Vodka e Inferno: Un Viaggio Gotico tra Passione Oscura e Trasformazione

Il mito del vampiro, radicato nelle profonde pieghe del folklore dell'Europa orientale, ha attraversato secoli e culture, evolvendosi da terrificante figura folkloristica a icona letteraria e cinematografica. Accanto a creature come i lupi mannari e gli zombie, il vampiro occupa un posto di rilievo nell'immaginario collettivo, alimentando narrazioni di terrore, seduzione e immortalità. La figura storica di Vladislav III di Valacchia, meglio noto come Vlad Țepeș (Vlad l'Impalatore), ha fornito l'ispirazione primaria per la creazione di un archetipo letterario che avrebbe segnato la letteratura mondiale: Dracula. Bram Stoker, per dar vita a questo personaggio iconico, intraprese un'approfondita ricerca sulla cultura e la storia dei Balcani, un lavoro che si protrasse per sette anni. Il nome "Dracula" stesso affonda le sue radici nel nome della famiglia Dracul, che significava "appartenente all'Ordine del Drago", un ordine militare del Sacro Romano Impero Germanico fondato dall'imperatore Sigismondo con lo scopo di contrastare l'eresia hussita e contenere l'espansione ottomana.

Ordine del Drago

In questo vasto panorama di narrazioni vampiriche, emerge con forza l'opera "Vodka & Inferno", un progetto letterario che sfida le convenzioni e trasporta il mito in contesti inaspettati. Il primo volume, "La morte fidanzata", ci introduce alla saga della famiglia Mickalov e alle intricate vicende di Viktor e Frattaglia, personaggi che incarnano la dualità tra la creazione e la distruzione, tra l'amore e la morte.

La Nascita di un Mito Condiviso: "Vodka & Inferno"

L'autrice, Penelope delle Colonne, descrive la genesi di "Vodka & Inferno" come un "sogno condiviso". Durante il processo di scrittura, ha cercato un confronto costante con un piccolo pubblico, confrontandosi con persone sui social media e con amiche fidate. Questo approccio collaborativo ha alimentato l'interesse per l'opera, facendo sentire molti lettori parte integrante del "progetto". La risonanza emotiva dei personaggi, definiti dalla stessa autrice come "figli di carta", è tale che molti si sono identificati nei loro dolori e nelle loro peculiarità.

Penelope delle Colonne

Contrariamente alla tendenza contemporanea di ambientare le storie di vampiri in contesti anglosassoni o statunitensi, "Vodka & Inferno" compie una scelta audace: trasporta il mito in Russia. L'autrice sottolinea come la Russia sia ancora considerata la patria del mistero e un baluardo del "barbaro", un'entità temuta e affascinante allo stesso tempo. La "Grande Madre Russia" assume le sembianze di un mostro che continua a incutere timore, un'eco del suo passato imperiale e delle sue vaste e inesplorate terre.

La creazione di un'opera ricca di sfumature e popolata da una moltitudine di personaggi diversi è un'impresa ardua. Penelope delle Colonne descrive il suo processo creativo con immagini potenti: un "gatto umano" siede al suo capezzale, un "figlio di carta" che attende di essere "sputato fuori dal mio cranio". Questo processo quasi viscerale di creazione letteraria si riflette nella profondità e nell'unicità di ogni personaggio.

"La Morte Fidanzata": Venezia e l'Inizio di un'Odissea Oscura

"La morte fidanzata", il primo capitolo della saga "Vodka & Inferno", ci trasporta nella Venezia del 1893, una città decadente e putrida, teatro di oscuri traffici. La storia prende avvio con il ritrovamento del corpo di un giovane, Viktor Mickalov, nel Canal Grande. Annegamento, incidente o suicidio? La sua morte è avvolta nel mistero, complicata da una strana bruciatura sul viso.

Venezia 1893

Il corpo, recuperato da una banda di ladri di cadaveri guidata dal losco Carnemolla, viene affidato alla guardia del giovane Frattaglia. Cresciuto tra le fogne e i cimiteri, Frattaglia sviluppa un'attrazione necrofila per il cadavere incorrotto del giovane Viktor. Questo incontro segna l'inizio di un legame profondo e distorto, che porterà Frattaglia a scambiare il corpo di Viktor con quello di un vagabondo, scatenando l'ira di Carnemolla.

La narrazione si arricchisce di elementi grotteschi e macabri. Frattaglia viene inviato a vendere gli averi di Viktor, ma lungo la strada si imbatte in un Dottore della Peste che lo ipnotizza, proiettando nella sua mente visioni inquietanti. Questo evento segna un punto di svolta, introducendo elementi di mistero e suggestione che preludono alla trasformazione dei personaggi.

"La morte fidanzata" è descritto come un "magma ribollente di idee e suggestioni", un'opera che supera le 500 pagine e in cui l'autrice ha riversato "tutta se stessa". La storia, pur attingendo a topoi del genere gotico, è incardinata in una struttura estetica potente e coerente, che dona nuova energia a cliché e rimandi letterari. La Venezia descritta, con i suoi personaggi senza scrupoli, le prostitute volgari e le lugubri maschere da medici della peste, evoca atmosfere cupe e inquietanti, simili a quelle della Parigi di Jean-Baptiste Grenouille ne "Il profumo" di Patrick Süskind, ma apre anche le porte a un Oriente carico di misteri.

Alcuni personaggi, come Frattaglia e Carnemolla, sembrano quasi delle maschere della tradizione, con nomi che richiamano figure della Commedia dell'Arte. Frattaglia è un Arlecchino demone, Carnemolla un Pantalone bugiardo, mentre Viktor assume le sembianze di una "Colombina a rovescio". L'autrice fa notare come il nome Arlecchino derivi da Erlenkönig, un folletto della mitologia scandinava.

L'opera si distingue per la sua scrittura evocativa, avvolgente, raffinata e prospettica, che offre al lettore una riflessione sulla natura della morte e sull'esistenza. La casa editrice ha definito "La morte fidanzata" un romanzo gotico, un'etichetta che cattura l'essenza di un racconto intriso di oscurità, passione e mistero.

La Trasformazione nella Russia Zarista: "Vodka & Inferno" Vol. 1

La trama di "Vodka & Inferno" si sposta poi nella Russia zarista di fine Ottocento, un cambio di scenario che arricchisce ulteriormente l'originalità della narrazione. La storia ruota attorno a Frattaglia e Viktor, entrambi "scarti e scartati", uniti da un amore che "nulla crea e tutto distrugge". La morte e l'amore si confondono in un vortice nella fredda Russia, dove i membri della famiglia Mickalov subiscono una macabra trasformazione in "upyr" (vampiri).

I Romanov, La gloria e il declino degli Zar - RAI Storia

I vampiri creati da Penelope delle Colonne non sono creature prive di desideri e ambizioni. Essi mantengono le passioni che li guidavano in vita, con la speranza di poterle finalmente realizzare nella loro esistenza non morta. La famiglia Mickalov ambisce a riconquistare l'antico potere su Soroka, una cittadina che appare come un microcosmo della società rurale russa, caratterizzata da una rivalità tra gli aristocratici decaduti Mickalov e i Rodĉenko, emergenti distillatori di vodka.

Viktor, in particolare, è mosso da un desiderio di rivalsa verso un mondo che lo rifiutava e osteggiava in vita, forse spinto dalla disperazione che lo ha portato ad annegare volontariamente. Sua madre coltiva un giardino sempre più mostruoso e segreto, mentre Boris persegue il suo sogno di potere e controllo. Yuri, il medico di famiglia, indaga su misteri insondati e nutre desideri amorosi verso il nipote Petr.

L'opera non rifugge dalla rappresentazione esplicita dell'erotismo e del sesso, mostrando con naturalezza necrofilia, rapporti omosessuali incestuosi, aborti clandestini e una violenza psicologica e fisica pervasiva. Elementi come suggestioni alchemiche e ingranaggi di affascinanti carillon contribuiscono a creare un'atmosfera unica e disturbante.

Il personaggio di Frattaglia, fedele a Viktor e innamorato del suo corpo incorrotto, rappresenta un amore distorto e possessivo. La sua trasformazione in "upyr" avviene quando accidentalmente entra in contatto con alcune gocce del sangue di Viktor, dando vita a una creatura della notte.

La narrazione si arricchisce di dettagli sulla cultura e le usanze della Russia di fine Ottocento, cercando di rendere autentici costumi, abitudini alimentari e stili di vita di una cultura lontana nel tempo e nello spazio. La cittadina di Soroka, descritta come "Madre e Matrigna, Mostro indecente e Regina dell'inverno", incarna la dualità della terra russa, selvaggia e illuminata, infernale e paradisiaca.

"Baciami, Giuda": Il Tradimento e il Dubbio nel Secondo Volume

Il secondo volume della saga, "Baciami, Giuda", promette di esplorare ulteriormente le dinamiche di tradimento e dubbio che permeano la storia. Il titolo stesso evoca un'immagine forte e decisa, paragonata a un "bicchierino d'assenzio", il cui colore verde ispira la copertina del libro. Il verde, infatti, è il colore del dubbio per eccellenza, un tema centrale che l'autrice intende esplorare.

Lo stile pulp, caratterizzato da narrazioni veloci, violente e spesso pulp, sembra predominare nel lavoro di Penelope delle Colonne, contribuendo a creare un'esperienza di lettura intensa e coinvolgente.

L'Eredità del Vampiro: Da Vlad l'Impalatore a Dracula e Oltre

La figura del vampiro ha subito numerose reinterpretazioni nel corso del tempo. Nel cinema, l'attore ungherese Bela Lugosi, con il suo accento slavo, ha dato vita a un Conte Dracula memorabile, conferendo ai dialoghi un sapore autenticamente est-europeo. Successivamente, Gary Oldman ha interpretato un Dracula dal fascino marcato, introducendo una dimensione più romantica e drammatica che ha influenzato le rappresentazioni successive, rendendo il mostro più "dolce" rispetto all'austero Conte originale.

Nel film di Coppola, Dracula viene presentato come un condottiero ribelle a Dio per avergli portato via la donna amata, una figura poetica ed evocativa che sembra aver bevuto dalla saggezza di Thomas Mann, Emily Dickinson e Iginio Tarchetti Ugo.

"Vodka & Inferno" si inserisce in questa ricca tradizione, reinventando il mito del vampiro attraverso una lente specifica, quella della cultura russa e di un amore oscuro e distruttivo. La scrittura di Penelope delle Colonne, definita "preziosa", intreccia amore e morte in una fredda Russia di fine Ottocento, creando un'opera che si posiziona tra i classici della letteratura gotica.

La complessità dei personaggi, la profondità delle tematiche affrontate, come la memoria, l'accettazione del cambiamento e dell'ineluttabile, e la capacità di esplorare universi inesplorati, rendono "Vodka & Inferno" un'opera affascinante e perturbante. L'autrice stessa, Penelope delle Colonne, con il suo nom de plume e la sua aura misteriosa, contribuisce a creare un alone di fascino attorno alla sua opera, quasi fosse essa stessa una figura letteraria.

La saga "Vodka & Inferno" promette di continuare a esplorare le oscure profondità dell'animo umano e del soprannaturale, offrendo ai lettori un'esperienza letteraria indimenticabile, intrisa di sangue, vodka e un amore che sfida i confini della vita e della morte. La storia di Frattaglia e Viktor, uniti da un legame indissolubile e distruttivo, continua a evolversi, invitando il lettore a interrogarsi sulla natura dell'amore, della morte e della trasformazione.

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