L'arte della degustazione, un'esperienza che va ben oltre il semplice assaggio, si rivela un percorso affascinante nella cultura e nell'evocazione emozionale che si cela dietro un calice di vino. Questo principio, profondamente radicato nell'animo di chi si dedica a questo mondo, trova una sua piena espressione in eventi dedicati alla scoperta di etichette prestigiose e all'abbinamento con proposte culinarie raffinate. Un esempio emblematico di questa sinergia tra vino e cibo si è manifestato in un'occasione speciale, focalizzata sui vini delle Tenute Lunelli, presentati al congresso di Identità Golose, e che ha avuto come cornice il Devero Hotel.
Le Tenute Lunelli: Dalle Bollicine all'Eleganza dei Rossi
La famiglia Lunelli, da tempo sinonimo di eccellenza italiana nel mondo dello spumante Ferrari fin dal 1952, ha saputo evolversi e ampliare il proprio orizzonte enologico. Negli anni Ottanta, pur nel riconoscimento della nobiltà, della nobilitazione e della redditività delle bollicine, la famiglia sentì la necessità di espandersi, di non accontentarsi del rinnovamento e dell'affinamento dei prodotti esistenti. Nacque così, gradualmente, il progetto delle Tenute Lunelli, un'impresa che si distingue per il suo logo evocativo: la luna nelle sue tre fasi principali - montante, piena e calante. Questo gioco semantico, che richiama la malinconia spesso suscitata dalla vista dell'astro lucente, si riflette nella complessità dei vini rossi prodotti, capaci di evocare sentimenti più articolati rispetto alla gioia immediata delle bollicine.
A guidare la degustazione di sei vini in rappresentanza delle Tenute Lunelli, si è presentato Alessandro Lunelli, figlio di Mauro, enologo storico della Ferrari/Lunelli. Alessandro, figura chiave nell'organigramma familiare, è il responsabile delle tenute vinicole, un ruolo che incarna la passione e la dedizione di generazioni al vino.
Tenuta Margon: L'Armonia dei Terroir Trentini
La prima tappa di questo viaggio sensoriale ci porta alla Tenuta Margon, il cui nome deriva dalla cinquecentesca Villa di Ravina, situata a pochi chilometri da Trento. Qui, su un terroir caratterizzato da forti escursioni termiche tra i 350 e i 600 metri di altitudine, prosperano le vigne di Chardonnay e Pinot nero. Queste condizioni climatiche e geologiche, con terreni in grossolana composti da sabbia e scheletro, sono garanzia di aromi e profumi intensi. La vendemmia 2016, favorita da un inverno mite seguito da un periodo variabile e un'estate stabile, ha permesso di ottenere uve di eccellente qualità.
In questo contesto, Alessandro Lunelli ha ribadito il suo "mantra": la ricerca dell'armonia ad ogni costo nei vini. L'obiettivo è creare un insieme eufonico, pur variegato, privo di note dissonanti. Il vino degustato, con il suo colore giallo piuttosto intenso e un profumo fragrante dominato da note di pompelmo e un accenno di mela, incarna perfettamente questa filosofia.

Tenute Toscane: Sangiovese, Cabernet e la Magia del Territorio
Il percorso prosegue verso il cuore della Toscana, nel borgo di Terricciola, nelle Colline Pisane. La tenuta qui sorge su un poggio vitato, a soli 30 km dalla costa e una cinquantina da Bolgheri. La cantina, realizzata nei primi anni 2000, si integra armoniosamente nel paesaggio, accanto a un complesso di edifici rustici del XVIII secolo restaurati e trasformati in appartamenti per vacanze. I terreni, sabbiosi e ricchi di depositi fossili marini, sono ideali per la viticoltura. Dal 2012, tutti i vini prodotti sono certificati biologici.
Inizialmente focalizzata sul Sangiovese, la tenuta ha poi esplorato anche il Cabernet, ma la vera sorpresa è stata la scelta di puntare sul Cabernet Franc in purezza.
Aliòtto Costa Toscana IGT 2015
Questo vino è un uvaggio che unisce Sangiovese, Merlot e altre uve locali, affinando per un anno in barrique. L'annata 2015, reputata eccellente, è stata caratterizzata da un inverno poco piovoso e mesi estivi caldi di giorno e freschi di notte, culminando in una vendemmia di ottima qualità in ottobre. Il Teuto, composto per il 65% da Sangiovese, 30% da Merlot e 5% da Cabernet Franc ("una spruzzatina di tannini"), è il risultato di uve selezionate secondo un programma di agricoltura di precisione. La maturazione differenziata - Sangiovese in tonneaux e botti grandi, Merlot e Cabernet in barrique - e un affinamento di sei mesi in bottiglia, conferiscono al vino un colore rosso rubino intenso, con aromi di ribes, gelsi neri e ciliegia.

Auritea Costa Toscana IGT Cabernet Franc 2015
Prodotto da sole uve Cabernet Franc provenienti dal vigneto Olmo, situato sul versante orientale della collina di Podernovo, questo vino nasce da terreni di medio impasto limoso-argillosi, ricchi di conchiglie fossili. L'enologo D'Attoma ha individuato in questo terroir e microclima le condizioni ideali per sviluppare un Franc capace di smussare la tannicità grazie all'uso sapiente del legno. L'Auritea si presenta con un colore rubino profondo, un naso intenso con sentori di ribes nero, cacao, rosmarino e un accenno balsamico. Al palato, i tannini sono morbidi, la struttura elegante e la sapidità ben viva. La maturazione avviene per 18 mesi in barrique e almeno un anno in bottiglia.
Tenuta Castelbuono: L'Arte di Arnaldo Pomodoro in Umbria
Dalle coste toscane, ci spostiamo nel cuore verde d'Italia, l'Umbria, a pochi chilometri da Bevagna. Qui sorge la Tenuta Castelbuono, un luogo dove la natura incontaminata e la storia si fondono. La sfida per i Lunelli è stata quella di costruire una cantina che non fosse un freddo manufatto, ma un'opera d'arte in armonia con il contesto. La risposta è stata "Il Carapace", una cantina-scultura concepita dal celebre artista Arnaldo Pomodoro. La sua forma, ispirata al carapace delle tartarughe, è costruita in rame, mimetizzata tra le colline verdi e incisa da crepe che richiamano i solchi della terra.
Lampante Montefalco Rosso Riserva DOC 2015
Questo vino nasce da terreni limo-argillosi, resistenti alle siccità estive, che hanno permesso di ottenere uve di ottima qualità nel 2015. La cuvée è composta per il 70% da Sangiovese, 15% da Sagrantino e per il resto da Cabernet e Merlot, selezionate nei vigneti Le Fonti e Saraceno e raccolte a mano. La fermentazione prevede una premacerazione a freddo seguita da una fermentazione a temperatura controllata, per poi proseguire con 18 mesi in tonneau e botti grandi. L'affinamento in bottiglia per almeno un anno completa il processo. Il colore rosso rubino tende al granato, mentre al naso si percepiscono note di ciliegia sotto spirito, violetta, spezie e mineralità.
Carapace Montefalco Sagrantino DOCG 2010 e 2015
Il Sagrantino, una delle uve più tanniche d'Italia, trova in Montefalco la sua espressione più nobile. Un tempo gustato soprattutto nella versione passita per la sua intensità, oggi, grazie all'evoluzione delle tecniche agronomiche e enologiche, il Sagrantino secco è un vanto dell'enologia italiana. Alla Tenuta Castelbuono, questo vino porta il nome della cantina-scultura. La raccolta manuale delle uve avviene a ottobre da vigneti a Bevagna e Montefalco, su terreni limo-argillosi. La maturazione avviene per due anni in botti grandi, seguita da almeno un anno in bottiglia.
L'annata 2010, caratterizzata da una primavera piovosa e un'estate calda e secca, ha permesso una maturazione lenta e completa. L'annata 2015, anch'essa calda, ha beneficiato di un inverno piovoso e piogge regolari durante lo sviluppo vegetativo. I due vini, pur presentando similitudini, offrono sfumature diverse: il 2010 mostra un'unghia aranciata sul rosso rubino intenso, mentre il 2015 presenta un bel rubino luminoso. Al naso, il 2015 offre mora e mirtillo meno accentuati rispetto alla confettura degli stessi frutti nel 2010, con sentori di rosa e ciliegia in acquavite.
L'Eccellenza della Ristorazione al Devero Hotel
Il Devero Hotel, un 4 stelle executive inaugurato nel 2008 e ampliato nel 2010, si posiziona strategicamente tra gli aeroporti di Milano Linate e Bergamo Orio al Serio, a pochi chilometri da Milano e dai principali golf club della Brianza. Questa struttura moderna offre un'accoglienza che abbraccia un ventaglio di servizi all'insegna della bellezza e del comfort.

Enrico Bartolini e la Cucina "Contemporary Classic"
Il fiore all'occhiello dell'accoglienza del Devero Hotel è la ristorazione, affidata inizialmente al noto Chef Enrico Bartolini, che ha interpretato le ricette tradizionali con ispirata creatività. Il suo motto "Contemporary Classic" descrive una cucina moderna nell'approccio, totale nelle ispirazioni, che attinge alle tradizioni italiane con rigore tecnico e contaminazioni etniche.
La carta dei vini, curata dal maître e sommelier Riccardo Lamorte, riflette questa filosofia, privilegiando il territorio italiano ma includendo una selezione di champagne e vini francesi. Tra le bollicine più rappresentative, spiccano lo Champagne Grand Cuvée Krug e il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2002. Per i bianchi, Leflaive Puligny Montrachet Les Pucelles 2011 e il Pinot Grigio 2010 di Podversic. Tra i rossi, Barolo Piè Franco 2009 di Teobaldo Cappellano e Gevrey Chambertin 1er Cru Levaux St. Jacques 2011 di Philippe Pacalet.
Moreno Ungaretti: La Nuova Visione Culinaria
Con la partenza di Bartolini, il ruolo di chef di cucina è stato assunto da Moreno Ungaretti, originario di Lucca e con un percorso formativo che affonda le radici nell'alta ristorazione. La sua cucina, definita "Contemporary Classic", si basa su una ricerca che muove dalle origini per farsi contemporanea, unendo la toscanità, il suo sangue, con le influenze lombarde apprese a contatto con il suo team.
Il nuovo menu del Devero è una fusione originale tra Toscana e Lombardia, dove le tecniche contemporanee si accostano a una cucina di fornello, sempre puntando sulla materia prima di grande qualità, selezionata personalmente dallo chef da una rete di piccoli produttori.
Tra le proposte culinarie, spiccano la "Ribollita" in un doppio servizio, prima come millefoglie di verdure e poi come portata principale, una sublimazione della cucina toscana. Lo "Spaghetto Milano", cotto risottato in pistilli di zafferano, salsa di midollo e limone, rappresenta una trasfigurazione della classicità milanese. Tra i secondi, il rombo sfilettato, cotto al vapore e ripassato sulla fiamma, condito con fumetto al lime e fagioli cannellini, omaggia sia la terra natale dello chef sia la cucina classica francese. I dessert, come la classica Tarte Tatin interpretata a millefoglie di mele e la tradizionale "Turta de Lacc" brianzola, sono pensati per offrire comfort e un equilibrio tra gusto ed estetica, evocando ricordi d'infanzia.

L'Arte dell'Ospitalità: Dalla Colazione al Servizio in Sala
L'ospitalità al Devero Hotel si estende a tutti i livelli, dalla cura della prima colazione, un aspetto cruciale per la soddisfazione dell'ospite, al servizio in sala, dove professionalità ed empatia sono fondamentali. L'addetto alle colazioni, oltre alla preparazione e al mantenimento del buffet, accoglie gli ospiti, risponde alle loro richieste e si interfaccia costantemente con gli altri reparti dell'hotel, dalla Reception alla Cucina, fino ai responsabili dell'F&B.
Il maître e sommelier Riccardo Lamorte, con la sua attenzione ai dettagli e la sua visione in sintonia con la cucina, contribuisce a creare un'esperienza di benessere per il cliente, riflettendo i valori di eleganza e dedizione anche nella carta dei vini.
La Tenuta Le Mojole: Passione e Qualità a Bergamo
Un altro gioiello enologico che arricchisce il panorama italiano è la Tenuta Le Mojole, fondata nel 2002 a Tagliuno di Castelli Calepio, in provincia di Bergamo. Su un versante collinare panoramico, la proprietaria Marta Mondonico segue personalmente ogni fase della produzione, dalla vigna alla cantina. I vitigni coltivati, Merlot e Cabernet Sauvignon, con una piccola percentuale di Syrah, conferiscono al taglio bordolese prodotto personalità e unicità.
La strategia produttiva della tenuta si basa su cura, passione e professionalità, con un obiettivo di raccolta di uve significativamente inferiore a quanto consentito dal disciplinare, per garantire un'altissima qualità. La priorità è produrre un vino che sia non solo di qualità, ma anche assolutamente sano.
L'Esperienza di Oscar Mazzoleni: Viaggi, Degustazioni e Visioni
Oscar Mazzoleni, classe 1979, bergamasco e sommelier professionista, incarna la passione per il vino e l'ospitalità. La sua formazione, iniziata alla scuola alberghiera, è proseguita con il diploma di sommelier e ulteriori specializzazioni. Mazzoleni sottolinea l'importanza delle esperienze complementari e del confronto all'interno dello stesso gruppo, evidenziando come lo stesso vino possa essere interpretato in modi diversi a seconda del piatto e della clientela.
I viaggi all'estero sono considerati fondamentali per un sommelier, con un consiglio particolare per la Francia, culla di eccellenze vinicole. La partecipazione a eventi come il Bordeaux Vinexpo, la più grande esposizione di vini e liquori per professionisti, offre l'opportunità di confrontarsi con realtà internazionali. La sua visione della cucina, espressa anche in relazione alla creatività di chef come Bartolini, rivela una profonda comprensione delle sfide e delle opportunità nell'abbinamento cibo-vino, specialmente di fronte a piatti complessi e innovativi. La sua esperienza al Bistrot di Forte dei Marmi, durante il periodo in cui ottenne la prima stella Michelin, e il suo approccio non classico agli abbinamenti, dimostrano una sensibilità unica.

L'articolo, in definitiva, offre uno spaccato del mondo enogastronomico italiano, mettendo in luce l'eccellenza delle Tenute Lunelli, la visione culinaria del Devero Hotel sotto la guida di Moreno Ungaretti, e l'importanza dell'ospitalità di alto livello. Un viaggio che celebra la passione, la ricerca della qualità e la capacità di creare esperienze sensoriali indimenticabili.
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