Herita Marzotto Wine Estates: Un Viaggio di Novant'anni tra Storia, Innovazione e Territorio

La storia di Herita Marzotto Wine Estates, precedentemente nota come Santa Margherita Gruppo Vinicolo, è un racconto affascinante di visione imprenditoriale, innovazione e profondo legame con la terra, che abbraccia quasi un secolo di evoluzione nel panorama enologico italiano e internazionale. Fondata nel 1935 a Fossalta di Portogruaro (Venezia) dal Conte Gaetano Marzotto, l'azienda celebra oggi novant'anni di attività, un traguardo significativo che segna un nuovo capitolo con il cambio di denominazione in Herita Marzotto Wine Estates, un nome che evoca l'eredità di un percorso straordinario.

Vista aerea di vigneti veneti

Le Origini Visionarie: Da Latifondo a Polo Agroalimentare

L'avventura del Conte Gaetano Marzotto ebbe inizio in un contesto rurale profondamente diverso da quello attuale. Nel 1935, il vasto tratto di pianura compreso fra Fossalta di Portogruaro e la Laguna Veneta era in gran parte abbandonato e necessitava di bonifica. Il Conte Marzotto, tuttavia, ne intuì il potenziale. La sua visione era quella di creare un grande polo agricolo, forte della sua superficie di mille ettari, in grado di rispondere alla crescente domanda di beni alimentari. Questo ambizioso progetto prese il nome dell'amata consorte, Margherita Lampertico Marzotto, simbolo stesso del desco famigliare, ai cui vini fu attribuito il nome Santa Margherita. Il modello di produzione coinvolgeva le attività del settore primario: cereali, latte, carni. Il Conte immaginava un'agricoltura moderna ed efficiente, fatta di uomini, natura e tecnologia insieme, un approccio che anticipava di decenni i concetti di integrazione e sostenibilità.

L'Evoluzione verso l'Eccellenza Enologica

Nel Secondo Dopoguerra, Santa Margherita decise di percorrere con decisione la strada della nascente qualificazione dei vini, puntando a produrre etichette esclusivamente a denominazione d'origine controllata. Questo periodo coincise con un profondo mutamento del gusto e delle abitudini alimentari degli italiani, che cercavano vini meno strutturati, con una forte identità di vitigno e di territorio, di grande piacevolezza, in grado di accompagnare una cucina via via sempre più leggera e salutistica.

La risposta a questa esigenza fu la vinificazione in bianco del Pinot Grigio, una scelta innovativa che annullava il contatto mosto-bucce in pressatura. Questa tecnica, frutto di ricerche avviate in Alto Adige, segnò l'inizio di un successo senza interruzioni e senza confini a partire dal 1961. Il Pinot Grigio divenne il vino-icona del gruppo, capostipite di un'intera generazione di nuovi vini bianchi italiani, leader di mercato da più di cinquant'anni.

Bottiglia di Pinot Grigio

Dopo il Pinot Grigio, l'azienda continuò a sperimentare e innovare, proponendo nuove interpretazioni dello Chardonnay e del Müller Thurgau, quest'ultimo nella versione frizzante. Parallelamente, nella zona collinare di Treviso, il Prosecco spumante iniziava la sua ascesa da prodotto locale a "fenomeno" mondiale.

Dinamismo e Innovazione: I Pilastri del Successo

L'illuminata gestione familiare, che permette di realizzare strategie di lungo periodo, è uno dei fil rouge che unisce le cantine del gruppo. La dinamicità e l'orientamento all'innovazione sono altri tratti distintivi che hanno guidato Santa Margherita lungo il suo percorso di crescita. L'azienda ha fatto della capacità d'innovazione, della struttura manageriale, dello sviluppo tecnologico, della qualità e della sostenibilità - ambientale e sociale - i suoi tratti distintivi.

Nel corso degli anni, Santa Margherita ha scelto la via della sostenibilità come un esempio concreto di responsabilità. In Alto Adige, ad esempio, ha adottato immediatamente i protocolli di lotta integrata per azzerare l'utilizzo della chimica di base, puntando a minori produzioni ma di più alta qualità. L'azienda investe nel ripristino dell'ambiente, combattendo gli sprechi, salvaguardando la biodiversità e la tutela del paesaggio. Questo impegno si riflette anche nella scelta di adottare politiche di conduzione agricola attente a una reale sostenibilità, con ingenti investimenti in tema di risparmio energetico ed energie rinnovabili.

Il Mondo dei Cloni Pinot Grigio Ampelos SISO

Un "Mosaico Enologico" in Continua Espansione

La crescita di Santa Margherita è stata costante e strategica, caratterizzata da acquisizioni di tenute e cantine lungo tutta la penisola e, più recentemente, anche negli Stati Uniti. Complessivamente, il gruppo vanta oggi 760 ettari di vigneti in alcuni dei territori più celebri dell'enologia italiana: Veneto Orientale, Conegliano-Valdobbiadene, Trentino-Alto Adige, Lugana, Franciacorta, Chianti Classico, Maremma e Sardegna. A queste si aggiungono 40 ettari nella Willamette Valley in Oregon, negli Stati Uniti, acquisiti tramite la controllata Santa Margherita USA con l'acquisizione di ROCO Winery.

Il gruppo Herita Marzotto Wine Estates riunisce oggi 10 tenute, ognuna con la propria identità e storia:

  • Santa Margherita: La tenuta originaria, simbolo di innovazione e crescita.
  • Torresella: Situata vicino alla laguna di Venezia, beneficia di un microclima unico influenzato dalle brezze marine e montane, con suoli argillosi ricchi di minerali.
  • Kettmeir: Storica cantina in Alto Adige, fondata nel 1919, nota per la produzione di spumanti di pregio.
  • Ca’ del Bosco: Prestigiosa cantina in Franciacorta, fondata nel 1968, celebre per i suoi spumanti Metodo Classico.
  • Cà Maiol: Situata nel Bresciano, sulle rive del Lago di Garda, produce vini come il Lugana e il Groppello da terreni morenici.
  • Lamole di Lamole: Nel cuore del Chianti Classico, su una terrazza naturale a oltre 500 metri, produce vini di estrema finezza ed eleganza da vigneti biologici.
  • Vistarenni: In Toscana, tra Radda e Gaiole in Chianti, con una villa del XVIII secolo, produce Chianti di origini antiche.
  • Tenuta Sassoregale: In Maremma, acquisita nel 2021, con 38 ettari circondati da bosco vergine, produce Vermentino e Sangiovese di carattere.
  • Cantina Mesa: In Sardegna, nel Basso Sulcis, nasce dal sogno del pubblicitario Gavino Sanna e produce vini di grande intensità.
  • Roco Winery: Acquisita di recente negli Stati Uniti, nella Willamette Valley dell'Oregon, produce spumanti, bianchi e rossi di successo.

Mappa delle tenute di Herita Marzotto Wine Estates

Il Rebranding in Herita: Un Nome per Raccontare un'Eredità

Il cambio di corporate name in Herita Marzotto Wine Estates, avvenuto il 1° febbraio 2025, coincide con il 90° anniversario della fondazione. "HERITA" è un nome duttile, che simboleggia l'eredità (heritage in inglese) di quanto realizzato in quasi un secolo di attività. Come sottolinea Gaetano Marzotto, nipote del fondatore e Presidente di HERITA MARZOTTO WINE ESTATES, "È motivo di grande orgoglio per me e i miei fratelli poter celebrare i novant'anni dall'avvio di quell'incredibile sogno che fu lo sbarco nell'agroalimentare compiuto da nostro nonno. Non è riduttivo dire che dove c'era un tempo un latifondo condotto a mezzadria, è prosperata una realtà che ha fatto la storia del vino italiano e che ancora oggi continua ad investire e a crescere."

Questa eredità non è solo fisica, ma anche culturale e valoriale: i territori e le loro tradizioni, i terroir scelti per i vigneti, le azioni messe in campo per la loro tutela, così come per l'ambiente circostante e le persone che lo abitano, la ricerca, le intuizioni, gli investimenti e le innovazioni, l'esperienza maturata in ambito enologico e l'integrazione sapiente della tecnologia al suo servizio.

Uno Sguardo al Futuro: Consumatori, Sostenibilità e Mercati Globali

I numeri parlano di una dimensione ragguardevole: gli ultimi dati disponibili, relativi al 2023, certificano un giro d'affari superiore ai 255 milioni di euro e oltre 27 milioni di bottiglie vendute in più di 90 Paesi. La quota di esportazioni supera il 70%, con una presenza sempre più forte negli Stati Uniti, sia sul fronte commerciale che produttivo.

La visione futura del gruppo è focalizzata sui consumatori, con un'attenzione particolare alle nuove tendenze e ai giovani, i consumatori del futuro. "I giovani cercano vini versatili, di qualità, di facile beva ma soprattutto vini che hanno una storia, un'eredità e dei valori," spiega l'amministratore delegato Beniamino Garofalo. L'azienda sta trasformando le proprie attività da un approccio puramente business to business a un modello sempre più orientato al business to consumer, comprendendo i mercati, i consumatori e i nuovi trend.

Famiglia Marzotto

Il CEO Andrea Conzonato evidenzia come i novant'anni di Herita cadano in un momento particolarmente complesso per il mondo del vino, segnato da incertezze geopolitiche, cambio generazionale nei consumatori e tensioni sui dazi. Tuttavia, queste sfide non sono nuove per un'azienda con una storia così lunga e radicata. Herita conferma con determinazione il proprio programma di investimenti e la scelta di sviluppare la propria presenza oltreconfine, mantenendo fede ai valori del fondatore: qualità, genuinità dei prodotti senza compromessi, benessere e dignità per tutti i collaboratori, e un profondo rispetto per la natura e per le persone. Il modello di business incentrato sulle persone, sulla natura e sull'innovazione tecnologica continua a propiziare e a dare impulso al "miracolo italiano", innovando il modo di consumare vino in Italia e nel mondo.

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