro i parassiti. La conseguenza è una riduzione delle difese naturali delle viti, un danno diretto alla biodiversità. "Le rondini e i passeri sono spariti", conclude amaramente Zanoni, testimoniando la drastica diminuzione della fauna selvatica in queste aree.
La Vicinanza ai Centri Abitati: Una Minaccia Silenziosa
La pressione per massimizzare la produzione porta i vigneti ad essere sempre più vicini ai centri abitati, sollevando serie preoccupazioni per la salute dei residenti. Fabio Magro, protagonista di una battaglia legale insieme ad altre famiglie che vivono vicino a quelle che un tempo erano aree boschive e ora sono vigneti, racconta la sua drammatica esperienza. La stanza del figlio, affetta da problemi respiratori, deve essere tenuta costantemente chiusa per evitare l'esposizione ai prodotti chimici dispersi dai trattamenti. L'autorità sanitaria ha prescritto di "tenere chiuse le finestre e limitare le attività all'aperto" per le famiglie residenti in queste zone, definendole "particolarmente esposte" e a rischio di peggioramento di patologie neurologiche anche con minime quantità di prodotti fitosanitari.
Il getto dei trattamenti, che può raggiungere i 40 metri, rende "inevitabile" la dispersione dei prodotti verso le abitazioni. Nonostante le prescrizioni comunali prevedessero trattamenti manuali per i filari vicini alle case, la realtà è diversa. Chi effettua i trattamenti indossa tute protettive "da astronauta", mentre i residenti sono costretti a vivere in un ambiente potenzialmente contaminato, senza nemmeno avere la trasparenza su quali sostanze vengano utilizzate.
L'Effetto Cocktail dei Pesticidi e le Patologie Correlate
L'endocrinologo Ernesto Rorai interviene per spiegare i rischi legati all'esposizione ai pesticidi, definendoli "interferenti endocrini", ovvero sostanze che possono alterare il sistema ormonale. Il problema maggiore, sottolinea, è l'"effetto cocktail", dato dalla miscelazione di diversi pesticidi, anche quando le singole concentrazioni rimangono al di sotto delle soglie di pericolo. L'esperto cita diverse patologie che si sospetta possano essere correlate all'esposizione della popolazione a queste sostanze chimiche.
Il Territorio di Conegliano: Storia, Clima e Paesaggio
Conegliano, comune italiano di circa 34.700 abitanti in provincia di Treviso, si colloca ai piedi delle colline del Prosecco, in una posizione strategica tra la pianura veneto-friulana e le Prealpi Bellunesi. La città, nota per essere la patria del pittore Gianbattista Cima da Conegliano, vanta una storia millenaria, con origini che risalgono all'epoca romana e un'importanza strategica accresciuta in epoca longobarda per il controllo delle comunicazioni tra Cividale e Pavia.
Il clima di Conegliano è temperato subcontinentale, con inverni moderatamente freddi e estati calde e afose. Le colline circostanti offrono un microclima più ventilato e fresco. Le precipitazioni annue superano i 1.000 mm, concentrate in primavera e autunno. Il territorio è caratterizzato dalla presenza di numerosi corsi d'acqua e da una zona acquitrinosa, la Valbona.

La Vendemmia 2024: Sfide e Previsioni
La vendemmia 2024 nella provincia di Treviso si preannuncia con un incremento della produzione stimato del 20%, dovuto in gran parte all'entrata in produzione di nuovi impianti vitati. Tuttavia, l'annata viene definita "difficile" per la gestione del vigneto, a causa di un clima che presenta sfide significative. Le previsioni indicano che, laddove le problematiche sono state gestite con efficacia, le rese produttive dovrebbero rimanere stabili o aumentare leggermente. Al contrario, per gli impianti più giovani, non irrigati o condotti con metodo biologico, si prevedono riduzioni consistenti delle quantità raccolte.
La qualità delle uve dovrebbe mantenersi su livelli "buoni, ma non eccellenti". Nel complesso, si attende una sostanziale stabilità o un leggero aumento delle rese produttive per la maggior parte delle varietà e delle province venete. La produzione complessiva di uva raccolta in Veneto dovrebbe attestarsi tra 13,3 e 14,2 milioni di quintali.
Condizioni Climatiche Estreme e Gestione del Territorio
Il 2024 è stato caratterizzato da una primavera particolarmente piovosa, con un numero di eventi piovosi superiori ai 50 mm che ha triplicato la media storica. Queste precipitazioni, associate a basse temperature, hanno frenato l'eccesso vegetativo della pianta ma hanno anche favorito frequenti fenomeni di microfrane, soprattutto sulle Rive. Il Consorzio sta intervenendo con un progetto di ingegneria naturalistica per risistemare i versanti più colpiti.
Un altro fenomeno meteorologico recente che impatta sulle uve sono le "notti tropicali", con temperature che superano i 20°C e giornate che eccedono i 35°C per oltre 15 giorni. Queste condizioni hanno portato a una riduzione dell'acidità delle uve, spingendo ad anticipare la raccolta per garantire un corretto equilibrio tra acidità e grado zuccherino.
La Zona di Asolo e Montello: Un Patrimonio Vitivinicolo Diversificato
Asolo e il Montello, nel territorio trevigiano, rappresentano un'area vitivinicola di grande valore, con una vocazione che va oltre la sola produzione di Prosecco. I Colli Asolani e il Montello, con altitudini comprese tra i 100 e i 450 metri, sono caratterizzati da formazioni geologiche particolari e da un microclima mite che favorisce la maturazione graduale delle uve.
La tradizione vitivinicola della zona affonda le radici nell'opera dei monaci benedettini e fu ulteriormente sviluppata dalla Repubblica di Venezia. Oggi, la denominazione "Asolo Montello" offre una gamma diversificata di vini, tra cui i rossi Docg Montello, a base di Cabernet Sauvignon, e i vini della Doc Asolo Montello, che comprendono sia vitigni internazionali che locali.
La Glera e l'Identità del Prosecco Asolano
La Glera è l'uva più rappresentativa della provincia di Treviso, ma nella zona di Asolo la produzione vitivinicola è tutt'altro che monovarietale. L'Asolo Docg, con circa 2200 ettari dedicati alla Glera su un totale di 2700, rappresenta una quota significativa della produzione, con oltre 32 milioni di bottiglie previste per il 2024. Tuttavia, rapportato all'universo Prosecco, l'Asolo Docg costituisce una piccola parte, evidenziando la vastità e la diversità del mercato del Prosecco nel suo complesso.
L'Impatto delle Microplastiche e la Sicurezza delle Reti Energetiche
Parallelamente alle problematiche ambientali legate all'agricoltura, il programma "PresaDiretta" ha affrontato altri temi di stringente attualità. Una puntata ha analizzato la relazione tra microplastiche e salute, evidenziando la loro presenza invasiva negli organi e tessuti umani e il loro potenziale ruolo nello sviluppo di patologie cardiovascolari e infertilità. Un altro argomento trattato è stato la sicurezza delle reti energetiche, con un'inchiesta intitolata "Blackout", che ha indagato le ragioni del grande blackout in Spagna e la vulnerabilità delle reti italiane. L'inchiesta ha anche posto l'accento sulla dipendenza dell'Italia dal gas, analizzando accordi internazionali e nuove strategie di approvvigionamento.
Conegliano: Un Centro Storico e Culturale
Oltre alla sua vocazione vitivinicola, Conegliano vanta un patrimonio storico e culturale di notevole interesse. Il centro storico, di origine medievale, si sviluppa lungo via XX Settembre e conserva tracce delle antiche mura. Tra i monumenti di rilievo spiccano il Duomo di San Leonardo, la Scuola dei Battuti con i suoi affreschi, il Castello di Conegliano, sede del Museo Civico, e la Fontana del Nettuno. La città è anche sede di importanti istituti scolastici, tra cui la rinomata scuola enologica "G. B. Cerletti", e ospita eventi culturali come la Dama Castellana e l'Enodama.
L'impegno per la sostenibilità ambientale è testimoniato dalla presenza della sede Savno, il primo edificio interamente ecologico ed eco-compatibile in Italia, premiato con l'Energy Globe Award 2009.

La storia di Conegliano è intrecciata con quella delle comunità che l'hanno abitata, inclusa una fiorente comunità israelitica la cui presenza è attestata sin dalla fine del Trecento. La città, dinamica dal punto di vista economico, ha affrontato periodi di crisi, risolti anche attraverso l'istituzione di banchi di prestito.
Sport e Tradizione a Conegliano
Conegliano è anche una città con una vivace tradizione sportiva. Il F.C.D. Conegliano 1907, fondato nel 1907, vanta una lunga storia calcistica, mentre l'Imoco Volley Conegliano milita nel massimo campionato di pallavolo femminile, conquistando numerosi titoli nazionali. La città ospita anche società di rugby e baseball, testimoniando una passione diffusa per lo sport a tutti i livelli.
La fusione tra la tradizione vitivinicola, la ricchezza storica e culturale, e un occhio critico sulle sfide ambientali ed economiche del presente definisce il complesso e affascinante quadro del Prosecco e del suo territorio.