La storia della Cantina Sociale di Ortona è profondamente intrecciata con le vicende millenarie della città stessa, un legame che affonda le radici nell'antichità e si proietta verso il futuro con un occhio attento alla qualità e alla sostenibilità. Il percorso di Ortona, da porto strategico dei Frentani a centro vitivinicolo di rilievo, è segnato da conquiste, dominazioni e una continua evoluzione economica e sociale, elementi che hanno plasmato l'identità e le tradizioni locali, inclusa la nascita e lo sviluppo della sua Cantina Sociale.
Le Origini Antiche di Ortona: Dalla Preistoria al Porto dei Frentani
L'area di Ortona vanta una storia antichissima, con insediamenti che risalgono all'età del bronzo e persino al Neolitico. I ritrovamenti archeologici nella zona del Castello Aragonese testimoniano una presenza umana consolidata fin da epoche remote, con abitazioni situate sul promontorio che oggi domina il mare. La scoperta di fili da pesca suggerisce un'attività legata al mare fin da tempi immemorabili. Il toponimo stesso, "Ortona" o "Hortona", potrebbe avere origini pre o protoindoeuropee, indicando una continuità abitativa millenaria.
In epoca storica, Ortona divenne un importante scalo marittimo per la popolazione italica dei Frentani. Il geografo greco Strabone la definì "Hortòn epineiòn frentanòn", ovvero "Ortona, porto dei Frentani", sottolineandone la centralità strategica nel commercio adriatico. Durante la Seconda Guerra Punica, una leggenda popolare, riportata dallo storico Giovan Battista de Lectis, narra di una sosta di Annibale nei pressi di Ortona, nella zona tratturale di Armentizia, per abbeverare i cavalli a una fontana. Questa fontana, nota come "Fontana di Annibale" o "del Peticcio", divenne per secoli un punto di incontro per contadini e pescatori, un luogo di scambio e di vita comunitaria.

L'importanza strategica di Ortona non sfuggì a Roma. Dopo la conquista delle terre dei Frentani, i Romani potenziarono il porto, riconoscendo il suo valore commerciale. Sotto il dominio romano, Ortona divenne una delle principali città della Regione Sannita IV, beneficiando ampiamente del commercio marittimo sull'Adriatico. La città romana fu costruita sull'arx che sorgeva sulla falesia tufacea dove oggi si erge il Castello Aragonese. Scavi archeologici hanno rivelato tracciati stradali e porzioni del recinto dell'antica urbe, insieme a numerosi reperti. L'area urbana romana è stata individuata tra Piazza della Repubblica e il Castello Aragonese, attraversando la Via della Cattedrale, con l'arx romana situata all'interno del castello.
L'Evoluzione Storica di Ortona: Dalla Dominazione Bizantina al Regno Normanno
Dopo la caduta dell'Impero Romano, Ortona passò sotto la dominazione bizantina nel VI secolo. Durante questo periodo, la città assunse un ruolo strategico fondamentale nelle guerre contro i Longobardi, che controllavano l'entroterra, e divenne un importante centro di scambio merci. I Bizantini riconobbero l'importanza strategica del sito portuale, e Ortona divenne una sorta di capitale per quella parte d'Abruzzo sotto il loro controllo, dotata di una cinta muraria che cingeva l'area di "Terravecchia". San Gregorio Magno, nelle sue lettere, fa riferimento a una proto-diocesi con sede a Ortona, menzionando i vescovi Blandus e Calumniosus. Nonostante le testimonianze scritte, poco resta del passaggio bizantino, fatta eccezione per un corredo funebre di grande valore rinvenuto in località Bardella e conservato nel Museo Archeologico di Chieti.
Nell'anno 803, Ortona fu conquistata dai Franchi e annessa alla contea di Chieti. Successivamente, con i Normanni, la città subì ulteriori trasformazioni. La conquista normanna del 1075 portò Ortona ad essere annessa al Regno di Sicilia. L'avanzata normanna creò contrasti con la signoria locale degli Attoni di Chieti, culminando in una battaglia che vide una sconfitta per il conte di Chieti. I Normanni distrussero l'antica chiesa di Santa Maria degli Angeli, l'attuale cattedrale. Tuttavia, nel 1196, l'imperatore Enrico VI concesse a Ortona uno statuto giuridico-amministrativo che fissava criteri precisi per l'esercizio delle attività commerciali.

Il Medioevo e il Rinascimento: Tra Privilegi Angioini e Rivalità
Durante il Medioevo e il Rinascimento, Ortona continuò a rivestire un ruolo significativo. Sotto il governo svevo, Manfredi di Sicilia ordinò nel 1258 la realizzazione di tre galee per la guerra tra Genova e Venezia. Con la caduta degli Svevi, arrivarono gli Angioini, e Ortona ricevette diversi privilegi da Carlo I e Carlo II d'Angiò. Nel 1273, Ortona entrò a far parte dell'Abruzzo Citeriore, sotto il diretto controllo di Chieti. Carlo II d'Angiò confermò nel 1295 la rettifica del pagamento delle tasse, poiché la città era incamerata nel regio demanio e utilizzata come fabbrica di galee per le esigenze belliche del Regno.
Questi privilegi, uniti a generose pensioni per balestrieri e giustizieri, alimentarono una profonda rivalità con la vicina Lanciano, che sfociò in una vera e propria guerra nel 1426. Lanciano, forte della sua importanza commerciale e delle fiere mercantili, diede inizio ai primi focolai di rivolta contro i privilegi di Ortona.
Un evento di grande rilievo storico e religioso per Ortona fu l'arrivo delle reliquie di San Tommaso Apostolo. Nel 1258, il capitano ortonese Leone Acciaiuoli, di ritorno da una spedizione militare in Asia, si recò sull'isola greca di Chio, dove erano custodite le reliquie. Secondo la tradizione agiografica, Acciaiuoli sarebbe stato guidato da una luce miracolosa e da una mano luminescente per estrarre un osso dalla tomba dell'apostolo. Le reliquie giunsero a Ortona il 6 settembre 1258, tra solenni festeggiamenti, e furono traslate nella cripta della Cattedrale. Questo evento segnò profondamente l'identità religiosa e culturale della città.
Le reliquie di San Tommaso Apostolo a Ortona
La Nascita della Cantina Sociale di Ortona: Risposta a una Crisi Economica
La storia della Cantina Sociale di Ortona prende avvio nel 1931, in un periodo segnato da una grave depressione economica globale, originata negli Stati Uniti nel 1929 e diffusasi rapidamente in Europa. In Italia, le conseguenze furono particolarmente gravi, con un numero impressionante di fallimenti di aziende private e prezzi delle uve rovinosi.
In questo contesto di crisi, trentotto viticoltori, proprietari di aziende di media e grande dimensione, diedero vita alla Cantina Sociale. Il loro obiettivo principale era quello di contrastare l'esodo dalle campagne, porre rimedio alla diminuzione delle superfici vitate e, soprattutto, offrire sbocchi di vendita più redditizi ai produttori. La costituzione della Cooperativa, con lo scopo della vinificazione in comune, si concretizzò con un atto pubblico rogato dal notaio Massa Saluzzo il 12 settembre 1931. Questo atto di coraggio rappresentò un momento fondamentale per il futuro del settore vitivinicolo ortonese, un'iniziativa di cui la Cantina continua ad essere orgogliosa.
L'architettura delle cantine storiche di Ortona è un esempio notevole di ingegneria sotterranea. Le cantine sono situate sotto il centro storico, in caverne scavate nelle rocce risalenti al periodo romano. Un cunicolo si estende per oltre 20 chilometri, storicamente utilizzato per il trasporto del vino. La Cantina principale, cuore dell'attività, ospita un'ampia collezione di botti in legno.
L'Evoluzione e la Modernizzazione della Cantina Sociale
A partire dagli anni Sessanta, la Cantina Sociale di Ortona ha intrapreso un percorso di valorizzazione della qualità del vino locale, puntando al conseguimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC). I primi vini a ottenere questo riconoscimento furono il Barbera e il Cortese dei Colli Tortonesi, considerate perle della produzione del territorio.
La gestione della Cantina Sociale ha visto una progressiva transizione verso un modello imprenditoriale e manageriale. Si è passati da una produzione di massa a una focalizzata sulla qualità, un requisito essenziale per la coltivazione delle uve, anche in seguito alle direttive europee. La tipicizzazione del "Pergolone", un sistema di allevamento della vite tipico di Ortona, ha rappresentato un momento di grande mobilità sociale, coinvolgendo prevalentemente le donne che lavoravano la terra. Questo sistema, unico per la città, ha contribuito a creare un forte senso di identità sociale e un brand di garanzia per il territorio.
Attualmente, la Cantina Sociale di Ortona ha un consiglio reintegrato, guidato dal presidente Lucio di Bartolomeo, con l'obiettivo di sviluppare nuovi progetti e offrire risultati concreti ai suoi circa 400 soci.

La Cantina Sociale Oggi: Innovazione, Qualità e Sostenibilità
La Cantina Sociale di Ortona continua a proiettarsi verso il futuro, partecipando a importanti eventi di settore come il Vinitaly di Verona. La presentazione della nuova linea di vini "Gustav" al Vinitaly 2018 ha rappresentato un'occasione per commemorare il 75° anniversario della Battaglia di Ortona. L'etichetta "Gustav" richiama la linea militare che nel 1943/44 divideva l'Italia, con l'intento di ricordare i sacrifici patiti da soldati e civili e promuovere la pace e la concordia tra i popoli.
L'offerta di un bicchiere di vino è vista come un gesto di amicizia, un accompagnamento ai momenti di condivisione e convivialità. Ortona, con la sua ricca storia e la valorizzazione dei suoi prodotti tipici come l'uva e l'olio, tramanda esperienze di generazione in generazione, preservando le proprie origini e il patrimonio storico, culturale ed economico.
Le manifestazioni come "CON.VI.VI, CON.V.OLI e CON.VIN.CI", giunte alla XIV edizione, sottolineano l'importanza della valorizzazione dell'uva e dell'olio prodotti nelle contrade di Ortona, incentivando la memoria del passato e la continuità con il presente e il futuro. Queste iniziative vedono la partecipazione di professionisti del settore che approfondiscono il valore culturale, sociale ed economico dei prodotti locali.
Il dibattito sull'evoluzione della vitivinicoltura ortonese evidenzia le profonde trasformazioni avvenute negli ultimi 50 anni, con una crescita quantitativa e qualitativa del Montepulciano d'Abruzzo, che ha festeggiato i suoi primi 50 anni di DOC. La produzione vinicola in Abruzzo è aumentata significativamente, e mentre in passato l'uva da tavola prevaleva, oggi il settore è quasi interamente orientato all'enologia.
La gestione imprenditoriale della Cantina Sociale di Ortona punta alla qualità, in linea con le direttive europee. La tipicizzazione del pergolone ha avuto un forte impatto sociale, sebbene questa dinamica si stia progressivamente perdendo, così come è accaduto per altri prodotti tradizionali che hanno perso la loro stratificazione sociale, generando un impoverimento territoriale.
L'opportunità offerta dal Pergolone è stata evidenziata anche per il suo valore sociale, permettendo alle persone anziane proprietarie di piccoli appezzamenti di dedicarsi alle vigne, grazie anche alla presenza di punti di raccolta come la Cooperativa.
Le sfide future per la produzione vitivinicola includono il cambiamento climatico. La sostenibilità diventa la parola d'ordine, con la coltivazione di uve ottenute con pochi trattamenti e interventi minimi in cantina, per ottenere un prodotto sempre più naturale e autentico. La Cantina Sociale di Ortona si impegna a mantenere vivo questo legame con la terra e la tradizione, innovando costantemente per garantire qualità e autenticità.