Mastroberardino: Una Dinastia del Vino Campano Attraverso i Secoli

La storia di Mastroberardino è un intreccio affascinante di tradizione familiare, passione per la terra e un'incessante ricerca dell'eccellenza nel mondo del vino. Questa azienda, radicata nel cuore dell'Irpinia, rappresenta una delle più antiche e prestigiose realtà vitivinicole d'Italia, con una eredità che si estende per dieci generazioni e affonda le sue radici nel lontano XVII secolo. L'azienda, come la conosciamo oggi, è stata fondata nel 1878 da Angelo Mastroberardino, ma le prime tracce della famiglia Mastroberardino risalgono a Pietro, figlio di Lorenzo, nato nel 1697 ad Atripalda. Pietro era esponente di una famiglia di possidenti profondamente legata alle attività agricole.

Albero genealogico stilizzato della famiglia Mastroberardino

Le Origini e i Primi Passi

Le prime notizie concrete sulla presenza dei Mastroberardino nel settore vitivinicolo risalgono al Settecento. Nel 1747, durante il regno di Carlo di Borbone, un antenato acquistò una proprietà situata in località Li Morti o Morticelli, ad Atripalda, un'area dove ancora oggi si trova una parte significativa delle tenute familiari. Questo acquisto segnò un passo importante nella consolidazione del patrimonio terriero e nell'orientamento verso la viticoltura. La famiglia ha continuato a coltivare la terra e a produrre vino, tramandando di generazione in generazione il sapere e la passione per questa arte.

Le Sfide del XX Secolo e la Ripresa

L'inizio del XX secolo portò con sé sfide significative per l'azienda. Tra il 1914 e il 1932, il cavalier Angelo Mastroberardino cedette le redini aziendali a suo figlio Michele. Alla morte di Angelo, gli eredi si trovarono ad affrontare una fase delicata, caratterizzata dalla necessità di pianificare la continuazione dell'impresa familiare e dalla complessa gestione delle questioni ereditarie. Lo scoppio della Grande Guerra complicò ulteriormente la situazione, portando alla nomina di due liquidatori, il prof. Villa e il prof. Rossi, incaricati di effettuare una ricognizione dei beni.

In questo contesto, la vedova Pasqualina, con determinazione, proseguì l'attività fondando una propria ditta insieme ai figli più giovani: Sabino, Pasquale e Alfonso. Nel frattempo, le sorelle maggiori, Gaetana e Rachele Adele, richiesero la liquidazione delle loro quote, ricevendo un conguaglio rispetto a quanto già ottenuto in sede di capitoli matrimoniali. Fu in questo periodo che i fratelli maschi maggiori, Angelo e Michele Mastroberardino, presero una decisione strategica fondamentale: costituire una nuova società. Questo passo segnò l'inizio di un ambizioso piano di forte sviluppo orientato ai mercati esteri, sfruttando appieno il prezioso know-how che Michele aveva acquisito negli anni precedenti.

Foto storica in bianco e nero di vigneti e contadini al lavoro nell'Irpinia del primo Novecento

L'Espansione Internazionale e il Legame con il Territorio

Dai primi anni '30 del Novecento, Michele Mastroberardino concentrò i propri sforzi sull'espansione nei mercati esteri. L'azienda iniziò a esplorare le opportunità offerte dai mercati europei e africani, spingendosi persino a raggiungere alcune destinazioni asiatiche e l'Australia. La fine del Proibizionismo negli Stati Uniti d'America aprì scenari inaspettati, con una pioggia di richieste di collaborazione provenienti da importanti centri come New York, Boston, New Orleans e Dallas. Questa apertura ai mercati globali non fece mai venir meno il profondo legame con la terra d'origine.

La famiglia Mastroberardino, infatti, ha guidato l'impresa per dieci generazioni, navigando attraverso alterne vicende all'interno delle sue tenute situate in Irpinia. Questa regione, considerata la culla di tre importanti denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG) - Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi - è il cuore pulsante della produzione Mastroberardino. I vigneti sono distribuiti nelle varie aree del territorio irpino, con un obiettivo primario: preservare l'identità unica di questi vitigni autoctoni e assicurare la salvaguardia, la continuità e lo sviluppo della viticoltura locale.

TAURASI UN GRANDE VINO ROSSO ! IL BAROLO DEL SUD | BEST ITALIAN RED WINE

L'Approccio Moderno e la Tutela della Biodiversità

Oggi, Mastroberardino company è pienamente impegnata nella coltivazione tradizionale di antichi vitigni autoctoni, dimostrando una notevole abilità nel fondere la tecnologia moderna con tecniche collaudate dal tempo. La famiglia possiede una vasta rete di vigneti strategicamente posizionati all'interno delle zone DOCG di riferimento. Nello specifico, si annoverano appezzamenti a Montemarano, Mirabella, Lapio e Pietradefusi, ricadenti nella denominazione "Taurasi DOCG". Altri vigneti si trovano a Montefusco, Santa Paolina, Tufo e Petruro, appartenenti alla "Greco di Tufo DOCG". Per la "Fiano di Avellino DOCG", i vigneti sono situati a Santo Stefano del Sole, Lapio, Montefalcione e Manocalzati. L'azienda coltiva anche nella tenuta di Apice, sotto la denominazione "Sannio DOC", e nei vigneti situati nel sito archeologico di Pompei, un luogo di straordinario valore storico e culturale.

L'altitudine dei vigneti Mastroberardino varia significativamente, iniziando da 450 metri sul livello del mare e raggiungendo i 700 metri. Questa diversità altimetrica permette di cogliere sfumature uniche nel terroir e di ottimizzare la maturazione delle diverse varietà d'uva. Per monitorare costantemente la salute delle viti e individuare eventuali stress idrici, l'azienda raccoglie quotidianamente dati climatici da tutti i vigneti attraverso l'utilizzo di stazioni meteorologiche all'avanguardia. Questo approccio meticoloso garantisce una gestione proattiva e consapevole del vigneto, fondamentale per la produzione di vini di alta qualità.

Attualmente, 250 ettari di terreno sono coltivati per la produzione di Aglianico, Greco, Fiano e Falanghina. Questi vitigni rappresentano l'essenza della tradizione campana e vengono vinificati con l'obiettivo di preservarne l'identità e garantirne la tutela, la continuità e lo sviluppo della viticoltura autoctona. L'eredità di Mastroberardino non è solo quella di una famiglia che produce vino, ma di custodi attenti di un patrimonio naturale e culturale inestimabile.

Mappa dell'Irpinia che evidenzia le zone DOCG di Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino

Indicazioni Stradali

Per chi desidera visitare le tenute e scoprire di persona la magia di Mastroberardino, ecco alcune indicazioni stradali. Uscendo da Benevento, proseguire seguendo le indicazioni per Taurasi. Giunti al bivio che indica Taurasi-Paternopoli-Lugosano, svoltare a destra; invece, se si prosegue dritto si segue l'indicazione per Foggia. Per chi proviene da Bari, l'uscita autostradale consigliata è Grottaminarda. Da lì, proseguire in direzione Mirabella Eclano lungo la SS 303, senza svoltare per il centro cittadino, ma continuando dritti sulla statale fino a raggiungere la località Pianopantano. Queste indicazioni sono pensate per guidare i visitatori direttamente nel cuore delle terre dove nasce l'eccellenza Mastroberardino.

tags: #azienda #vinicola #michele #mastroberardino #spa