Carpineti: Un Viaggio nel Cuore del Lazio, Tra Tradizione e Innovazione Vitivinicola

La storia di Marco Carpineti e della sua azienda vinicola è un racconto avvincente di passione, coraggio e un profondo legame con la terra. Nata da un sogno giovanile e cresciuta grazie a una visione audace, l'azienda Carpineti rappresenta oggi un faro di eccellenza nel panorama enologico del Lazio, distinguendosi per la valorizzazione dei vitigni autoctoni e un impegno incrollabile verso la sostenibilità.

Le Origini: Un Passato di Radici e Passioni

La storia di Marco Carpineti affonda le sue radici nel territorio di Cori, un comune del Lazio meridionale incastonato tra i Monti Lepini, i Colli Albani e la Pianura Pontina. È qui che Marco nasce il 2 luglio 1959, figlio di Paolo e Clara Gattamelata. Suo padre Paolo, agricoltore, coltiva già vigneti e uliveti, trasmettendo al figlio l'amore per la campagna e la viticoltura. La madre Clara, sarta di talento, contribuisce al sostentamento familiare con il suo lavoro. Fin da bambino, Marco dimostra una vivacità e una curiosità che lo portano ad esplorare le campagne circostanti, coltivando passioni come la caccia.

Dopo gli studi dell'obbligo a Cori, Marco si iscrive all'Istituto Tecnico Industriale Galileo Galilei di Latina, dove scopre un'inclinazione per l'elettronica. La scelta di proseguire gli studi a Velletri, più vicina al suo paese, lo porta a dilettarsi nella costruzione di amplificatori e casse acustiche. Un'offerta di lavoro come tecnico a Roma, apparentemente allettante, viene declinata da Marco, il cui legame con il suo territorio è troppo forte. Accetta invece un impiego a tempo indeterminato presso il Comune di Cori, potendo così rimanere vicino alla sua famiglia e al padre.

Nel frattempo, la storia d'amore con Bianca, iniziata in gioventù, culmina nel matrimonio. La vita, tuttavia, riserva un duro colpo nel 1985 con la prematura scomparsa del padre Paolo. Questo evento segna profondamente Marco, spingendolo a una decisione radicale: lasciare il posto fisso per dedicarsi anima e cuore alla piccola azienda agricola di quattro ettari e mezzo ereditata dal padre.

Paesaggio rurale con vigneti e uliveti nella campagna laziale

La Scommessa sui Vitigni Autoctoni e la Nascita di una Visione

Nonostante l'impegno nell'azienda agricola, Marco Carpineti non smette di studiare. Si iscrive alla facoltà di Agraria a Perugia, ma dopo un anno interrompe gli studi universitari, preferendo approfondire la viticoltura attraverso lo studio autonomo. Questo periodo è fondamentale per la maturazione della sua visione. Marco comprende l'importanza di valorizzare le radici del territorio, iniziando a concentrarsi sui vitigni autoctoni, in particolare il Bellone e il Nero Buono, presenti sui Monti Lepini.

La sua leadership e la sua visione lo portano a essere eletto consigliere e poi presidente della cooperativa vinicola Cincinnato, un'entità che riunisce oltre quattrocento famiglie coresi. Tuttavia, nel 1994, Marco decide di percorrere la propria strada, dimettendosi dalla cooperativa per avviare un percorso individuale orientato alla qualità. Questa scelta segnerà in modo decisivo il futuro della sua azienda. Marco intuisce che per ottenere grandi risultati è fondamentale una profonda comprensione dei luoghi, un'interpretazione attenta delle varietà di vite e una corretta collocazione dei vigneti, considerando esposizione, altitudine e caratteristiche del terreno.

L'Espansione e la Certificazione Biologica: Un Impegno per la Sostenibilità

Il nuovo millennio segna un'ulteriore tappa fondamentale con la costruzione della nuova cantina nella Tenuta Capolemole, situata sulla strada provinciale Velletri-Anzio. Da qui, la visione di Marco si amplia. L'azienda cresce, acquisendo nuove tenute come Pezze di Ninfa, San Pietro e Antoniana. Queste terre, caratterizzate da terreni di origine vulcanica e un microclima particolare creato dalla vicinanza delle colline al mare, si rivelano particolarmente vocate alla viticoltura.

Un elemento distintivo dell'azienda Carpineti è il suo pionieristico impegno verso l'agricoltura sostenibile. Marco Carpineti è tra i primi in Italia ad ottenere la certificazione biologica, un traguardo che testimonia la sua dedizione alla preservazione dell'ambiente e alla produzione di vini che rispettano la natura. Questo approccio si riflette in ogni aspetto della produzione, dalla cura delle vigne all'integrità naturale che le accompagna.

Grappoli di uva Bellone maturi su un vigneto biologico

L'azienda oggi conta sulla collaborazione di sessanta dipendenti e sul prezioso contributo dei figli di Marco, Paolo e Isabella, che dopo la laurea sono entrati a far parte dell'azienda, portando nuove energie e visioni. Paolo, in particolare, dimostra un grande entusiasmo e una visione innovativa, soprattutto per quanto riguarda le specie autoctone locali, Bellone e Nero Buono.

Kius: L'Eccellenza di Nicchia nel Mondo degli Spumanti

Tra le innovazioni più significative dell'azienda Carpineti spicca la produzione di Kius, uno spumante Metodo Classico biologico. Kius nasce dall'antica uva Bellone e dal Nero Buono, vitigni autoctoni che Marco Carpineti ha riscoperto e valorizzato con tenacia. Questo spumante si distingue nettamente dai Prosecco industriali per il suo metodo di produzione e l'uso di vitigni autoctoni. La sua posizione come eccellenza di nicchia nel panorama nazionale è un motivo di orgoglio per il territorio, un esempio di come la valorizzazione delle proprie radici possa portare a risultati di altissimo livello.

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Le Tenute Carpineti: Un Mosaico di Paesaggi e Vini

Ogni tenuta dell'azienda Carpineti ha una sua identità distintiva, che contribuisce alla ricchezza e alla complessità del portafoglio vini:

  • Tenuta Capolemole: È il luogo da cui tutto è partito, un'area con panorami mozzafiato e terrazzamenti antichissimi. Qui nasce il primo rosso di riserva di Marco Carpineti, il Dithyrambus, frutto di una selezione meticolosa di clima, terreno e vitigni. La cantina principale si trova in questa tenuta.

  • Tenuta Pezze di Ninfa: Caratterizzata da un suolo argilloso e calcareo, questa tenuta rappresenta la volontà di Marco Carpineti di esplorare nuovi territori e climi nascosti, alla ricerca di sfumature e sentori inediti per le varietà antiche.

  • Tenuta San Pietro: Un'ulteriore avventura che porta le vigne verso colli più dolci, protetti da boschi, in un contesto quasi intatto. È qui che Paolo Carpineti, figlio di Marco, inizia a muovere i primi passi in azienda, portando il suo entusiasmo e una visione frizzante sulle uve autoctone.

  • Tenuta Antoniana: La sfida più recente e ambiziosa della famiglia Carpineti, orientata al biodinamico e alla biodiversità ambientale. Qui si sperimenta la valorizzazione del vino Cecubo, il vino degli imperatori romani, e si ricerca la riscoperta di grani antichi, la conservazione di ulivi ultrasecolari e la rivalutazione dei sentieri montani. È in questa tenuta che nasce il progetto "Limito", il vigneto-labirinto più grande del mondo.

Limito: Il Labirinto di Vite, Metafora della Vita e dell'Innovazione

Il progetto "Limito", situato nella Tenuta Antoniana, è un'opera d'arte paesaggistica e un esperimento agricolo di portata mondiale. Nato durante il primo lockdown, questo vigneto-labirinto di tre ettari è stato concepito come una metafora del percorso della vita, con le sue sfide, i suoi cambiamenti e la possibilità di "perdersi per ritrovarsi".

Vista aerea del vigneto-labirinto

Il disegno, creato dall'architetto paesaggista Fernando Bernardi su ispirazione di Paolo Carpineti, si compone di spirali, onde e percorsi che invitano alla riflessione e alla convivialità. I vitigni piantati sono quelli del territorio: Bellone, Nero Buono e l'antica varietà Abbuoto, riscoperta dall'azienda e utilizzata per produrre uno dei vini più rinomati dell'antica Roma.

"Limito" non è solo un'opera d'arte, ma anche un esperimento agricolo volto a favorire la maturazione delle uve e a gestire al meglio la pianta. Il progetto incarna perfettamente la filosofia di Carpineti: valorizzare il contesto locale creando opere di ampio respiro, senza limiti, unendo tradizione e innovazione, arte e agricoltura.

Carpineti Experience: Oltre il Vino, un Viaggio nel Territorio

La visione di Carpineti non si limita alla produzione di vino. Con il progetto "Carpineti Experience", Isabella Carpineti ha sviluppato un'offerta che va oltre la degustazione, creando un percorso esperienziale che unifica storia, tradizione, innovazione e la bellezza del territorio. Questo approccio mira a diffondere la conoscenza della ricchezza culturale ed enogastronomica del Lazio, offrendo ai visitatori un'immersione completa nella filosofia e nei valori dell'azienda.

Dalla piccola casa di campagna con un pergolato di uve lungo la Via Francigena, Marco Carpineti ha saputo trasformare un'eredità familiare in una realtà vitivinicola di primo piano, unendo una profonda conoscenza del passato con uno sguardo audace verso il futuro. La sua storia è un inno al coraggio, alla pazienza, alla determinazione e all'amore per la propria terra, un esempio di "orgoglio pontino" che merita di essere raccontato e celebrato.

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