L'olio extravergine d'oliva (EVO) è un pilastro della tradizione gastronomica italiana, un elemento immancabile sulle tavole di ogni famiglia. Ma al di là del suo ruolo in cucina, l'olio EVO racchiude un mondo di sapori, profumi e storia che merita di essere scoperto, fin dalla più tenera età. La "Scuola di Olio" della Fondazione Italiana Sommelier offre un'opportunità unica per i bambini, un percorso didattico e sensoriale che trasforma l'assaggio dell'olio in un'avventura entusiasmante.

Dalla Pianta al Bicchiere: Un'Esperienza Educativa Completa
Le visite didattiche presso un frantoio, pensate inizialmente per gli alunni delle scuole primarie e secondarie, si rivelano in realtà adatte a studenti di ogni ordine e grado, nonché alle famiglie. Queste esperienze sono progettate per svolgersi tutto l'anno, anche se la produzione è strettamente legata alla stagionalità della raccolta delle olive. Il percorso educativo inizia solitamente con una passeggiata nell'oliveto che circonda l'azienda agricola. Qui, i partecipanti possono osservare da vicino gli ulivi, comprendere le diverse varietà (cultivar) e apprendere le tecniche di raccolta delle olive, un momento cruciale che influenzerà la qualità finale dell'olio.
Successivamente, la visita prosegue all'interno della sala accoglienza, un ambiente dedicato alla spiegazione del processo produttivo e delle fasi di commercializzazione dell'olio. Questo momento teorico è fondamentale per fornire un quadro completo, dalla materia prima al prodotto finito.

Immersione nei Profumi e nei Sapori dell'Olio EVO
Il cuore dell'esperienza si svolge negli impianti produttivi. È qui che i visitatori, soprattutto i bambini, vengono immersi nei profumi intensi e nei sapori inconfondibili dell'olio extravergine d'oliva. La "Scuola di Olio" della Fondazione Italiana Sommelier, in particolare, si rivolge ai bambini dai 5 agli 11 anni, con l'obiettivo di trasmettere loro il "più bel messaggio possibile che l’Olio sa dare".
I docenti dell'Associazione Italiana Sommelier dell’Olio guidano i giovani partecipanti attraverso un percorso di scoperta, raccontando le diverse cultivar, i procedimenti di estrazione, le zone vocate alla produzione e le varie tipologie di olio. Questa iniziativa, esclusiva della Fondazione Italiana Sommelier, è nata dalla sorpresa di fronte alla straordinaria curiosità che questo argomento suscita nei bambini. I loro sensi, incontaminati ma estremamente attenti, si rivelano veri e propri strumenti di apprendimento, capaci di cogliere sfumature che spesso sfuggono agli adulti.
Superare lo Scetticismo Iniziale: La Chiave del Successo
L'idea di far conoscere la vera qualità dell'olio EVO al consumatore, in collaborazione con associazioni olivicole, è maturata diversi anni fa. Inizialmente, i progetti comunitari sull'olivicoltura prevedevano corsi di primo accostamento, mirati a formare professionisti del settore. Tuttavia, l'intuizione di ampliare queste conoscenze a un pubblico più vasto, compresi i bambini, è emersa osservando, durante eventi come il SOLAGRIFOOD di Verona, ragazzi che assaggiavano l'olio con il metodo professionale, mostrandosi entusiasti.
La proposta di replicare questa esperienza negli istituti scolastici non fu accolta con immediato entusiasmo dai bambini delle scuole elementari. L'idea di assaggiare olio a crudo li rendeva scettici, quasi rabbrividiti, temendo possibili "problemi intestinali" come comunemente si credeva. Per catturare la loro attenzione e stimolare la loro curiosità, fu necessario un approccio didattico innovativo.
Il Metodo Vincente: Dalla Teoria alla Pratica Sensoriale
Dopo una prima ora di teoria, volta a spiegare le caratteristiche più semplici dell'olio, la pianta dell'ulivo, il frutto e i benefici per la salute, si passò alla fase pratica. Il metodo che si rivelò vincente fu quello di spiegare cosa cercare in un olio di qualità. L'analogia con la frutta fu un punto di svolta: ogni frutto maturo e spremuto emana un odore caratteristico.
Come nasce Olio Extravergine Italiano Redoro?
La prima prova prevedeva l'utilizzo di due bicchierini da caffè per ciascun bambino. In ciascuno fu versata una tipologia diversa di olio, senza mostrare le etichette. Ai bambini fu chiesto di concentrarsi, inalare lievemente gli odori e confrontarli: erano diversi, simili, uguali o profondamente differenti? Le loro espressioni spontanee, i commenti anche chiassosi, erano già una vittoria. Emergeva chiaramente la differenza tra un olio extravergine di qualità (olio n. 1) e un olio con difetti (olio n. 2).
Riconoscere la Freschezza: L'Olio come Specchio della Natura
Superato il primo step, si passò a domande più specifiche. Si chiese ai bambini se l'olio buono, oltre al sapore delle olive, ricordasse loro qualcos'altro. Dopo un iniziale silenzio, si utilizzò un altro stimolo: l'odore dei campi d'erba. Ai bambini fu chiesto di risentire l'olio n. 1 e di verificare se evocasse quella sensazione. La sorpresa fu generale: l'olio evocava l'odore dei campi, dell'erba appena tagliata. Fu ribadito che un olio di qualità ricorda sempre qualcosa di fresco presente in natura.
Questo approccio si dimostrò estremamente efficace. I ragazzi, non essendo assuefatti agli odori e privi dei condizionamenti che spesso influenzano gli adulti, memorizzano con facilità e sono più ricettivi. La loro spontaneità e la loro capacità di cogliere le percezioni del momento, senza pregiudizi, rappresentano un vantaggio ineguagliabile.
Le prove furono ripetute più volte, con risultati trionfali. I bambini si dimostrarono competitivi anche nell'assaggio, riconoscendo unanimemente gli oli buoni.
La Prova del Pane: Un Successo Inaspettato
La prova finale, che concludeva ogni giornata di lezione (erano previste tre lezioni da cinque ore ciascuna), era quella sul pane. Ogni bambino sceglieva l'olio che più gli era piaciuto per condire una fetta di pane. La gioia era palpabile mentre mangiavano il pane arricchito dall'olio EVO, parlandone con entusiasmo. Ogni bambino consumava almeno quattro fette di pane e olio.
La domanda che seguì fu illuminante: preferivano la loro merendina abituale o il pane con olio EVO? La risposta fu un coro entusiasta di approvazione per il pane e olio. Nessuno preferiva la merendina. Questo risultato portò a riflettere sull'importanza di questi corsi nelle scuole: non solo si offriva un'educazione alimentare preziosa, ma si promuoveva il consumo di olio EVO, con un potenziale risparmio sulle merendine costose. Un mix perfetto che avviava una filiera a circolo virtuoso.
Estendere il Successo: Dalla Scuola Primaria alle Superiori
L'esperimento fu poi esteso alle scuole medie e superiori, ottenendo ottimi riscontri da queste ultime, mentre le scuole medie mostrarono risposte meno convinte, probabilmente a causa della differente fase evolutiva legata all'età.
Ci si interroga sulla ragione per cui le Regioni italiane, in collaborazione con i rispettivi provveditorati, non istituiscano questi corsi su base annuale. Purtroppo, eventi come il Covid-19 hanno momentaneamente interrotto queste iniziative, ma si auspica che questo tempo possa essere utilizzato per una programmazione futura più solida e diffusa. L'educazione sensoriale e alimentare dei più giovani attraverso la scoperta dell'olio extravergine d'oliva rappresenta un investimento fondamentale per la salute, la cultura e la valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano.

tags: #degustazione #olio #bambini