Spritz: Tra Prosecco e Spumante, l'Arte di un Aperitivo Perfetto

Lo Spritz, un nome che evoca immediatamente il rito dell'aperitivo italiano, è un long drink che ha conquistato il palato di molti, affiancandosi a classici come il Negroni e l'Americano per fama. La sua storia, affonda le radici nel XIX secolo, quando le truppe austriache acquartierate nel Regno Lombardo-Veneto, trovando i vini locali eccessivamente alcolici, erano solite allungarli con una "spruzzata" d'acqua frizzante. Questo gesto diede il nome al drink, derivando dal verbo tedesco "spritzen". L'incontro con l'Aperol a metà del XX secolo sancì la sua consacrazione, portando alla ricetta che oggi conosciamo, sebbene non manchino varianti, come quella con il Campari.

Coppa con Spritz Aperol, guarnita con fetta d'arancia

Preparare uno Spritz è un'arte accessibile a tutti. Il procedimento inizia con il riempimento di un calice da vino fino all'orlo con ghiaccio, seguito dall'aggiunta degli ingredienti principali. Un tocco finale di soda o acqua molto frizzante completa la bevanda, che viene poi delicatamente mescolata. La scelta degli ingredienti, in particolare del vino base, è cruciale per ottenere un risultato ottimale.

La Distinzione Fondamentale: Prosecco o Spumante?

Spesso, quando si parla di Spritz, emerge una domanda ricorrente: qual è la differenza tra Prosecco e spumante? Sebbene non siano sinonimi esatti, i due termini sono strettamente correlati e rappresentano due concetti distinti ma interconnessi nel mondo dei vini effervescenti.

Cos'è il Prosecco

Dal punto di vista tecnico e normativo, il Prosecco è un vino che gode di una Denominazione di Origine Controllata (DOC) o Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). Le zone di produzione più rinomate includono quelle di Montello, dei Colli Asolani, e la rinomata area di Conegliano Valdobbiadene. Il vitigno principale da cui deriva è la Glera, ma possono essere impiegati anche Verdiso, Pinot bianco, grigio o nero.

Cosa Si Intende per Spumante

Lo spumante, invece, si definisce come una categoria più ampia di vini, caratterizzati dalla presenza di spuma al momento dell'apertura della bottiglia. Questa effervescenza è causata dall'anidride carbonica, un prodotto naturale della fermentazione, e non da anidride carbonica aggiunta artificialmente. Gli spumanti possono essere prodotti attraverso due metodi principali: il Metodo Classico (noto anche come Champenoise) o il Metodo Martinotti-Charmat. La percezione della dolcezza in uno spumante è indicata da termini come Dry, Extra Dry, Brut ed Extra Brut, che riflettono il contenuto di zuccheri residui.

Vigneti di Glera in una zona DOC Prosecco

Le Differenze Sottili e le Similitudini

La distinzione principale tra Prosecco e spumante risiede nell'ambito della loro definizione. Lo spumante è una categoria generale di vino, potenzialmente producibile in qualsiasi regione e con diversi vitigni. Il Prosecco, invece, è uno spumante con un'identità territoriale e varietale ben definita. La sua produzione è circoscritta alle zone DOC/DOCG del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, e deve essere ottenuto principalmente da uve Glera, utilizzando prevalentemente il Metodo Martinotti-Charmat.

Il processo di vinificazione per ottenere uno spumante implica una seconda fermentazione. Dopo la fermentazione alcolica iniziale (dove zuccheri si trasformano in alcol e anidride carbonica), una seconda fermentazione viene indotta per intrappolare l'anidride carbonica all'interno della bottiglia, creando così le caratteristiche bollicine. Il Metodo Martinotti-Charmat, utilizzato per il Prosecco, prevede che questa seconda fermentazione avvenga in grandi vasche d'acciaio inox, anziché in singole bottiglie. Questo metodo è noto per produrre vini freschi, aromatici, con costi di produzione contenuti e una pronta disponibilità sul mercato.

Nonostante queste differenze, Prosecco e spumante condividono similitudini significative, soprattutto per quanto riguarda la classificazione della dolcezza. Termini come Dry, Brut e le loro sfumature intermedie si applicano a entrambi, indicando il livello di zuccheri residui.

È interessante notare che non tutto il Prosecco è necessariamente uno spumante. Può esistere anche nella versione "frizzante", con un'effervescenza meno intensa, o "fermo" (tranquillo), privo di bollicine.

La Scelta del Prosecco Ideale per lo Spritz

La selezione del Prosecco giusto è un passaggio fondamentale per la realizzazione di uno Spritz eccellente. Non tutti i Prosecco si prestano egualmente bene a questo cocktail.

Il Grado Zuccherino: Un Equilibrio Delicato

Un Prosecco Extra Dry, con un contenuto di zuccheri che varia tra i 12 e i 17 grammi per litro, offre un equilibrio ideale, evitando che lo Spritz risulti eccessivamente dolce. Questa dolcezza moderata si sposa armoniosamente con le note amare di ingredienti come l'Aperol o il Campari.

Aromi e Profumi: Un Contributo Complesso

I Prosecco che presentano aromi fruttati e floreali tendono a complementare le caratteristiche organolettiche degli amari, creando un profilo gustativo più ricco e sfaccettato. Le sfumature di mela verde o pera, in particolare, possono conferire una nota rinfrescante al drink.

La Provenienza e la Qualità delle Uve

È sempre consigliabile optare per un Prosecco proveniente da produttori rinomati, che garantiscano l'utilizzo di uve di alta qualità. La cura nella selezione e nella vinificazione si riflette direttamente nel gusto finale del cocktail.

PROSECCO E SPRITZ APEROL

Un Viaggio nella Storia e nelle Tradizioni dello Spritz

Le origini dello Spritz affondano le radici tra la fine del XVII e l'inizio del XIX secolo, nel periodo del dominio austriaco nel Lombardo-Veneto. La pratica originaria consisteva nell'unire vino locale, spesso frizzante come il Prosecco, con acqua o Seltz. Questa consuetudine, inizialmente legata alla necessità di mitigare l'alcolicità dei vini, si è poi diffusa nel Nord Italia.

La versione dello Spritz che conosciamo oggi, con l'aggiunta di Aperol, prese forma tra gli anni '20 e '30 del Novecento, in particolare tra le province di Venezia e Padova. Il successo fu rapido e travolgente, portando il drink a diventare un'icona dell'aperitivo italiano, diffondendosi in tutta la penisola e conquistando il mondo.

La scelta del Prosecco è particolarmente significativa se si desidera preparare un autentico Spritz veneto. Il Prosecco, oggi Patrimonio dell'Umanità UNESCO per le sue colline di Conegliano e Valdobbiadene, vanta una storia antica legata alla regione. La tradizione narra che i veneziani, impegnati nella raccolta di legname per le navi nel porto, attraccassero vicino a Valdobbiadene, intrecciando così il destino di questo vino con la storia della Serenissima.

La Preparazione dell'Aperol Spritz con Prosecco

Una ricetta diffusa per un Aperol Spritz prevede l'uso di un bicchiere old-fashioned riempito di ghiaccio. Gli ingredienti, versati in ordine, sono tipicamente:

  • 60 ml di Aperol
  • 90 ml di Prosecco
  • Una spruzzata di soda o seltz

Questa è la versione più popolare, ma esistono numerose varianti che riflettono gusti, tendenze e innovazioni nel mondo della mixology.

Quali Vini Bianchi o Prosecco Utilizzare per Fare lo Spritz?

È fondamentale evitare premiscelati o bevande surrogate di scarsa qualità, così come vini fermi non idonei. Uno dei Prosecco più consigliati per uno Spritz eccellente è il Superiore Extra-dry. In particolare, il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Astoria Corderìe è stato riconosciuto come uno dei migliori e più venduti nel Paese. Per chi cerca una nota più audace, un Prosecco Rosé Brut può rappresentare una scelta creativa e di tendenza.

Diverse bottiglie di Prosecco e spumanti italiani

Oltre l'Aperol: Varianti dello Spritz e Altri Cocktail

Sebbene l'Aperol Spritz sia il re indiscusso, esistono altre declinazioni del drink che meritano attenzione, ognuna con le proprie peculiarità.

Il Bitter o Amaro: Il Cuore del Drink

La scelta del bitter o amaro è determinante per il carattere dello Spritz.

  • Aperol: L'ingrediente che dà il nome alla versione più diffusa, conferisce allo Spritz un sapore meno amaro e un vivace colore arancione.
  • Select: Un bitter aperitivo veneziano, oggi distribuito dal gruppo Montenegro, che produce uno Spritz leggermente più amaro rispetto a quello con Aperol.
  • Campari: Per chi predilige uno Spritz decisamente più amaro, il Campari è la scelta d'elezione, sebbene questa intensità possa non incontrare il gusto di tutti.

Tuttavia, il panorama dei bitter italiani è vastissimo e non si limita a questi tre. L'Italia è la patria di innumerevoli prodotti, inclusi quelli di micro-produttori e amari regionali. Sperimentare con Cynar (liquore al carciofo), Fusetti, Aperitivo del Professore, o gli amari di Mazzetti o Vecchio Magazzino Doganale può portare a scoperte gustative sorprendenti.

Altre Versioni Storiche e Regionali

  • Spritz Bresciano: Nato nella provincia di Brescia, la ricetta originale prevede una combinazione di 60 ml di vino bianco fermo, 30 ml di Campari e acqua gassata.
  • Spritz al Cynar: Una variante più leggera che utilizza vino bianco fermo, 30 ml di Cynar e una spruzzata di soda, offrendo una piacevole nota dolceamara.
  • Spritz al Limone: Una versione ancora più dissetante, composta da vino bianco fermo, 30 ml di succo di limone e 60 ml di soda.
  • Spritz analcolico: Per chi desidera godere dell'esperienza Spritz senza alcol, una versione analcolica può essere creata con 50 ml di succo d'arancia o frutta esotica, 25 ml di bitter analcolico e 25 ml di soda.

Le Dosi dello Spritz: Un Dibattito Aperto

Sulle dosi dello Spritz non esiste una regola ferrea e universale. Trattandosi di un "modo di bere" più che di una ricetta rigida, la sua preparazione varia ampiamente. L'International Bartenders Association (IBA) suggerisce una ricetta che prevede 60 ml di Aperol, 90 ml di Prosecco e uno "splash" di soda.

Tuttavia, molti bartender propongono bilanciamenti alternativi. Un punto di partenza equilibrato potrebbe essere:

  • 50 ml di Bitter
  • 90 ml di Prosecco
  • 30 ml di Soda

Servito in un tumbler alto da 300-350 ml colmo di ghiaccio. È importante ricordare che le ricette, anche quelle codificate, sono punti di partenza. La sensibilità del bartender e le preferenze del cliente giocano un ruolo fondamentale nel bilanciamento finale del cocktail.

Il Ruolo della Soda nello Spritz

La soda nello Spritz può avere una duplice funzione: culturale, come parte della tradizione, e tecnica, abbassando leggermente il tenore alcolico e diluendo il sapore degli altri ingredienti. Alcuni sostengono che la sua omissione non comprometta significativamente il drink, dato che la diluizione del ghiaccio riduce ulteriormente l'alcolicità. Tuttavia, la sua presenza è ancora ampiamente diffusa e contribuisce alla texture finale.

Vario assortimento di bitter e liquori utilizzati per lo Spritz

Il Bicchiere Perfetto per lo Spritz

Oggi, è comune vedere lo Spritz servito in un calice da vino, una tendenza probabilmente influenzata dalla popolarità dell'Aperol Spritz e dalle sue campagne pubblicitarie. Indipendentemente dal fatto che venga servito in un calice, un tumbler alto o basso, l'essenza del drink non cambia dal punto di vista tecnico. La scelta del bicchiere è spesso legata alla preferenza personale, ma è importante adattare la ricetta alle dimensioni del contenitore per garantire il giusto equilibrio.

In definitiva, la preparazione dello Spritz è un invito alla sperimentazione e alla personalizzazione. Che si scelga un Prosecco Brut per un gusto più secco e deciso, o un Extra Dry per una nota più morbida e "ruffiana", l'importante è trovare il proprio equilibrio perfetto tra gli ingredienti, celebrando questo iconico aperitivo italiano.

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