Giovanni Cappelli: L'Arte dell'Enologia al Servizio della Tradizione e dell'Innovazione nel Chianti

Nel cuore pulsante del Chianti, dove la storia e la viticoltura si intrecciano indissolubilmente, sorge l'azienda agricola Renzo Marinai, un'entità che incarna la profonda connessione tra terra, tradizione e innovazione. Situata su una collina che domina un paesaggio mozzafiato, l'azienda, con il suo podere Cecione, affonda le radici in un passato secolare, testimoniato da pergamene che risalgono al lontano 1163. Questo luogo, che prende il nome dall'antica chiesa di San Martino a Cecione, vicino al Castello di Panzano, è stato un centro di produzione agricola fin dal 1498, come attestato dai registri catastali che lo indicavano come proprietà dell'antico ospedale fiorentino di Bonifazio.

Paesaggio del Chianti con vigneti e uliveti

Un Legame Indissolubile con la Terra: Dalla Storia all'Agricoltura Biologica

La storia del podere Cecione è un racconto di evoluzione agricola. Verso la fine del '700, un quadro commissionato dall'ospedale rivelò una predominanza di coltivazioni di grano, affiancate da vigneti, oliveti e legumi. Oltre ai prodotti della terra, il podere ospitava diverse specie animali, tra cui suini, ovini e, soprattutto, bovini, essenziali per il lavoro nei campi e apprezzati per le loro carni nutrienti. Dagli inizi dell'Ottocento, la famiglia Cipriani guidò il podere fino al 1960, anno in cui passò nelle mani della famiglia Marinai. La scelta di acquistare Cecione fu motivata non solo dalla sua posizione incantevole, ma anche dalla presenza di un grande e antico forno a legna, ancora oggi utilizzato per sfornare pane di grano tenero della varietà Verna, ottenuto da una macinazione grossolana dei chicchi.

Nel corso degli anni, l'azienda ha intrapreso un percorso di profonda trasformazione, eliminando ogni sistema di concimazione chimica per abbracciare una coltivazione totalmente biologica, nel pieno rispetto della natura. Questo approccio ha permesso di ristabilire l'ecosistema primitivo naturale, con il ritorno di specie animali come lombrichi, farfalle, ragni e carobidi, indicatori di un ambiente sano e vitale.

L'Opera di Renzo Marinai e il Ruolo Chiave dell'Enologo Giovanni Cappelli

Dal 1996, Renzo Marinai guida l'azienda, affiancato da due preziosi collaboratori: l'enologo Giovanni Cappelli e l'agronomo Fabrizio Balò. Insieme, hanno avviato un restyling completo del luogo, introducendo nuovi sistemi di coltivazione biologica che hanno ridefinito l'identità produttiva di Cecione. La loro sinergia è fondamentale per garantire che ogni aspetto della produzione, dalla vigna alla bottiglia, rifletta l'impegno verso la qualità e la sostenibilità.

L'azienda si estende su circa 30 ettari di terreno, suddivisi in 6 ettari coltivati a vigneto, 12,50 ettari ad oliveto seminativo, mentre il restante è costituito da boschi di querce e lecci. Il terreno, situato a 400 metri sul livello del mare, presenta una bassa intensità di impianto (2,80x0,80) ed è caratterizzato da un suolo galestroso. La piantumazione dei nuovi vigneti è stata eseguita seguendo le linee di livello del terreno, una pratica che dimostra grande attenzione alla morfologia del territorio e alla prevenzione dell'erosione.

Vigneto nel Chianti con filari ordinati

Il Cuore della Produzione: Vini, Olio e il Grano Cappelli

La viticoltura a Cecione è un inno alla biodiversità e alla valorizzazione delle varietà autoctone. Tra le uve rosse, il Sangiovese domina la scena, affiancato da Cabernet Sauvignon e Canaiolo. Una vigna autoctona testimonia ulteriormente l'impegno verso la conservazione della biodiversità, con la presenza di Mammolo, Cilegiolo, Prugnolo, Colorino e Sangiovese a foglia tonda. Le uve bianche includono il Trebbiano, la Malvasia e lo Chardonnay.

Una delle peculiarità dell'azienda è la coltivazione del grano. Il grano duro è rappresentato dalla varietà Cappelli, che si estende per due ettari, mentre il grano tenero è il Verna, coltivato su un ettaro e mezzo. Il grano Cappelli, in particolare, riveste un'importanza storica e culturale. Era uno dei cereali più coltivati nel sud Italia fino agli anni '60, ma la sua coltivazione è andata progressivamente diminuendo. Le sue caratteristiche uniche, come le spighe alte oltre un metro e ottanta, lo rendono difficile da coltivare e particolarmente suscettibile ai danni del vento. Anche la battitura presenta sfide, richiedendo metodi manuali o l'uso di antiche trebbiatrici. Nonostante queste difficoltà, il grano Cappelli è una varietà molto produttiva, con un elevato numero di spighe fertili, sebbene le perdite dovute all'allettamento ne riducano la resa. La sua riscoperta negli ultimi decenni è legata all'importanza dell'uso di materie prime di eccellenza, visibile nella consistenza ruvida e porosa del chicco e nei profumi che evoca.

La "Pasta Renzo Marinai" è un prodotto d'eccellenza, realizzato in quantità limitate da grano biologico Cappelli, seminato e raccolto a mano a Panzano. La lavorazione artigianale, secondo antiche usanze, prevede la trafilatura in stampi di bronzo e l'essiccazione a bassa temperatura, un processo che richiede quasi una settimana.

L'azienda produce una gamma di vini che riflettono il terroir del Chianti Classico e l'abilità enologica di Giovanni Cappelli:

  • Chianti Classico DOCG: Un vino dal colore rosso rubino brillante, con un profumo composto, delicato e lungo. Al gusto è asciutto, pieno e sapido, con buona stoffa. Si abbina perfettamente a formaggi e carni rosse. L'uvaggio è composto per il 90% da Sangiovese e per il 10% da Cabernet. La produzione è di 45 Hl per ettaro, con maturazione di 10-12 mesi in botte e affinamento di 3 mesi in bottiglia.

  • Chianti Classico Riserva DOCG: Caratterizzato da un intenso colore rosso rubino, questo vino presenta un profumo armonico con un bouquet ampio, elegante e persistente. Al palato è asciutto, equilibrato e caldo, con notevole corpo. L'uvaggio è 100% Sangiovese, con una produzione di 35 Hl per ettaro. La maturazione avviene per 12-14 mesi in barrique, seguita da un affinamento di 6 mesi in bottiglia. Si abbina magnificamente ad arrosti di carne rossa e brasati.

  • Guerrante IGT Rosso Toscano: Un vino dal colore rosso rubino carico e brillante, con un naso ampio, intenso, armonico e molto speziato. Al gusto è asciutto, con grande stoffa e nerbo. L'uvaggio è paritetico, 50% Sangiovese e 50% Cabernet, con una produzione di 30 Hl per ettaro. La maturazione dura 12-14 mesi in barrique, con 4 mesi di affinamento in bottiglia. Ideale con arrosti e selvaggina.

  • Biancone IGT Bianco Toscano: Questo vino si presenta di colore giallo paglierino, con un bouquet delicato, elegante e continuo. Al gusto è ampio e gradevole, con sentori di mela, banana e pesca. L'uvaggio è 100% Chardonnay, con una produzione di 40 Hl per ettaro. È un accompagnamento ideale per arrosti di pesce e crostacei.

  • Cecione di Cecione IGT Bianco Toscano: Caratterizzato da un colore giallo paglierino scarico, questo vino bianco offre un profumo fresco e fruttato. Al palato è asciutto e secco, con sentori di frutta fresca, banana e mela. L'uvaggio è composto da Trebbiano Toscano, Malvasia del Chianti e Chardonnay, con una produzione di 70 Hl per ettaro.

  • Vin Santo del Chianti Classico DOC: Un vino dal colore giallo ambrato, con un profumo intenso e complesso, che evoca sentori di uva passita e frutta secca. Al gusto è alcolico, tipico dei passiti, e leggermente zuccherino. L'uvaggio è Malvasia e Trebbiano, con una produzione di 25 Hl per ettaro. La maturazione avviene in piccoli fusti di castagno sigillati per 5 anni. È un vino da dessert, ideale con formaggi, dolci e frutta.

  • Grappa di Chianti Classico: Ottenuta dalla distillazione di Sangiovese, Canaiolo Nero, Trebbiano Toscano e Malvasia del Chianti, questa grappa viene affinata per 6-12 mesi in acciaio. Presenta un aroma stimolante e persistente, con un gusto intenso, equilibrato e con sensazioni finali leggermente fruttate.

Documentario sul Vinsanto del Chianti - Documentary about Vinsanto

L'Agricoltura Biologica e la Visione dell'Agronomo Fabrizio Balò

L'agronomo Fabrizio Balò sottolinea l'importanza dell'agricoltura biologica come sistema produttivo che mira a ottenere prodotti senza l'uso di sostanze chimiche di sintesi. Questo approccio rappresenta un'evoluzione della produzione integrata e valorizza i fattori positivi dei complessi agro-ecosistemi, producendo nel pieno rispetto della natura. L'Azienda Agricola S. Martino in Cecione aderisce da anni al Regolamento CEE 2092/91, gestendo l'intera superficie aziendale con il massimo rispetto per l'ambiente e applicando le più profonde conoscenze dei fenomeni biologici.

Le tecniche agronomiche adottate nel vigneto, in linea con il Disciplinare dell'Agricoltura Biologica, includono la fertilizzazione tramite l'antica pratica del sovescio (con favino e orzo), integrata da elementi minerali di potassio e fosforo. La difesa delle colture si basa su una strategia preventiva, creando condizioni sfavorevoli all'insorgenza di malattie e ricreando un ambiente naturale ricco di organismi antagonisti. In specifici periodi, si interviene con prodotti a base di Solfato di Rame, in dosaggi ridotti per rispettare le restrizioni europee, e con Zolfo bagnabile o polverulento per contrastare l'oidio.

Le lavorazioni del terreno sono finalizzate alla salvaguardia della vitalità microbica, mentre la potatura a secco e a verde mira a razionalizzare la distribuzione delle gemme e a creare un microclima favorevole all'arieggiamento dei grappoli, migliorando l'efficacia degli interventi fitosanitari. Un monitoraggio annuale dello Scaphoideus Titanus, vettore del fitoplasma della Flavescenza Dorata, viene effettuato in collaborazione con vari enti. Gli obiettivi primari dell'azienda sono ottenere uve di alta qualità con il minor impatto ambientale possibile e legare la produzione al territorio, mantenendo un'identità produttiva ben definita.

La Festa della Battitura: Un Ritorno alle Radici

La "Festa della Battitura", celebrata anche nel 2007 presso l'azienda Marinai, rappresenta un rito tradizionale e un simbolo della campagna toscana. Questa festa affascina per il suo messaggio storico e agroalimentare, celebrando un mondo di semplicità e valori nel contesto della modernità. L'evento è arricchito da un convegno sul tema del biologico, focalizzato sulla "sostenibile capacità di fare biologico nel Chianti: Etica, ecologia ed economia nell'agricoltura moderna".

L'olio extra vergine di oliva prodotto dall'azienda, ottenuto dalle olive del Chianti Classico raccolte a novembre e lavorate a freddo, si presenta di colore verde con riflessi dorati. Al gusto, si avverte un leggero amaro, con una tipica sensazione di carciofo e erba fresca, e una lieve nota piccante in gola. Le varietà di olive utilizzate sono Moraiolo, Coreggiolo, Frantoio e Leccino.

L'impegno di Renzo Marinai, Giovanni Cappelli e Fabrizio Balò, unito alla vocazione storica e naturale del podere Cecione, crea un connubio perfetto tra tradizione e innovazione, offrendo al consumatore prodotti che raccontano la storia e l'anima autentica del Chianti.

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