Vodka Russa: Storia, Produzione e Cultura di un Distillato Iconico

La vodka, acquavite chiara amata da molti, vanta un passato affascinante e ricco di storie che si estende per secoli e continenti. Dalle sue umili origini nell’Europa orientale al suo emergere come sensazione internazionale, la storia della vodka è colma di aneddoti e significati culturali profondi. Il suo legame con la Russia è indissolubile, tanto da essere spesso considerata il distillato nazionale per eccellenza, sebbene le origini precise siano oggetto di contesa con la Polonia.

Mappa dell'Europa orientale con Russia e Polonia evidenziate

Le Origini Contese e la Nascita del Nome

Le origini della vodka liscia sono contese tra Russia e Polonia, entrambi stati dell’Est Europa. Il primo reperto scritto in cui il distillato viene nominato risale al 1405 e fu trovato a Sandomierz, sede governativa polacca. In questo periodo, la "wódka" era utilizzata principalmente per scopi medicinali e cosmetici. Non fu fino a oltre un secolo che la parola "vodka" fu menzionata in Russia, e interessantemente fu a proposito della vodka polacca.

Il termine "vodka" deriva dalla parola "acqua" - "voda" in russo e "wóda" in polacco. Aggiungendo una "k" a ciascuna parola si ottiene una forma diminutiva, risultando in entrambe le parole che rappresentano "acqua piccola" in entrambe le lingue. Questo legame etimologico sottolinea la purezza e la limpidezza originariamente ricercate nel distillato.

Nel 1430 poi appare quella che è considerata la prima ricetta di vodka russa, per opera del monaco Isidoro, ottenuta dalla fermentazione del pane e con una gradazione relativamente inferiore della vodka attuale. Successivamente nel 1520, in Polonia, nacquero molte distillerie ufficiali e, molto tempo dopo, in Russia, nel 1649, lo zar Alessio emanò un codice imperiale per la produzione dell’alcolico. Qui il termine vodka venne scritto in un documento ufficiale con il significato che conosciamo oggi durante il regno dell'imperatrice Caterina II.

Un Legame Profondo con la Storia Russa

Il rapporto dei russi con la vodka è un tema ricorrente, spesso oggetto di dibattito e soggetto a stereotipi. Tuttavia, è innegabile che questo distillato abbia giocato un ruolo significativo nella storia e nella cultura russa. Si dice che l’alcol sia la ragione per la quale gli slavi pagani si convertirono al cristianesimo. La leggenda narra che il principe Vladimir di Kiev, padre della Russia, scelse il cristianesimo ortodosso piuttosto che l’Islam, in parte a causa della proibizione musulmana al consumo di alcol. Le parole attribuite al principe, "Bere è la gioia dei russi, senza non possiamo vivere!", sebbene leggendarie, illustrano la profonda connessione culturale con questa bevanda. Nel 988 la Rus’ di Kiev adottò il cristianesimo, e questo aneddoto sottolinea l'importanza dell'alcol nella formazione dell'identità nazionale.

Questo legame "intimo" ha fatto sì che, nel corso della storia, la vodka fosse oggetto di più di una battaglia legislativa e sociale. Già nel Seicento gli zar, comprendendo il valore economico derivante dalla vendita di alcol, imposero il monopolio sulla distillazione e la vendita, assicurandosi così una cospicua entrata per le casse dell'Impero.

Tuttavia, i problemi legati al consumo di alcol non sono mancati. Lo zar Nicola II, infuriato per le scarse prestazioni delle truppe durante i combattimenti contro i giapponesi, dovute ai postumi dell'alcol, bandì temporaneamente gli alcolici. Questo periodo di proibizionismo ebbe conseguenze disastrose: privò l'impero di una buona parte delle entrate e portò la popolazione a destinare il grano alla distillazione abusiva del "samogon", un liquore casalingo che si diffuse a macchia d'olio fino agli anni Venti.

Fu Stalin a reintrodurre il monopolio sugli alcolici, non per ragioni romantiche, ma per una pragmatica decisione economica. La vendita degli alcolici rappresentava infatti il modo più rapido ed efficace per sanare le finanze statali cronicamente deficitarie.

Le campagne anti-alcol non si limitarono a quelle di Nicola II e Lenin. Uno dei primi decreti politici di Gorbaciov fu rivolto proprio al consumo di alcolici. La massiccia campagna contro l'alcolismo, avviata prima ancora della perestrojka, fu per alcuni il preludio della sua fine politica, rendendolo malvoluto da molti russi. Secondo il governo Gorbaciov, l'alcolismo era alla base della delinquenza, degli stupri e dell'elevata mortalità della popolazione, e dunque una radice da estirpare. Le motivazioni del decreto gorbacioviano trovano, in parte, riscontro nelle statistiche: un'indagine del 2011 indicava che l'elevato tasso di mortalità in Russia, doppio rispetto al resto dei paesi sviluppati, riguardava principalmente gli uomini ed era dovuto al consumo di superalcolici, stimato tra i 15 e i 18 litri pro capite all'anno.

Immagine storica di una distilleria russa

La Produzione della Vodka: Arte e Scienza

La produzione della vodka, sebbene apparentemente semplice, richiede precisione e attenzione ai dettagli per ottenere il distillato puro e neutro che la caratterizza. La vodka si ottiene grazie alla lavorazione di materie prime ricche di amido e zuccheri. Gli elementi base, quali cereali (come orzo o segale) e patate, di cui si usa la fecola e la polpa, vengono macinati insieme a dell’acqua. Da qui il composto viene lasciato a fermentare con lieviti specifici, in modo che questo raggiunga i gradi alcolici necessari.

Dopo qualche giorno di riposo, il miscuglio inizia ad essere distillato. La distillazione continua con alambicco a colonna è quella più praticata, poiché permette di raggiungere alti gradi alcolici e ottenere un distillato limpido e inodore. Il numero di volte che il composto verrà distillato è una scelta del mastro distillatore: più volte il processo viene ripetuto, più il distillato sarà puro e neutro. L'obiettivo è spesso quello di raggiungere un'alta gradazione alcolica, tipicamente intorno al 96% in volume, prima di essere diluito con acqua purissima per raggiungere la gradazione desiderata, che nella classica vodka russa si aggira intorno al 40% vol.

Esistono però anche produttori di piccole dimensioni che utilizzano la distillazione discontinua, impiegando sia alambicchi a colonna che pot-still, per preservare e valorizzare le caratteristiche organolettiche delle materie prime. Infine, si può procedere a una filtrazione, spesso con carbone attivo, per eliminare eventuali sentori sgraditi e garantire un prodotto più neutro. Tuttavia, alcuni produttori preferiscono una distillazione più accurata per mantenere aromi caratteristici, piuttosto che affidarsi eccessivamente alla filtrazione. Il distillato viene poi opportunamente allungato con acqua distillata o molto povera di minerali.

Come viene prodotta la vodka SMIRNOFF in fabbrica

Varietà e Aromatizzazioni: Oltre il Gusto Neutro

Esistono varie tipologie di vodka, che si distinguono sia in base alla gradazione alcolica che al gusto. Negli ultimi tempi, la vodka aromatizzata ha guadagnato molta popolarità, invadendo gli scaffali dei supermercati e conquistando sempre più consumatori. In questo caso, aromi di frutta o spezie, come la vaniglia e il ginepro, vengono aggiunti tramite macerazione, distillazione o percolazione. Tra le versioni più apprezzate ci sono sicuramente quelle al gusto fragola e pesca.

Alcune ricette tradizionali includono la Zubrówka, aromatizzata con l'erba del Bisonte, la Vodka al miele, alle ciliegie e alle spezie. L'aromatizzazione avviene generalmente privilegiando l'uso espresso di aromi naturali.

La vodka pura, sebbene possa essere completamente neutra, priva di odori e sapori significativi, grazie a massicce distillazioni e filtrazioni, offre anche la possibilità di essere apprezzata per le sue sfumature più sottili. La scelta tra vodka pura e aromatizzata dipende dalle preferenze personali e dall'uso che se ne intende fare, sia esso puro, in cocktail o in cucina.

La Vodka nel Mondo: Diffusione e Consumo

La diffusione su larga scala della vodka in Europa occidentale e in Nord America ha una storia più recente rispetto all'Europa orientale. Raramente veniva bevuta al di fuori dell'Europa orientale prima del 1950, ma la sua popolarità si estese anche al Nuovo Mondo in seguito al dopoguerra francese. Nel 1975, negli Stati Uniti d'America, sorpassò le vendite del bourbon whiskey, fino ad allora il liquore più bevuto dalla popolazione americana.

Il vero boom della vodka in Europa, tuttavia, si verificò dopo la Rivoluzione Russa nel 1917, con la presa del potere da parte dei bolscevichi guidati da Lenin. Molti esuli russi, appartenenti alla nobiltà proprietaria dei segreti della distillazione, emigrarono in Francia per sfuggire alle epurazioni di massa volute dal regime comunista. Tra questi, Piotr Smirnoff è una figura emblematica. Dopo essere emigrato in Turchia e Polonia per sfuggire alla persecuzione, decise nel 1925 di stabilirsi definitivamente a Parigi, dove cambiò il suo nome in Pierre. Vicende analoghe riguardano i Romanoff e il conte Keglevich, quest'ultimo rifugiatosi a Trieste.

In età contemporanea, soprattutto in Russia ma anche in Polonia, sono migliaia le distillerie che producono questa bevanda. Si produce un'ottima vodka anche in quasi tutti i paesi del Nord Europa, i quali ne sono anche ottimi consumatori, con tradizioni che si tramandano da secoli.

Anche se la vodka non appartiene alla cultura italiana, a partire dalla fine del XX secolo sono aumentate nel Paese sia la produzione che il consumo della bevanda. La vodka è un distillato che, secondo la tradizione dei Paesi d'origine, va bevuto liscio e freddo (ma non ghiacciato) per assaporarla meglio in tutta la sua pienezza. Va servita nel classico bicchiere da vodka russo, che non è a forma di provetta, come si usa in Occidente, ma è un piccolo calice a pareti svasate, tale da consentire di bere il distillato non tutto di un fiato, ma assumendo insieme piccoli snack, vivande o un sorso d'acqua.

Immagine di un bicchiere da vodka russo tradizionale (graneniy stakan)

La Vodka nella Cultura e nelle Celebrazioni

La vodka è parte integrante della cultura russa, associata a celebrazioni, brindisi e ospitalità. Il rito del brindisi è particolarmente sentito: "Siccome io vengo da Roma si comincia brindando alla mia città. Ma loro sono di Nizhny Novgorod e si brinda a Nizhny Novgorod. Dove sono diretta io, a Mosca? E si brinda a Mosca! Loro tornano da Irlutsk? Un brindisi a Irkutsk!". Questa condivisione di brindisi evidenzia come la vodka sia un veicolo di connessione sociale e di celebrazione dei legami.

In Russia, la vodka si beve tradizionalmente alla goccia nei "graneny stachan", i minuscoli bicchierini di vetro a dodici faccette. Non si sorseggia, ma si manda giù il liquore tutto d'un fiato, spesso accompagnato da un cetriolo sottaceto o da altri stuzzichini salati, noti come "zakuski".

In Occidente, si è portati a pensare che il rapporto dei russi con la vodka sia niente più che un luogo comune, un po' come l'associazione degli italiani con "spaghetti e mandolino". Katia, una guida incontrata a Irkutsk, esprimeva il suo fastidio per questo binomio, affermando: "Non è vero che beviamo molta vodka, è solo una diceria". Tuttavia, è difficile negare l'importanza culturale e storica di questo distillato nel contesto russo.

Anche in contesti inaspettati, come un treno per Mosca, la vodka fa la sua comparsa. L'episodio di Yulia e Ivan, una coppia di turisti russi che condividono la loro "Russian vodka" con la narratrice, illustra la generosità e l'entusiasmo con cui i russi possono approcciare questa bevanda e la condivisione culturale. L'aneddoto del passeggero ubriaco che manca la sua stazione, pur evidenziando le conseguenze negative del consumo eccessivo, si inserisce in un racconto che mescola umorismo e osservazione della vita quotidiana.

La vodka è ottima anche nella preparazione di primi piatti italiani, come anche per cocktail e long drink. Riesce sempre a unirsi al meglio con gli altri ingredienti senza mai prevalere, donando, alla bevuta, una piacevole armonia di gusto. Può essere servita con la decorazione di una fettina di agrumi, od oliva, o ciliegina rossa. La vodka può essere utilizzata anche in cucina, dove è impiegata per migliorare varie ricette o come ingrediente-chiave, dimostrando la sua versatilità al di là del consumo diretto.

Immagine di una tavola imbandita con zakuski e bottiglie di vodka

Marche Famose e Innovazioni

La vodka russa nasce dall’unione di due elementi fondamentali: l’acqua purissima, elemento chiave per l’ottima riuscita del distillato, e il distillato di malto, proveniente da un frumento fermentato selezionato e 100% naturale.

Tra le marche più pregiate e famose del mondo, la vodka Beluga, prodotta dalla distilleria Mariinsky fondata nel cuore della Siberia nel 1900, si distingue per la sua qualità. La prima versione lanciata sul mercato nel 2002 è stata la Beluga vodka Noble, nata dopo un lungo e scrupoloso lavoro per assicurare una produzione d’eccellenza, con un gusto ed un aroma ricco ma estremamente delicato. La casa madre Beluga vodka si trova in un punto strategico del territorio siberiano, con accesso a numerosi pozzi artesiani profondi circa 300 metri da cui si attinge acqua purissima.

Il processo produttivo della vodka Beluga si compone di tre fasi di distillazione in alambicchi continui, e un successivo riposo del distillato per un periodo compreso tra 1 e 3 mesi. La linea Beluga si presenta con bottiglie dal design sempre originale, ma ciò che resta fedele, nonostante le numerose versioni e varianti, è il suo sapore nobile, unico e armonico da vera vodka russa. Tra le varianti, la Beluga vodka Gold Line viene prodotta e venduta in un numero estremamente limitato, mentre la Beluga Transatlantic, creata per celebrare la squadra di vela russa, prevede una quarta fase di filtraggio attraverso il cotone e una maturazione di 45 giorni.

L.O. Smith rivoluzionò il business della vodka in Svezia alla fine del XIX secolo iniziando a utilizzare il processo di distillazione continua su larga scala. Acquistò una vecchia fabbrica di cherosene e la ricostruì in una distilleria dove era in grado di purificare la vodka e venderla alla gente di Stoccolma.

Nella primavera del 1979, è stata introdotta Absolut Vodka, debuttando sul mercato globale e rendendo omaggio alle sue radici scandinave e al lascito di Absolut Rent Brännvin e L.O. Smith. Sette anni dopo l’inizio del marchio, nel 1986, è stata creata Absolut Peppar, diventando la prima vodka aromatizzata nella famiglia Absolut. Inizialmente, Absolut ha creato il sapore Peppar per fare il perfetto Bloody Mary, poiché la vodka e il pepe sono gli ingredienti principali di questo cocktail popolare.

Oggi, la vodka continua ad essere prodotta e apprezzata in tutto il mondo, con diverse marche che offrono la propria visione unica dello spirito tradizionale. C'è inoltre in corso un'esplorazione con nuove tecnologie, come enzimi e nanotecnologie, per velocizzare la produzione e migliorare la filtrazione. La storia della vodka è ricca e diversificata come i suoi profili di gusto; molto prima che rum, tequila, whisky o gin venissero alla luce, c'era la vodka. Questo spirito senza tempo e amato ha aperto la strada ai suoi simili e rimane un pioniere. E mentre si alzano i bicchieri per brindare a questo spirito duraturo, si esplora il mondo saporito delle vodka aromatizzate.

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