Il mondo del vino è un universo complesso e affascinante, fatto di storia, territorio, passione e dedizione. Al centro di questo universo, figure come Valeria Rossi emergono come custodi e narratrici di storie che affondano le radici nella terra e si elevano attraverso la sapienza artigianale. Questa esplorazione ci porterà a scoprire le sfumature del vino, dalla sua genesi nelle colline dell'Oltrepò Pavese fino alle sue espressioni più raffinate, delineando un percorso che unisce tradizione e innovazione, con un occhio sempre attento alla qualità e all'autenticità.

Le Origini: La Visione di Mario Odero e il Pinot Nero in Oltrepò
L'avventura nel mondo del vino, per la famiglia di Valeria Rossi, inizia nel lontano 1919. È in questo anno che Mario Odero, bisnonno di Valeria, intraprende un progetto ambizioso: creare un grande vino sulle colline dell'Oltrepò Pavese, in grado di competere con i rinomati vini francesi. Questo fu un periodo storico in cui la produzione vinicola in Italia era prevalentemente legata al consumo interno, con vini spesso destinati alla damigiana, senza una particolare vocazione all'esportazione o al riconoscimento internazionale. La visione di Mario Odero non era solo quella di produrre vino, ma di elevare la qualità e la reputazione del vino italiano.
Il suo entusiasmo contagiò il figlio Giorgio, che, dopo aver conseguito la laurea in Agraria a Milano, decise di ampliare le proprie conoscenze recandosi in Francia. Il suo obiettivo era perfezionarsi, ma soprattutto imparare l'arte della vinificazione del Pinot Nero, un vitigno che aveva scelto come vera e propria sfida personale. La scelta del Pinot Nero non fu casuale. Questo vitigno, originario della Borgogna, richiedeva un terroir specifico e una grande maestria per esprimere il suo potenziale.
Il Pinot Nero giunse in Oltrepò Pavese intorno al 1850. Il merito di questa introduzione è spesso attribuito al Conte Carlo Gancia, il cui intento era quello di replicare il successo dello Champagne in Italia. Durante le sue ricerche, scoprì che le uve crescevano in modo eccezionalmente migliore sui terreni di suo cugino nell'Oltrepò Pavese rispetto ai suoi terreni in Piemonte. Questa scoperta segnò l'inizio di una lunga e proficua storia tra l'Oltrepò Pavese e il Pinot Nero, che oggi rappresenta una delle principali aree di coltivazione di questo vitigno in Europa.
L'Oltrepò Pavese: Un Terroir d'Eccellenza per il Pinot Nero
L'Oltrepò Pavese si posiziona come la terza zona d'Europa per l'allevamento del Pinot Nero, con circa 3.000 ettari dedicati a questo nobile vitigno. Le colline, in particolare quelle che circondano Casteggio, offrono un microclima e un suolo ideali per la sua coltivazione. È proprio in questo contesto, in un singolo vigneto adiacente all'azienda, che nascono le uve destinate alla produzione del prestigioso Pinot Nero "Giorgio Odero".
La vinificazione di questo Pinot Nero è un processo che rispetta la materia prima e il territorio. La fermentazione alcolica è spontanea, affidata a lieviti autoctoni che variano di anno in anno, conferendo a ogni annata un carattere unico. Il processo avviene in un tino tronco-conico di rovere francese non tostato, un materiale che permette una lenta ossigenazione e un rilascio graduale di tannini nobili. Anche la fermentazione malolattica è spontanea e si svolge durante la primavera successiva alla vendemmia, in piccole botti usate. Questo approccio meticoloso mira a esaltare le caratteristiche intrinseche del frutto e del terroir.
Il risultato è un vino che regala leggerezza, frutto e una vibrante acidità. Al naso, il "Giorgio Odero" è intrinsecamente fresco, con note balsamiche che ricordano il chinotto e l'arancia sanguinella. Al palato, si rivela elegante, con un tannino setoso che accarezza il palato. È un vino fruttato, armonico, fragrante e succoso, con una notevole bevibilità che invita a un secondo sorso, un vero invito alla scoperta e al piacere della degustazione.

Il Rosè di Frecciarossa: L'Eleganza del Pinot Nero Vinificato in Bianco
Un altro esempio di come il Pinot Nero possa esprimersi in modi differenti è il Rosè di Frecciarossa. Le uve per questo vino provengono dalle prime colline di Casteggio, dove il vitigno trova condizioni ottimali per sviluppare le sue qualità. La particolarità di questo Rosè risiede nella vinificazione in bianco del Pinot Nero, una tecnica che preserva la freschezza e la delicatezza del frutto.
Lo Spumante affina sulle fecce per 18 mesi. Questa lunga permanenza sui lieviti è fondamentale per lo sviluppo della componente aromatica del vino, conferendogli complessità e struttura. La fermentazione viene bloccata in modo strategico, lasciando una piccola quantità di zucchero residuo. Questo zucchero, insieme a quello derivante dal tiraggio (dove vengono aggiunti solo lieviti e non ulteriore zucchero), contribuisce a creare un equilibrio gustativo unico.
L'esame visivo del Rosè di Frecciarossa rivela un colore rosa tenue, una sfumatura delicata derivata dalla vinificazione in bianco del Pinot Nero. La bolla è fine e persistente, un segno di qualità e di una rifermentazione ben eseguita. Al naso, si avvertono fragranze di fragolina di bosco, fiori rossi, una nota leggermente agrumata e una sottile speziatura di pepe bianco. Queste note aromatiche creano un bouquet invitante e complesso, che anticipa un'esperienza gustativa equilibrata e piacevole.
5 - Il processo di vinificazione in bianco
Perla del Garda: La Turbiana e il Carattere del Terroir Morenico
Spostandoci verso il Lago di Garda, incontriamo l'azienda agricola Perla del Garda, un'espressione di passione e dedizione familiare. Giovanna Prandini, con entusiasmo, condivide la filosofia dell'azienda: "Amiamo condividere la nostra passione". Questa frase racchiude l'essenza di un'attività che va oltre la semplice produzione di vino, abbracciando un legame profondo con la terra e con la comunità, come testimoniato dall'iscrizione alla Coldiretti e dall'appartenenza alla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.
Il terreno calcareo argilloso di origine morenica, tipico di questa zona, gioca un ruolo cruciale nella caratterizzazione dei vini di Perla del Garda. Questo suolo conferisce ai vini una mineralità distintiva e una struttura che riflette la storia geologica del territorio. Il bianco prodotto dall'azienda, basato sul vitigno Turbiana, è un esempio emblematico di questa espressione territoriale.
All'olfatto, questo bianco evidenzia immediatamente il varietale della Turbiana, con una tipica sfumatura di zafferano che si intreccia con note verdi, di vaniglia e di frutta tropicale. Queste sensazioni olfattive creano un profilo aromatico complesso e intrigante, che anticipa un gusto fresco e armonico. La Turbiana, vitigno autoctono della zona, trova in questo terroir le condizioni ideali per esprimere la sua unicità, dando vita a un vino che è un vero e proprio tributo al territorio gardesano.

L'Antica Villa e il Moscato di Scanzo: Un Tesoro di Scanzorosciate
L'azienda di Francesca Pagnoncelli Folcieri è un racconto affascinante di "tre storie che si incontrano", un connubio di storia, territorio e viticoltura d'eccellenza. La prima storia è quella di un'antica villa estiva, un tempo dimora della nobiltà bergamasca, ricca di affreschi settecenteschi, arredi e dipinti d'epoca. Oggi, questa villa si erge nel cuore del comune di Scanzorosciate, testimone silenzioso di un passato glorioso e ora fulcro di un'attività vitivinicola moderna.
La seconda storia è quella del Moscato di Scanzo, un vino che rappresenta un unicum nel panorama enologico italiano e mondiale. È la seconda DOCG più piccola d'Italia, un passito unico ottenuto da un vitigno rosso autoctono. La sua unicità risiede nelle caratteristiche del territorio e nella sapienza con cui viene prodotto.
Il Moscato di Scanzo nasce originariamente per il consumo familiare, ma il suo successo è stato tale da convincere l'azienda a produrlo anche per la vendita sul mercato. Il colore è un rosso rubino carico e limpido, un'immagine che già preannuncia la ricchezza del vino. La sua elevata componente di glicerolo, dovuta alla presenza del moscato di Scanzo, gli conferisce una gradevolissima e delicata dolcezza. Questo lo rende un vino quotidiano di facile beva, perfetto per accompagnare i piatti della tradizione gastronomica lombarda, ma anche salumi, formaggi e carni.
L'ingrediente magico che rende unico al mondo il Moscato di Scanzo è il "Sass de la Luna". Si tratta di una formazione calcareo marnosa di colore grigio azzurro, estesa per 31 ettari, che affiora sulla collina di Scanzorosciate. Questo suolo conferisce al vino sentori unici e una persistenza straordinaria. Il profumo è intenso, ampio, elegante ed equilibrato, meno fruttato rispetto ad altri Moscati di Scanzo, con sentori di rosa passita, frutta rossa surmatura e nette note balsamiche. Al palato, il vino si rivela fresco e straordinariamente persistente, un'esperienza sensoriale indimenticabile. Si narra che fosse il passito rosso preferito da Caterina II, zarina di tutte le Russie, testimonianza della sua antica e nobile fama.

Il Nebbiolo di Valgella: Un Omaggio alla Terra e all'Inizio di un Percorso
Nel cuore della Valgella, una zona rinomata per la produzione di vini di alta qualità, nasce un Nebbiolo speciale, creato per ricordare l'avvio dell'avventura vitivinicola di Cristina Scarpellini. Questo vino è un omaggio al territorio e all'inizio di un percorso personale, un legame indissolubile tra la persona e la terra che la ospita.
Il colore di questo Nebbiolo è un rosso granato luminoso, un invito alla degustazione che anticipa la complessità del vino. Al naso, si avvertono note intense e complesse. Le note minerali ferrose, che si percepiscono alla prima olfazione, sono seguite da profumi articolati di spezie, frutti rossi sotto spirito, arance sapide e caffè. Questa ricchezza aromatica riflette la complessità del vitigno e la particolarità del terroir della Valgella.
Il colore rubino scarico è tipico del vitigno Nebbiolo, e il suo profumo intenso evoca piccoli frutti rossi, prugna selvatica, toni floreali di rosa e lillà. Una caratteristica distintiva che si riscontra spesso nel Nebbiolo è la nota di arancia amara, qui presente insieme a sentori di erbe aromatiche di campo. Questi elementi concorrono a creare un profilo olfattivo vibrante e sfaccettato, che rende questo vino un'espressione autentica del suo territorio e della visione di chi lo ha creato.